Fenomeni paranormali e ricerca psichica

Il processo di estrazione della forma per resezione di una parte degli stampi di paraffina e successivo incollaggio, dopo l’uscita della mano, non è stato sicuramente impiegato nei pezzi da noi periziati. In effetti, non abbiamo constatato né tracce di saldatura, né raschiatura, né alcuna delle inevitabili deformazioni che questo procedimento comporta. Non ci sono giunture nei guanti che il dottor Geley ha sottoposto al nostro esame. In ogni caso, l’operazione di estrazione di una mano viva non sarebbe stata realizzabile con guanti così piccoli. Questi si sarebbero inevitabilmente strappati al minimo tentativo di ritiro della mano. L’uscita di una mano viva da stampi di paraffina, che ha spessore inferiore al millimetro, è assolutamente impossibile.

Spiegazione: la mano dello spirito, sottile e sostanziale, si è dematerializzata per uscire dallo stampo. Il passaggio del palmo più largo del polso si è realizzato senza difficoltà.

Il fatto che questa mano spirituale fosse più piccola del normale non deve stupire; i mistici che hanno visto esseri dell’altro mondo hanno sempre affermato che gli «angeli» visti erano simili a bambini.

Charles Richet ha riassunto in maniera pungente la carriera di Gustave Geley: «Il demone della ricerca, demone terribile, esigente e imperioso, si impadronì ben presto di lui. Aveva potuto osservare fatti di lucidità, di sonnambulismo, di premonizione, che in un primo momento lo turbarono, poi lo convinsero, in modo che, pur dedicandosi tranquillamente alla sua clientela, proseguiva le sue temerarie ricerche nel campo maledetto delle scienze occulte».

«Pur dedicandosi tranquillamente alla sua clientela»: il prof. Richet avrebbe potuto dire la stessa cosa del dottor Encausse, alias Papus, altro buon operatore della ricerca psichica.

«Le temerarie investigazioni» condussero il dottor Geley a una scoperta rivoluzionaria: aveva constatato che dei feriti gravi della guerra 1914-18, operati al cervello e che avevano perduto vaste zone di tessuto corticale e di sostanza bianca, sembravano non soffrire di essere stati privati di circonvoluzioni considerate fino ad allora come sede di funzioni essenziali.

«Le ipotesi materialistiche che vogliono che il pensiero sia una secrezione del cervello e assegnano dei centri alle facoltà mentali sono erronee. È tempo di abbandonare questa mitologia cerebrale».

Henri Bergson

La scienza di avanguardia e la nuova filosofia si illuminano a vicenda. I lavori del dottor Geley avevano seriamente scosso il materialismo dimostrando scientificamente che la vita mentale e quella spirituale superano largamente la vita cerebrale. Questa verità fondamentale, Henri Bergson (1856-1941), il filosofo dell’intuizione, l’aveva presentita da molto tempo. Fin dal 1896, in Matière et Mémoire (Materia e Memoria), egli rifiutava la credenza scientista che il processo mentale fosse il prodotto del processo cerebrale. Alla fine della prima guerra mondiale, avendo seguito con interesse le scoperte di Geley, scriveva in Energie spirituelle (L’Energia spirituale):

Se il mentale fosse rigorosamente ricalcato sul cerebrale, se in una coscienza umana non ci fosse niente altro al di fuori di ciò che è inscritto nel nostro cervello, potremmo ammettere che la coscienza segue il destino del corpo e muore con esso. Ma se i fatti, studiati indipendentemente da ogni sistema, ci portano al contrario a considerare la vita mentale come molto più vasta della vita cerebrale, la sopravvivenza diventa così probabile che l’obbligo della prova incomberà su colui che la nega, piuttosto che su colui che l’afferma, perché l’unica ragione di credere all’annullamento della coscienza dopo la morte è che si vede il corpo disfarsi, e questa ragione non ha più valore se l’indipendenza della quasi totalità della coscienza riguardo al corpo è, anch’essa, un fatto che si constata.

