Misteri su Marte

Un astronauta su Marte. “Extremamente” mostra le foto mai viste

Un astronauta cammina sul terreno rosso di Marte, ricco di ossidi idrati di ferro. Al collo, ha una telecamera per riprendere quei primi passi storici. Che nessuno, però, dovrà vedere. Perché  quell’uomo chiuso in una tuta spaziale pressurizzata con la bandiera americana stampata sul braccio, lì ufficialmente non c’è mai stato.

E’ quello che una “voce profonda” racconta. E così una pagina di Storia dell’esplorazione spaziale cancellata, rimossa, stracciata dai libri,  sembrerebbe  riemergere nei ricordi e nelle  ammissioni di chi c’era o sapeva.

astronauta marteDelle presunte missioni spaziali sul Pianeta Rosso, hanno già parlato alcuni dei più noti insider americani (dall’ex sergente maggiore dell’esercito Bob Dean al sedicente fisico dell’Area 51 Bob Lazar) e sul web circolano anche filmati che mostrano Marte visto dall’oblò di un’astronave o da un “fly-over” sulla sua superficie.

Ma i dettagli  che Luca Scantamburlo  scrittore e ricercatore freelance ha ricevuto da un suo contatto personale e segreto vanno oltre. L’uomo- presumibilmente un militare dell’area Nato che ha avuto modo di visionare materiale scottante- ha rivelato infatti come e quando queste missioni avvennero, da dove partirono, quale centro le controllò e quale ne fu l’obiettivo.
Non solo: ha fornito anche del materiale a sostegno delle sue affermazioni: 4 foto che ritrarrebbero, per l’appunto, un astronauta americano sul suolo marziano. Nel 1970…

Groom Lake si trova all’interno della base più misteriosa del mondo, quella famigerata Area 51 in cui  secondo le rivelazioni non dimostrabili di chi giura di averci lavorato gli Americani nascondono tutte le prove del contatto con gli Alieni.

Proprio qui sarebbero state scattate le foto inviate a Luca Scantamburlo da un suo contatto personale e segreto: foto che mostrerebbero Buzz Aldrin mentre cammina su Marte. Il protagonista di una storia mai scritta…
Sì, queste immagini sarebbero state riprese da un video all’interno della base di Groom Lake. Sono sicuramente digitali, non c’è dubbio. Posso solo fare delle congetture: forse sono scatti effettuati di fronte a dei fermi-immagine di un video,  oppure di fronte a delle stampe. Ignoro chi sia stato a scattare le foto, potrebbe essere stata la mia fonte o qualcun altro che poi gliele ha inoltrate.

Di queste spedizioni marziane, Luca Scantamburlo ha però ottenuto conferma da un’altra famosa voce importante: Moonwalker1966delta. E’ il sedicente comandante dell’Apollo 19, missione ufficialmente mai avvenuta. Un lancio secondo la controinformazione che avrebbe dovuto raggiungere la faccia nascosta della Luna per studiare da vicino le anomalie fotografate dalle precedenti missioni Apollo: soprattutto, una presunta, enorme astronave adagiata da tempo immemore sul suolo lunare. Ma l’Apollo 19 non raggiunse mai il suo obiettivo, per colpa di un guasto che rischiò di uccidere l’equipaggio. E’ la storia che lo stesso Moonewalker1966delta  pseudonimo sotto il quale si nasconderebbe un famoso ex astronauta ha raccontato a Scantamburlo in un fitto scambio di messaggi divenuto un libro ( “Apollo 20, the disclosure”- Apollo 20, la rivelazione). Su Youtube poi è possibile vedere il video dell’incidente spaziale.

Contattato prima da un conoscente di Scantamburlo che non era al corrente delle confidenze del suo testimone, e poi dallo stesso ricercatore, il comandante di Apollo 19 ha confermato l’esistenza di queste missioni congiunte sovietico-americane su Marte, indicando lo stesso nome Progetto Sole Rosso e lo stesso numero: 13.

