Osservare i propri sogni per conoscersi meglio

Molta gente è terrorizzata dai propri sogni. Hanno paura di tutto ciò che non controllano consciamente. Ma se consideraste i sogni come un’estensione della vostra esperienza in un altro contesto, allora potreste realmente imparare a sentirvi più a vostro agio nei loro confronti.

Ve li ricordereste con più facilità e potreste conservare un senso di continuità tra il sogno e la veglia. Apparirebbero con maggior chiarezza i contorni della vostra psiche, che non avrebbero comunque l’aspetto di teoremi matematici, bensì affiorerebbero tramite le tecniche, i simboli, i sentimenti e i desideri di solito attribuiti alla creatività.

Quali siano le caratteristiche della creatività appare con più chiarezza nei bambini. Creatività significa abbandono entro una struttura che viene accentuata solo per quello che è.

Se durante le ore di veglia, inventate per gioco un suono, e sempre per gioco lo interpretate senza preoccuparvi delle sue implicazioni, e lo prendete per quello che è, sfiorerete involontariamente la natura dei sogni notturni. I sogni veri e propri e quelli “fabbricati” hanno molto in comune e il procedimento di fabbricazione dei sogni vi renderà familiari le alterazioni di coscienza che con più intensità si verificano la notte. È un ottimo esercizio. È particolarmente benefico per coloro che hanno una struttura mentale troppo rigida.

Spesso i bambini giocando, si procurano di proposito qualche spavento, pur tenendo sempre presente che si tratta di un gioco. Il fantasma del giardino scompare al suono della campana della cena. Il bambino torna all’universo sicuro del tè e dei biscotti. I sogni servono di frequente allo stesso scopo. Si resta terrorizzati, ma l’alba spezza l’incantesimo. Il sognatore si sveglia per fare colazione. Le paure, dopotutto, vengono considerate prive di fondamento. Non che in questo modo si possano spiegare tutti i sogni spiacevoli, semplicemente si vuole ricordare che non tutti gli episodi di quel tipo sono nevrotici o indicativi di futuri problemi fisici.

Ogni volta che cercherete di esplorare la psiche con assoluta serietà, essa continuerà a sfuggirvi. I sogni possono essere interpretati come azioni drammatiche, mai come diagrammi. Non cercale di abbassare “l’interpretazione dei sogni al vostro livello” (non lo dico per offendervi), ma cercate invece di penetrare quella realtà con l’immaginazione e il gioco e consentite alla coscienza della veglia di innalzarsi a un’interpretazione più libera degli eventi in cui l’energia non è legata allo spazio, al tempo o ad altre limitazioni.

[da … “La vostra realtà quotidiana – tecniche pratiche per risolvere i problemi di tutti i giorni e arricchire la vostra personalità” per chi fosse interessato infondo ho inserito il link]

Osservare i propri sogni per conoscersi meglio

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[da.. “La natura della Psiche”]

I sogni agiscono a talmente tanti livelli che una spiegazione esauriente richiederebbe una perizia verbale quasi impossibile. Anche se i sogni non hanno bisogno dell’azione di tutto il corpo e il cervello non li registra completamente, essi servono ad attivare certe funzioni biologiche, ad esempio rilasciando ormoni.


Ci sono anche quelli che io chiamo i sogni del corpo. Nella materia, la coscienza non si manifesta pienamente a nessun livello. La comunicazione rimane costante tra tutte le parti del corpo, ma quando la mente cosciente viene distratta, tale attività spesso aumenta. La coscienza cellulare dà vita a un sogno del corpo. Tali sogni non implicano immagini o parole, banno piuttosto qualcosa in comune con la formazione di finalità elettromagnetiche; anticipano le azioni da intraprendere; possono dar inizio ai sogni terapeutici in cui livelli “superiori” di coscienza vengono informati psicologicamente di determinate situazioni.

Molti problemi vengono anticipati, in ogni caso, tramite i sogni del corpo, e alcune situazioni chiarite unicamente a quel livello.

Dunque: è vero che la coscienza trae piacere dal proprio orientamento fisico, ma è anche vero che è troppo creativa per limitare le proprie azioni ad un’unica direzione. I sogni danno alla coscienza, quando non ha bisogno di essere pratica o “materiale”, l’opportunità del gioco creativo e le consentono di utilizzare più liberamente le sue caratteristiche innate.

Molte persone, quando capita loro di fare due o tre sogni contemporaneamente, sono consapevoli della duplicazione o triplicazione in atto. Di solito, al momento del risveglio, quei sogni si compendiano improvvisamente in quello predominante, ed assumono posizioni subordinate, benché il sognatore sia certo che solo un momento prima i sogni fossero di pari intensità. Tali sogni rappresentano la grande creatività della coscienza e accennano alla sua abilità di sviluppare più di una direzione esperienziale alla volta senza perdersi per strada.

Durante la veglia, siete costretti a fare una cosa o l’altra. È ovvio che sto semplificando, visto che potete benissimo mangiare un’arancia, guardare la televisione, grattarvi un piede, sgridare il cane …più o meno nello stesso momento. Però non potete trovarvi a Boston e a San Francisco, o avere ventun anni e undici contemporaneamente.

Nei sogni doppi o tripli, la coscienza mostra la propria natura trasparente e simultanea. È possibile imbattersi nello stesso momento in svariate direzioni esperienziali, ognuna in sé completa, ma quando il sognatore prende coscienza del fallo, l’esperienza non può essere tradotta in termini neurologici; un unico sogno predomina e gli altri vengono ridotti a pure immagini spettrali.

Vi sono troppe varietà di sogni di quel genere perché se ne possa discutere qui; tutti, in ogni caso, prevedono che la coscienza prima disperda, poi trattenga la propria identità, dando luogo a un circuito completo. Tali sogni implicano sequenze diverse da quelle a cui siete abituati. Indicano le dimensioni della coscienza, solitamente inaccessibili a voi, che date forma alla storia del vostro mondo lasciando che tra tutte le esperienze possibili siano quelle di un unico mondo a predominare e a comparire sullo schermo del vostro cervello.

Prendete in considerazione un evento molto semplice, ad esempio il mangiare un’arancia. Per gioco, immaginate in che modo l’evento sia interpretato dalle cellule del corpo. Come viene percepita l’arancia? Probabilmente viene sentita direttamente dalla punta delle dita, ma le cellule dei piedi ne sono al corrente? Le cellule del ginocchio lo sanno che state mangiando un’arancia?

Metteteci tutto il tempo che volete. Poi, esplorate tutte le percezioni sensoriali coscienti riguardo all’arancia. Soffermatevi sul gusto, la consistenza, l’odore, la forma, Che cosa vi fa venire in mente l’arancia? Quando ne avete visto o assaggiato una per la prima volta? Avete mai seguito la maturazione delle arance e le avete mai viste in fiore? Che cosa vi fa venire in mente il colore?

Fingete di star facendo un sogno che inizia con l’immagine di un’arancia. Seguite il sogno nella mente. Poi, fingete di risvegliarvi dal sogno e di rendervi conto che stavate contemporaneamente sognando qualcos’altro, e domandatevi in fretta che cosa stavate sognando. Se eseguito in questa sequenza temporale, l’esercizio vi dà la possibilità di creare dei circuiti completi di coscienza, di afferrarla nel suo “andare e venire”. E l’ultima domanda – che altro stavate sognando? – dovrebbe introdurre nella mente una sequenza di immagini e di pensieri completamente nuovi, effettivamente in corso nel momento in cui stavate sognando l’arancia ad occhi aperti.

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