È nel 1913 che la saggia ed efficiente Society for Psychical Research rende omaggio a Bergson chiamandolo a presiederla. Si sa che la S.P.R. è la più antica accademia di questo genere e che fu fondata nel 1882 dal fisico Sir William Barret, dagli psichisti Edmond Gurney e Frederick Myers, dal reverendo Stainton Moses, pastore e medium.

Se, nelle esperienze che ho riferito, i membri della Chiesa romana brillavano per la loro assenza, questo non succedeva in Gran Bretagna dove, come Stainton Moses, numerosi pastori si impegnavano nella parapsicologia nella quale, pensavano, l’anglicanesimo avrebbe potuto attingere un sangue nuovo.

È così che il pastore H. R. Haweis, in un discorso davanti all’Alleanza Spiritualista di Londra, dichiarò il 20 aprile 1900:

Sono venuto qui per dire che non vedo niente nel vero spiritualismo che sia meno opposto al vero cristianesimo di qualunque altra cosa al mondo; sembra anzi costituirne un legittimo sviluppo. Non è un contraddittore, non è un avversario… Il debito del clero – se questo conoscesse bene il proprio lavoro – verso il «moderno spiritualismo» è realmente molto grande.

In primo luogo, ha riabilitato la Bibbia. Non si può negare nemmeno per un momento che la fede e il rispetto per le Scritture stavano scomparendo, in conseguenza dei crescenti dubbi concernenti gli episodi dei miracoli. Gli esegeti si affidavano interamente alla bellezza della dottrina cristiana, ma non potevano avallare gli elementi meravigliosi dell’Antico e del Nuovo Testamento. Si chiedeva alla gente di credere ai miracoli, ma allo stesso tempo si insegnava loro che, al di fuori dei racconti biblici, niente di soprannaturale aveva mai avuto luogo. Oggi la situazione è rovesciata. I fedeli credono ora alla Bibbia a causa dello spiritualismo; non credevano allo spiritualismo a causa della Bibbia. Quando io ho iniziato il mio ministero, ho cercato di sbarazzarmi dei miracoli giudeo-cristiani con una spiegazione verosimile. Ho scoperto in seguito che soltanto le ricerche di Crookes, di Flammarion e di Alfred Russel Wallace mi portavano la soluzione reale.

Tra i membri della S.P.R., Marie Curie, che è inutile presentare, il fisico William Crookes che scoprì il tallio, inventò la radiometria e i tubi a vuoto che portano il suo nome; Sir Oliver Lodge, autore di lavori fondamentali sull’ottica, sull’elettricità, sulla telegrafia senza fili. Lodge ebbe il dolore di perdere il figlio Raymond, ucciso sul fronte francese nel 1915; da allora, la sua speranza nella sopravvivenza si affermò e divenne il centro del suo pensiero e della sua opera.

È ai membri di questa illustre compagnia che, il 28 maggio 1913, Henri Bergson rese il seguente omaggio:

Quello che voi avete speso di ingegnosità, di penetrazione, di pazienza, di tenacia nell’esplorazione della terra incognita dei fenomeni psichici mi è sempre sembrato ammirevole. Ma più di questa ingegnosità e più di questa penetrazione, ammiro il coraggio che avete avuto di lottare contro le prevenzioni di una buona parte del pubblico e sfidare lo scherno che fa paura ai più coraggiosi.

Come si spiegano le prevenzioni che ci sono state contro le scienze psichiche e che molti conservano ancora? Certo, sono soprattutto dei mezzi-scienziati che condannano, «in nome della Scienza», ricerche come le vostre… Tuttavia, succede ancora che dei veri scienziati, pronti ad accettare qualunque lavoro di laboratorio, per quanto modesto, scartino

per partito preso quello che voi sostenete e rigettino in blocco quello che avete fatto. Su quali basi?…

Niente è più sgradevole per lo scienziato di professione che vedere introdurre, in una scienza di pari livello della sua, processi di ricerca e di verifica dai quali si è sempre astenuto. Ora, i fenomeni psichici sono incontestabilmente dello stesso genere di quelli che costituiscono l’oggetto della scienza naturale, mentre il metodo che voi seguite e che siete

obbligati a seguire non ha spesso alcun rapporto con quello delle scienze naturali.

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