Storie di reincarnazioni e settimo chakra

Quello che leggerete di seguito farà arrabbiare tutti gli scettici, ma non importa, nei miei articoli o post, non vi è mai alcuna intenzione di convertire o convincere qualcuno di una cosa piuttosto che un’altra. Rimango dell’idea che se una persona è in cerca di informazioni e quindi sceglie di seguire un determinato “percorso” prima, o dopo, le troverà. E in nessun modo dovrà essere qualcun altro a convincerlo di qualcosa che già non gli appartiene.

Medium, studiosi, alcuni teologi e maghi (non ciarlatani che vendono posti in paradiso, né tanto meno quelli che dicono di essere i “prescelti” o che hanno una bacchetta magica, non è questa la vera magia), dicevo, queste persone sono convinte che la vita non si limita al materiale, ma che prosegue un lunghissimo percorso utile ad acquisire man mano più consapevolezza.

Di vita in vita, di esperienza in esperienza, di consapevolezza in consapevolezza, la nostra coscienza raggiunge livelli sempre più alti. L’ultimo livello della condizione umana cioè di incarnati, dovrebbe essere il 7° (numero magico), corrispondente al 7° Chakra o Chakra della Corona, posto sulla sommità del capo ed è quello degli Illuminati, come, per esempio, Gesù Cristo, il Bubbha, Sai Baba, San Francesco d’Assisi, eccetera..

L’aureola con la quale vengono dipinti i Santi è la rappresentazione grafica dell’apertura del 7° Chakra.

Gesù-Cristo

Inizia, di qui, il nostro cammino da disincarnati, poiché l’esperienza della materia non ci è più necessaria. Siamo, allora, “Maestri di Luce”, Custodi del Piano, Istruttori Silenziosi dell’Umanità. Possiamo scegliere liberamente di assumere un corpo fisico se e quando il bene dell’Umanità lo richieda, ma è una scelta volontaria, di Servizio, svincolata dalla Legge del Karma.

Tutto questo per giungere a dare una risposta alla domanda: “dove andiamo?”.

Proveniamo dalla Luce, ci caliamo nell’oscurità densità della materia e attraverso un processo di purificazione lenta e progressiva andiamo a ricongiungerci al Fuoco Primordiale di cui facciamo parte, completando il Grande Ritorno in SE.

Nessuno pensi di essere esonerato da questo Cammino: il 7° Scalino e la liberazione dalla Ruota delle Reincarnazioni quella che i Buddisti chiamano “Samsara” – è un destino comune a tutti gli esseri viventi.

Ognuno di noi, a questo punto, farà ciò che potrà, comprenderà ciò che la propria condizione evolutiva gli consentirà di comprendere, poiché esistono appunto, i Livelli di Coscienza, scalini da salire, 7, per l’esattezza: vediamo un po’ nel dettaglio, con un linguaggio semplificato al massimo.

Gli scalini, i gradi evolutivi umani


Il primo scalino è quello dell’Uomo Primitivo, che nulla a che vedere, nel nostro caso, con quello delle palafitte, poiché infatti esistono Uomini Primitivi che abitano in appartamenti dotati di tutti i comforts. Gli interessi di questa persona non vanno al di là dei puri bisogni materiali, è schiava della propria fisicità, risponde solo a quell’animalità di cui conserva il ricordo in un recente passato, non ha ancora emozioni, ma solo istinti; la sua mente è grezza, unicamente attenta alle “cose”, la sua non è ancora una coscienza individuale, ma piuttosto collettiva. Tanto per fare un esempio che certamente non offenderà nessuno, rientrano in questa categoria gli ultras di una qualsiasi squadra di calcio, pronti ad uccidere per un rigore mancato.

Il secondo scalino è quello dell’Uomo Comune, nel quale incominciano a manifestarsi le emozioni e il “mondo del Pensiero”; egli, tuttavia, subisce fortemente i condizionamenti ambientali e sociali, è colui che si occupa al massimo di “cosa dice la gente” e fatica a formarsi opinioni proprie. Non si pone ancora dei perché, sul significato della vita, è legato solo ai beni materiali, si circonda di status symbol dai quali trae la propria sicurezza e vive felicemente in un mondo circoscritto nelle stretto perimetro dei “suoi” affetti, della “sua” casa, della “sua” famiglia, del “suo” lavoro, delle “sue” relazioni materiali. Non si può fare un esempio preciso, forse basterebbe guardarsi intorno, o magari… nello specchio..!

