Incarnazione nei diversi mondi

Nel 1804 nasce un uomo che dedicò gran parte della sua vita allo spiritismo. Si chiamava Allan Kardec, e in pochi anni raccolse intorno a sé migliaia di seguaci: da allora lo spiritismo si è diffuso ovunque e i testi di Kardec sono oggi i più venduti in tutto il mondo.

Quanto seguirà è tratto da un suo libro (credo) il più famoso, pubblicato sullo spiritismo – Il libro degli spiriti – che comprende oltre 400 pagine con 1000 domande e 1000 risposte, frutto delle sedute medianiche del gruppo di spiritismo di cui egli stesso faceva parte. Domande che trattano argomenti davvero interessanti: immortalità dell’anima, la natura degli spiriti e i loro rapporti con gli uomini, l’avvenire dell’umanità, ecc. Tuttavia, dobbiamo tener presente che le varie entità che si presentavano, o interagivano in qualche modo con il gruppo dei medium, si rivolgevano agli uomini considerando il loro grado evolutivo. Questo significa sostanzialmente che uno spirito evocato oggi affronterebbe gli argomenti in maniera differente – dovrà mettersi allo stesso livello trattandosi di entità evoluta. Ovviamente Allan Kardec si è trovato spesso ad interagire con spiriti poco evoluti, ma in questo libro non c’è traccia dato che vuole trasmettere consigli e/o conoscenza.

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Ho pensato di prendere una quindicina di domande/risposte dedicate all’incarnazione nei diversi mondi, appunto. Ad ogni modo, se ti interessa questo argomento, dovresti leggerti il libro – molto ben strutturato e parecchio interessante.

Incarnazione nei diversi Mondi

Le diverse esistenze corporee si effettuano tutte sulla Terra?

«No, ma nei diversi mondi: quella di quaggiù non è né la prima, né l’ultima, ma tuttavia una delle più materiali e lontane dalla perfezione».

L’anima passa da un mondo all’altro ad ogni nuova esistenza corporea, o può compierne varie sullo stesso globo?

«Può rivivere più volte sullo stesso globo, se non è progredita abbastanza, perché meriti d’incarnarsi in uno superiore».

Cosicché possiamo comparire più volte sulla Terra?

«Certamente».

Possiamo ritornarvi dopo essere vissuti in altri mondi?

«Sì: voi potete aver già vissuto altrove e sulla Terra».

È proprio necessario rivivere sulla Terra?

«No; ma, se non progredite, potete andare in un altro globo, che non è certo migliore, ma può essere anche peggiore».

Ha qualche vantaggio chi ritorna ad abitare la Terra?

«Nessun vantaggio particolare, a meno che non vi ritorni in missione».

Non sarebbe maggior felicità rimanere allo stato di Spirito?

«No, no! Si rimarrebbe stazionari, mentre è necessario progredire verso Dio».

Gli Spiriti, dopo essere vissuti in altri mondi, possono incarnarsi in questo, senza esservi mai comparsi prima?

«Sì: alla stessa maniera voi potete incarnarvi altrove. Tutti i mondi sono solidali: ciò che non si compie in uno, si può compiere in un altro».

Ci sono dunque uomini, i quali sono venuti per la prima volta sulla Terra?

«Molti, e di diversi gradi»

Si può riconoscere da qualche segno, se uno Spirito fa la prima apparizione sulla Terra?

«No, perché non gioverebbe a nulla».

Per giungere alla perfezione e alla felicità suprema, ultimo fine di tutte le creature, deve lo Spirito passare per tutti i mondi, che esistono nell’universo?

«No, perché ci sono molti mondi dello stesso grado, nei quali lo Spirito non imparerebbe nulla di nuovo».

E allora come spiegare la pluralità delle sue esistenze sullo stesso globo?

«Col riflettere che egli ogni volta vi si può trovare in condizioni sempre differenti, le quali sono per lui tante occasioni per acquistare conoscenza».


Possono gli Spiriti reincarnarsi in un globo relativamente inferiore a quello su cui sono già vissuti?

«Sì, quando hanno da compiervi una missione per contribuire al progresso dell’umanità che vi abita; nel qual caso accettano con gioia le tribolazioni di quella esistenza, perché porgono loro il mezzo di progredire».

