Appunti su fenomeni di cui poco si comprende, e molto si ignora.

Lo dottrina dello spiritismo per come è stata codificata dai suoi massimi esponenti, Allan Kardek, Léon Dénis, etc., è un sistema filosofico-religioso, non è una scienza esatta, nonostante negli ultimi decenni qualche scienziato coraggioso stia cominciando a ricredersi per via delle moltissime testimonianze. Ammettere l’esistenza degli spiriti non è comunque affare della scienza.

Del resto, la fisiologia afferma che l pensiero, la coscienza umana quindi la personalità sono in diretta dipendenza dall’esistenza del cervello; perciò come si può ammettere l’esistenza degli spiriti, cioè di esseri capaci di pensare, agire, volere senza cervello, senza sistema nervoso?

Il principio della conservazione della materia è servito ad alcuni per ammettere una forma di sopravvivenza. Se nessuna energia si distrugge, l’energia psichica può forse permanere, magari trasformata qualitativamente o quantitativamente. Secondo il prof. Roberto Assagioli (creatore della psicosintesi) gli studi sul paranormale hanno verificato che ‘contenuti psichici’ possono venire trasmessi al di fuori del corpo (telepatia), addirittura possono permanere fuori di essa nel tempo (psicometria e bilocazione).

spiriti guidaColoro fra i parapsicologi che escludono la possibilità della sopravvivenza si basano sul principio che ogni sensazione deve per forza passare attraverso i sensi, essere prodotta dagli organi di senso. Tuttavia, questo è inesatto poiché tutti i fenomeni esp (percezione extrasensoriale – telepatia, chiaroveggenza, precognizione) dimostrano appunto il contrario.

Difatti gli studi del Rhine alla Duke University della Carolina del Nord, condotti con il metodo quantitativo, hanno accertato che l’attività psichica, è indipendente dal sistema nervoso. Essa può uscire fuori dal corpo fisico, esteriorizzarsi nel tempo e nello spazio. In questo modo alcuni valenti scienziati finiscono per dare ragione alle ipotesi spiritiche della sopravvivenza dell’anima.

In più, molti hanno notato che nel nostro corpo ed al di sopra di esso, si incontra una ‘idea direttrice’, come la definì il fisiologo Claude Bernard in “Introduzione alla Medicina”, una forza vitale organizzante, intelligente, che non appartiene affatto al dominio della fisica né della chimica né della psicologia. Essa permette al nostro organismo psico-fisico di superare l’incessante mutamento dei ricambi organici. E’ stato dimostrato dalla fisiologia che le ossa e le cellule più resistenti al nostro organismo si rinnovano totalmente entro lo spazio di 7 anni, il midollo ed i nervi ogni 3 settimane, i muscoli in 15/20 giorni, l’epitelio intestinale in 24/30 ore. E ciononostante siamo sempre gli stessi, ricordiamo perfettamente il nostro passato, sentiamo l’influenza delle abitudini che ci fanno operare in un certo modo.

Questa idea direttrice superiore, organizzante e plasticizzante non potrebbe identificarsi con il perispirito (corpo fluidico, o corpo astrale) degli “spiriti”?

Un concetto che discende da una tradizione antichissima di osservatori. Presso gli yogin indiani era il linga-sharira, per gli ebrei il Ruach, per gli gnostici era il “il corpo glorioso”, Paracelso lo chiama ‘evestrum’ ma il concetto è lo stesso. Quindi tutto sommato non è possibile escludere scientificamente la sopravvivenza della personalità umana, né escludere scientificamente l’esistenza dello spirito dei defunti oltre la soglia terrestre, al di là ‘del velo d’ombra’ come dicono i teosofi, e non è possibile quantificare razionalmente nessun processo messo in atto dal non-reale della nostra mente.

Lo spiritismo crede, secondo la codificazione di Allan Kardek, alla rinascita dell’anima in un altro corpo, o reincarnazione. Si tratta di una delle più antiche credenze dell’umanità riguardo la sopravvivenza, all’immortalità. La trasmigrazione delle anime da un corpo all’altro è il rinnovarsi di quella antica dottrina conosciuta sotto il nome di ‘peregrinazione circolare degli spiriti’, in teologia chiamata ‘circulus o transitus animarum’.

Tuttavia, la reincarnazione insegnata da Kardek differisce da quella insegnata da Budda poiché mentre questa ammette la trasmigrazione dell’anima anche nei corpi degli animali, Kardek la limita ai soli corpi umani.

Il concetto di reincarnazione è stato oggetto di studio da parte degli scienziati. Il primo a farne esperimenti per accertarne l’esistenza o meno fu il colonnello De Rochas a partire dal 1893, il quale, esaminando dei soggetti ipnotizzati, vide che potevano essere indotti a regredire fino agli anni dell’infanzia ricordandoli nei minimi particolari. Egli allora spinse, con alcuni soggetti, più a fondo la regressione e quelli ricordarono nei minimi particolari le loro precedenti reincarnazioni.

Un caso famoso fu quello di Shanti Dewi, una bambina indiana che a 4 anni ricordò di essere vissuta in un’altra città, descrisse il marito, la casa e i figli, i fatti, i quali, poi, risultarono veri. Lo psichiatra Jan Stevenson ha scritto un libro in cui espone decine di casi di reincarnazione e li sottopone a rigoroso esame scientifico. Kelsey (insieme a Grant scrisse ‘La catena delle esistenze’), uno psichiatra inglese il quale, partendo dall’idea che alla base di certe nevrosi ci sono dei conflitti psicologici insoluti trascinatisi da vite precedenti, provoca nei suoi pazienti la regressione della memoria cercando di guarirli con il ricordo delle esperienze traumatiche sofferte.

E’ un po’ il lavoro che stanno facendo da decenni professionisti come Brian Weiss (ma c’è né molti altri, basta eseguire una ricerca), il quale ha scritto anche dei libri interessanti che poi sono frutto di parecchi anni del suo lavoro, ad esempio “Molte Vite, Molti Maestri”, o “Messaggi dai Maestri”, “Oltre le Porte del Tempo” e altri ancora. Da qualche mese ho inserito dei video interessanti di Aurelio Mejía Mesa, che non è molto conosciuto e ancora non è abbastanza famoso (in Italia, all’estero non saprei) ma in sostanza fa la stessa cosa, cura i suoi pazienti facendoli entrare in regressione per poter curare vecchi “mali” causati “a volte” da quei conflitti insoluti di cui si parlava prima, che ci si trascina dietro da vite precedenti.

Tuttavia, alcuni scettici ritengono che si tratti di fatti già conosciuti o visti e poi dimenticati, l’impressione cioè del déjà vu (già visto).

Rimane comunque un mistero ancora oggi se si tratti di vere personalità defunte o di fenomeni di telepatia, di personificazione da parte dell’inconscio collettivo, o di creazoni ideoplastiche dello stesso medium. Una cosa è certa, ‘qualcosa di inspiegabile accade’, come ci si spiega il fenomeno di xenoglossia (guarda ultimo video dell’articolo), la capacità di parlare e scrivere in una lingua al soggetto sconosciuta?

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