Testimonianze su fenomeni dovuti a esperienze di premorte

Sono migliaia, forse milioni, le persone che testimoniano strani fenomeni dovuti a esperienze di premorte. Tuttavia, non esiste una statistica attendibile che ci può rivelare una cifra approssimativa, anche perché parecchie persone tengono per se certe esperienze, per ragioni personali.

Alcuni ricercatori però, hanno scritto dei libri, uno di questi è Raymond Moody, il quale ha trascorso parecchi anni della sua vita ad intervistare migliaia di persone che hanno accettato di raccontare le loro storie su esperienze di premorte. Raymond Moody si è convinto dopo parecchi dati raccolti, che la vita non termina dopo la morte fisica, ma esiste qualcosa al di fuori della nostra immaginazione.

Egli ha pubblicato una piccola lista di fattori riscontrati dalle persone che hanno vissuto un’esperienza di premorte:

  • La sensazione di essere morto – la persona si rende conto di essere morta.
  • Sensazione di pace e di assenza di dolore – la persona che era in stato di considerevole sofferenza si accorge che non ha più la percezione del proprio corpo.
  • Esperienza extracorporea – lo spirito o l’essenza della persona galleggia sopra al corpo ed è in grado di descrivere fati che non sarebbe stato in grado di vedere.
  • L’esperienza di un tunnel – la persona morta ha la sensazione di attraversare velocemente un tunnel.
  • Vedere persone di luce – spesso alla fine del tunnel si vedono parenti defunti che sembrano essere fatti di luce.
  • Essere accolti da uno specifico essere – le persone raccontano di essere state in un certo luogo, un giardino o una foresta, e di avere incontrato l’Essere di Luce.
  • Panoramica della vita – la persona è in grado di vedere tutta la propria vita e di dare una valutazione di tutti gli aspetti, sia piacevoli che spiacevoli.
  • Sentirsi riluttanti a tornare – le persone raccontano di non volere tornare indietro, ma di essere costrette a farlo sotto indicazioni di altri esseri di luce.
  • Trasformazione della personalità – nella maggior parte dei casi (non sempre), avviene qualcosa di positivo alle persone che smettono di dare per scontate cose come la natura e le loro famiglie.

Anche alcune di queste persone che hanno vissuto nella propria pelle queste sensazioni, hanno scritto un libro. Dannion Brinkley è uno di loro.

E’ a dir poco allucinante l’esperienza che ha vissuto quest’uomo. Dannion Brinkley fu colpito a morte da un fulmine nel 1975, e si risvegliò dopo 28 minuti nella camera mortuaria.

Di seguito scriverò un breve racconto che potrete trovare nel suo libro “Ritorno dall’Aldilà”, tra l’altro lo consiglio, è un libro molto interessante per gli amanti del genere.

ritorno dall aldilaIl libro che descrive testimonianze di persone che hanno avuto esperienze di premorte

Dannion Brinkley racconta le sensazioni che ha provato personalmente dopo la sua esperienza di premorte, saltando le prime tre descritte in precedenza, il “tunnel”.

In effetti io non mi mossi per niente, fu il tunnel ad avvicinarsi. Si sentiva un suono di campane mentre il tunnel si avvicinava a spirale verso di me e poi attorno a me. Presto non vidi più nulla – non c’era Sandy (sua moglie) che piangeva, non c’erano gli assistenti dell’ambulanza che cercavano di rimettere in moto il mio cadavere, nessuna concitata conversazione via radio con l’ospedale – solo un tunnel che mi avvolse completamente e un meraviglioso suono di sette campane che rintoccavano ritmicamente in successione.

Guardai avanti, nel buio. C’era una luce lassù e io iniziai a muovermi in quella direzione più velocemente che potevo. Mi stavo muovendo senza utilizzare le gambe a una velocità elevata. Davanti a me la luce si fece sempre più splendente fino a prendere il posto dell’oscurità e mi lasciò in un paradiso di luce brillante. Era la luce più intensa che avessi mai visto, ma malgrado ciò non mi feriva minimamente gli occhi. Diversamente dal dolore che si può provare quando si passa alla luce del sole da una stanza buia, essa blandiva i miei occhi.


Guardai a destra e vidi un’immagine argentata affiorare come una sagoma della nebbia. Mentre si avvicinava iniziai a sentire un profondo senso di amore che racchiudeva tutti i significati del mondo. Era come se stessi vedendo amante, madre e migliore amico, moltiplicato per mille. Mentre l’Essere di Luce si avvicinava, questi sentimenti di amore si intensificarono al punto da essere quasi troppo piacevoli da contenere.

Ebbi la sensazione di essere meno compatto, come se avessi perso almeno una dozzina di chili. Il peso del mio corpo se ne era andato e ora ero uno spirito senza fardelli.

Guardai la mia mano. Era traslucida e brillante e si muoveva fluidamente, come acqua nell’oceano. Guardai il mio petto. Anche quello aveva la stessa luminosa fluidità della seta pregiata accarezzata dalla brezza leggera.

L’Essere di Luce si fermò proprio di fronte a me. Fissando la sua essenza potevo vedere prismi di colori, come se fosse di migliaia di minuscoli diamanti, ognuno dei quali emanava i colori dell’arcobaleno.

Iniziai a guardarmi attorno. Sotto di noi c’erano altri Esseri che mi somigliavano. Sembravano persi e luccicavano molto meno intensamente di me. Mentre li guardavo notai che anche io mi stavo smorzando. Fui sconfortato nel constatare la riduzione delle vibrazioni, e guardai altrove.

Volsi lo sguardo sopra di me. C’erano altri Esseri, questi erano più luminosi e brillanti. Provai disagio anche guardando verso di loro, perché iniziai a vibrare più intensamente. Fu come se avessi bevuto troppo caffè e ora acceleravo e mi muovevo troppo veloce.

Distolsi lo sguardo e osservai l’Essere di Luce, che ora era proprio davanti a me. Mi sentivo a mio agio in sua presenza, provavo una familiarità che mi indusse a credere che lui avesse sentito ogni sentimento che io avessi mai avuto, dal momento del mio primo respiro all’istante in cui fui bruciato dal fulmine.

Guardando questo Essere ebbi la sensazione che nessuno potesse amarmi più di lui, che nessuno potesse trasmettermi maggiore empatia, comprensione, sostegno, partecipazione incondizionata….

Queste sono solo alcune delle sensazioni che Dannion Brinkley descrive sul suo libro. Egli ammette di aver passato un brutto periodo, nonostante sia “dovuto” tornare tra i vivi, ci vollero parecchi mesi prima che il suo corpo si riprese completamente dall’incidente.

Per parecchi mesi non era in grado neanche di camminare né di parlare. Racconta di essere tornato perché avrebbe dovuto “aiutare” le persone. Ma sarebbe meglio leggere il libro, è una delle rare testimonianze di questo genere. Ricordo che il suo libro “ Ritorno dall’Aldilà” è stato scritto in base alla sua storia “vera”, pubblicarono anche vari articoli su giornali dell’epoca.

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