 Ma c’è di più…
Intrigata dalla storia che Luca Scantamburlo mi aveva anticipato, in forma riservata, l’anno scorso, anch’io ho fatto delle ricerche. E mi sono imbattuta, quasi per caso, in una trasmissione televisiva su un canale americano nel quale era ospite l’ex astronauta Eugene Cernan. Argomento del dibattito,  il futuro dell’esplorazione spaziale:  davvero gli Stati Uniti avrebbero dovuto nonostante la crisi investire miliardi di dollari per raggiungere Marte entro il 2035 come sosteneva Buzz Aldrin ? E Cernan, alla domanda, rispondeva così:”Buzz wants to come BACK TO MARS”, ovvero “Buzz vuole RITORNARE SU MARTE”. Un  semplice “lapsus” oppure un errore  che svelava involontariamente un segreto?

Avevo segnalato questo video a Luca, come una curiosità. Immaginate lo stupore, quando qualche settimana dopo, anche Moonwalker1966delta ha citato la stessa frase, del medesimo programma tv, come prova dell’avvenuto ammartaggio di oltre 4 decenni prima

Un’altra incredibile coincidenza come la chiama non senza ironia Scantamburlo è poi la scoperta, proprio quest’estate, di singolari strutture simmetriche su Marte.
Esatto. Poche settimane dopo la divulgazione della mia storia tramite un comunicato stampa sul web, un utente della rete ha commentato alcune immagini trovate attraverso Google Mars. Vi sono delle strutture anomale caratterizzate da  alta simmetria che richiamano le immagini di un possibile avamposto. E questo utente di Youtube , che si chiama David Martines, le ha battezzate “Biostation Alpha ” e “Biostation Delta”.
Cosa ne penso?, prosegue Luca Scantamburlo, Bè,  potrebbero essere effettivamente delle simmetrie facenti parte di un avamposto di origine umana o non umana. Certo che la spiegazione di uno scienziato dell’Università dell’Arizona,secondo la quale queste immagini dotate di simmetria sarebbero il risultato di un’interferenza di raggi cosmici con la fotocamera satellitare che ha ripreso le immagini, secondo me è un po’ bizzarra…

Dunque, l’uomo potrebbe essere già stato su Marte e aver lasciato tracce dietro di sé… Ma c’è un’obiezione principe, che rischia di far crollare tutta la costruzione: negli anni ’70, ovvero 40  anni fa, possedevamo la tecnologia sufficiente per affrontare un viaggio del genere? Non è una domanda da liquidare senza riflessione, visto che a quanto si dice esistono ancora tali e tanti problemi da non consentire una simile missione spaziale .
Sicuramente, Marte è al centro dell’esplorazione spaziale non solo della Nasa, ma anche dell’Esa. E ci sono problemi non da poco da risolvere per poter raggiungere il Pianeta Rosso. Uno riguarda i costi esorbitanti, un altro la lunga permanenza nello spazio degli astronauti: devono affrontare un addestramento molto severo per poter resistere tanti mesi lontano dalla Terra con tutte le problematiche di natura fisica e psicologica che ciò comporta. Ma tecnicamente si può fare. Non mi sembra impossibile pensare che Russi e Americani abbiano deciso di tentare un viaggio con equipaggio umano fino a Marte. Era fattibile anche decenni fa. Lo sosteneva pure Wernher Von Braun.

astronauta marte misteroTra le mani, Scantamburlo ha un libro  proprio del grande scienziato tedesco, il padre delle missioni Apollo e prima ancora, il genio del Terzo Reich, passato indenne dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale dal fronte nazista a quello alleato… Ebbene, l’ingegnere aerospaziale  scrisse una sorta di novella pubblicata negli Stati uniti nel 1953 con il titolo “The  Mars  Project a technical tale“ (Il progetto Marte un racconto tecnico) nel quale ipotizzava, come in una storia di fantascienza, come avremmo raggiunto il Pianeta Rosso, in quanti giorni, con quale carburante, con quali razzi e navicelle, secondo quali orbite… Il tutto corredato da disegni tecnici autografi, nel quale Von Braun  dimostrava di aver programmato e calcolato tutto alla precisione. Altro che fantascienza! Pochi anni dopo, lo scienziato tornò sull’argomento con un testo divulgativo intitolato “The exploration of Mars” (L’esplorazione di Marte) scritto insieme a Willy Ley. Dunque Marte era un obiettivo dichiarato e raggiungibile per una delle menti scientifiche più acute e straordinarie del XX secolo.

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