Non accade così anche per espiazione, potendo Iddio mandare Spiriti ribelli in mondi inferiori?

«Gli spiriti possono rimanere stazionari, ma non tornare indietro: la loro punizione consiste nel no progredire e nel ripetere le esistenze male impiegate nel mezzo più confacente alla loro natura».

Quali Spiriti devono ripetere la medesima esistenza?

«Quelli che vengono meno al compito e alle prove».

Gli esseri che abitano ciascun mondo, sono giunti tutti allo stesso grado di perfezione?

«No, avviene come sulla Terra; ce ne sono di più e di meno avanzati».

Nel passare dal nostro mondo in un altro, lo Spirito conserva l’intelligenza che aveva in questo?

«Senza dubbio; ma è possibile, che egli non vi abbia più gli stessi mezzi di manifestarla: ciò dipende dal grado del suo avanzamento e dallo stato del corpo, che starà per prendere la nuova reincarnazione».

Possiamo noi conoscere con precisione lo stato fisico e morale dei diversi mondi?

«Noi, Spiriti, non ve ne possiamo dare conoscenza che secondo il grado della vostra comprensione, il che vuol dire, che non dobbiamo rivelare queste cose a tutti, poiché non tutti sono in grado d’intenderle rettamente, e ciò li turberebbe».

Approfondimento di Kardec…

A mano a mano che lo Spirito si va purificando, il corpo, che egli anima, si avvicina alla natura spirituale. La materia ne è meno densa; egli non si trascina più penosamente al suolo; i bisogni fisici divengono meno grossolani, e gli esseri viventi non hanno più bisogno di distruggersi a vicenda per nutrirsi. Lo Spirito è più libero, ed ha per le cose lontane delle facoltà sensorie, che ci sono ignote. Egli vede con gli occhi del corpo quello che noi vediamo soltanto col pensiero.

La purificazione degli Spiriti si appalesa nelle loro incarnazioni col perfezionamento morale, che indebolisce le passioni e gli istinti animaleschi, e fa sì che l’egoismo ceda il posto al sentimento fraterno. Perciò nei mondi superiori al nostro non si conoscono guerre, e gli odi e le discordie non hanno ragione di essere, perché nessuno pensa di fare torto al suo simile. L’intuito che hanno del proprio avvenire, e la sicurezza che traggono da una coscienza libera da rimorsi, fanno sì che la morte non sia loro causa di alcuna apprensione: la vedono accostarsi senza timore e come una semplice trasformazione.

La durata della vita nei diversi mondi sembra che sia proporzionata al grado della loro eccellenza fisica e morale; ed è perfettamente logico. Quanto il corpo è meno materiale, tanto meno è soggetto alle vicissitudini che lo vanno sfibrando; quanto più lo Spirito è puro, tanto meno ha passioni che lo agitano e sconvolgono. E questo ancora è un beneficio della Provvidenza, che rende più brevi le sofferenze.

L’essere deve passare per l’infanzia ad ogni incarnazione, anche negli altri mondi?

«L’infanzia è una transazione necessaria da per tutto, ma non da per tutto è incosciente come fra voi».

La scelta del mondo in cui reincarnarsi, è in facoltà dello Spirito?

«Non sempre; ma può domandarla e ottenerla, se lo merita, perché i vari mondi non sono accessibili agli Spiriti che secondo il grado della loro elevatezza».

Se lo Spirito non chiede nulla, che cosa determina il mondo in cui dovrà reincarnarsi?

«Appunto il grado della sua elevatezza».

Vi sono mondi, in cui lo Spirito cessa di vestire un corpo materiale, e non ha più altro involucro che il perispirito?

«Sì; e questo stesso negli Spiriti puri diviene così etereo, che è per voi come se non esistesse».

Non ci sono, dunque, limiti precisi fra lo stato delle ultime incarnazioni e quello di puro Spirito?

«E infatti questi limiti non esistono: la differenza si va cancellando a poco a poco insensibilmente, come la notte, che svanisce innanzi ai primi albori del giorno».

La sostanza del perispirito è la medesima in tutti i globi?

«No; essa è più o meno eterea. Nel passare sui vari mondi, lo Spirito si riveste della materia propria di ciascuno di essi, e ciò avviene con la celerità del tempo».

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