Sul terzo scalino troviamo un “Uomo di Ideali”, che è quello che incomincia a volgere lo sguardo un po’ più in alto, a considerare che esiste qualcosa che va un po’ più in là del proprio naso: un “ideale”, appunto, un qualcosa per cui lottare, per la cui realizzazione è disposto ad impiegare delle energie e che egli ritiene “a vantaggio” non solo proprio ma del “bene comune”. E non ha molta importanza che tale ideale sia giusto e santo, perché il giudizio è ancora individuale.

Con il quarto scalino assistiamo a un salto di qualità vero e proprio nella Coscienza dell’uomo: è lo scalino dell’Aspirante Spirituale. Siamo giunti all’individuo che si pone la domanda classica: “chi sono, da dove provengo, dove vado?” ed inizia a cercare delle risposte non più “fuori”, ma “dentro”. Ha finalmente consapevolizzato che la Verità, il Giusto non sono nella realtà materiale, ma sepolti in fondo a se stesso.

L’esoterismo chiama questo stadio “Sentiero della Prova” perché si tratta certamente di un periodo travagliato. Non esiste cambiamento che non porti qualche scompenso, dall’ora legale, alla stagione, a un trasloco, a un lavoro, per proseguire con eventi ben più importanti, come, per esempio, una malattia, perché nuove condizioni e abitudini mutate comportano comunque uno sforzo di adattamento. In questo caso, la lotta è tra l’aspirazione verso l’alto e la personalità, che può ancora essere molto forte e tendere ad ancorare alla materialità vista come valore.

Nonostante le difficoltà che si possono incontrare in questa fase evolutiva, ogni risposta trovata o anche soltanto intravista è una vittoria che non è condivisibile con nessun altro che con noi stessi ma che proprio per questo riempie il cuore della gioia più pura e più autentica che si possa provare. Si comincia, anche se magari a flash intermittenti, ad avere la sensazione quasi fisica, che via via si trasforma in Consapevolezza, della Scintilla Divina che è dentro di noi.

Il quinto scalino è lo scalino detto del Discepolo, il che, come è ovvio, presuppone l’esistenza di un Maestro. Questo non significa avere a che fare con un Guru o un “santone”, o un vecchio saggio vestito da orientale e con una lunga barba bianca. Tutti i maestri ( e tutti noi ne incontriamo quotidianamente, solo che spesso ce li facciamo passare sotto il naso senza riconoscerli..) all’apparenza sono più che normali.

Sul quinto scalino evolutivo, il Discepolo incontra il suo Maestro Interiore, nel senso che entra in diretto contatto con il suo Sé Spirituale che essendo, di origine Divina, contiene “tutta la conoscenza, la saggezza, la luce di cui noi abbiamo bisogno”. Questo è lo scalino in cui subentra la Consapevolezza della propria Natura Divina, dove il Vero e il Giusto ci sono già, senza che ci sia più bisogno di andarli a cercare all’esterno, nelle manifestazioni materiali.

Il sesto scalino è quello dell’Iniziato, che continua ad ampliare il proprio stato di Coscienza attraverso varie “iniziazioni” (che sono qualcosa che assomiglia ad una “prova” con esito immediato..) e si mette al Servizio dell’umanità. Senza volerne più sapere del Padreterno in persona, ma andando per intuito, una figura che tutti conosciamo e che si può avvicinare moltissimo a questo grado evolutivo è Madre Teresa di Calcutta.

Infine, il settimo ed ultimo scalino della condizione umana è quello del Maestro o Adepto che è colui che, passato attraverso tutte le prove e avendo raggiunto quella che gli orientali chiamano Illuminazione, si libera della necessità delle reincarnazioni entrando a far parte dei Grandi Esseri di Luce, completamente svincolato dalla materia: esempi celebri sono Il Cristo e il Buddha, ma non solo..!

Rating: 4.3. From 6 votes.
Please wait...

Prosegui con la lettura (usa il menu di navigazione).
* Nell'ultima pagina puoi trovare eventuali link del libro recensito.

1
2
loading...

LASCIA UN COMMENTO