Gli Spiriti

In ogni nuova esistenza, lo Spirito apporta quanto ha acquisito in fatto di attitudini, di conoscenze intuitive, di intelligenza e di morale nelle esistenze precedenti. Ogni esistenza è quindi un passo avanti sulla via del progresso.

L’incarnazione è inerente all’inferiorità degli Spiriti: non è più necessaria per quelli che ne hanno varcato il limite e che progrediscono allo stato spirituale, o nelle esistenze corporee dei mondi superiori che non hanno più nulla della materialità terrestre. La loro incarnazione è volontaria, per esercitare sugli incarnati un’azione più diretta, per il compimento di una missione che si sono assunti nei loro confronti: ne accettano le vicissitudini e le sofferenze per vocazione.

Nell’intervallo tra le esistenze corporee, lo Spirito ritorna, per un tempo più o meno lungo, nel mondo spirituale, dove è felice o infelice a seconda del bene o del male che ha fatto. Lo stato spirituale è lo stato normale dello Spirito, poiché questo deve essere il suo stato definitivo, e poiché il corpo spirituale non muore; lo stato corporeo è soltanto transitorio. E’ soprattutto nello stato spirituale che coglie i frutti del progresso compiuto durante l’incarnazione; ed è allora che si prepara a nuove lotte e prende le risoluzioni che si sforzerà di mettere in pratica al suo ritorno tra l’umanità. Lo Spirito progredisce anche vagando: attinge in tal modo conoscenze speciali che non potrebbe acquisire sulla terra: le sue idee si modificano. Lo stato corporeo e lo stato spirituale sono per lui la fonte di due specie di progressi complementari l’uno all’altro: per questo passa alternativamente in questi due modi di esistenza.

La reincarnazione può avvenire sulla terra o su altri mondi. Tra questi, ve ne sono alcuni più avanzati, sui quali l’esistenza si compie in condizioni meno dure che sulla terra, sia fisicamente che moralmente: ma a questi sono ammessi soltanto Spiriti giunti a un grado di perfezione adeguato allo stato di tali mondi.

La vita nei mondi superiori è già una ricompensa, perché vi si è esenti dai mali e dalle vicissitudini di quaggiù. I corpi, meno materiali, quasi fluidici, non sono soggetti a malattie, a infermità, a bisogni. Poiché gli Spiriti malvagi sono esclusi , gli uomini vivono in pace, senza altra cura che il proprio avanzamento mediante il lavoro dell’intelligenza. Là regnano la vera fratellanza, poiché non vi è egoismo; la vera eguaglianza, poiché non vi è orgoglio; la vera libertà, perché non vi sono disordini, da reprimere, né ambiziosi che cercano di opprimere i deboli. In confronto alla terra, tali mondi sono autentici paradisi: sono le tappe della strada del progresso, che porta allo stato definitivo. La terra è un mondo inferiore destinato alla purificazione degli Spiriti imperfetti: è per questa ragione che il male vi domina, fino a quando non piacerà a Dio farne la dimora degli Spiriti più avanzati. Lo Spirito, progredendo gradualmente via via che si sviluppa, giunge così all’apogeo della felicità: ma prima di attingere il punto culminante della perfezione, gode, di volta in volta, la felicità relativa al suo progresso: come il bambino assapora i piaceri dell’infanzia, poi quelli della giovinezza e infine quelli più solidi dell’età matura.

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Accanto alle grandi missioni affidate agli Spiriti superiori, ve ne sono altre, di ogni grado d’importanza, affidate a Spiriti di tutti gli ordini; si può quindi dire che ogni incarnato ha la sua missione, cioè doveri da compiere per il bene dei suoi simili: dal padre di famiglia cui spetta il compito di far progredire i suoi figli, fino all’uomo di genio che apporta alla società nuovi elementi di progresso. E’ in queste missioni secondarie che spesso si osservano fallimenti, prevaricazioni, rinunce: ma tutto questo nuoce all’individuo, e non al complesso.

Tutte le intelligenze contribuiscono quindi all’opera generale, a qualunque grado siano pervenute, e ciascuna nella misura delle sue forze; le une nello stato di incarnazione, le altre nello stato di Spirito. Ovunque vi è attività, dal fondo della scala fino al suo vertice: tutti si istruiscono, si aiutano l’un l’altro, si prestano un appoggio reciproco, si tendono la mano per raggiungere la vetta. Si stabilisce così la solidarietà tra il mondo spirituale e il mondo corporeo, cioè tra gli uomini e gli Spiriti, tra gli Spiriti liberi e gli Spiriti prigionieri. Si perpetuano e si consolidano così, attraverso la purificazione e la continuità dei rapporti, le vere simpatie, gli affetti più santi. Ovunque, quindi, vi è vita e movimento: non vi è un angolo dell’infinito che non sia popolato; non vi è una regione che non sia percorsa incessantemente da innumerevoli legioni di esseri radiosi, invisibili ai sensi grossolani degli incarnati, ma la cui vista riempie d’ammirazione e di gioia le anime liberate dalla materia. Ovunque, infine, vi è una felicità relativa per tutti i progressi, per tutti i doveri compiuti; ognuno porta in sé gli elementi della propria felicità, in rapporto alla categoria in cui si situa il suo grado di avanzamento. La felicità è dovuta alle qualità proprie degli individui, non allo stato materiale dell’ambiente in cui si trovano: quindi dovunque vi sono Spiriti capaci di essere felici; non è assegnato loro un posto circoscritto, nell’universo. Ovunque si trovino, i puri Spiriti possono contemplare la maestà divina, poiché Dio è dappertutto.

Tuttavia, la felicità non è personale: se la si attingesse soltanto da se stessi, se non la si potesse condividere con altri, sarebbe egoista e triste; la felicità è anche nella comunione dei pensieri che unisce gli esseri affini. Gli Spiriti beati, attratti gli uni verso gli altri dalla somiglianza delle idee, dei gusti, dei sentimenti, formano gruppi vastissimi, o famiglie omogenee, nelle quali ogni individuo risplende delle proprie qualità, e si compenetra degli effluvi sereni e benefici che emanano dall’insieme, i cui membri ora si disperdono per dedicarsi alla loro missione, ora si radunano in un punto qualsiasi dello spazio per comunicarsi i risultati delle loro attività, ora si raccolgono attorno ad uno Spirito di un ordine più elevato per ricevere il suo consiglio e le sue istruzioni.

Sebbene gli Spiriti siano dovunque, i mondi sono i focolari attorno ai quali si raccolgono di preferenza, grazie all’armonia che esiste tra loro e quanti li abitano. Attorno ai mondi avanzati abbondano gli Spiriti superiori; attorno ai mondi arretrati pullulano gli Spiriti inferiori. La terra è ancora uno di questi ultimi. Ogni globo, quindi ha in un certo senso una popolazione adeguata, di Spiriti incarnati o disincarnati, che si alimenta, per lo più, mediante l’incarnazione e la disincarnazione di questi stessi Spiriti. Tale popolazione è più stabile nei mondi inferiori, dove gli Spiriti sono più attaccati alla materia, e più fluttuante nei mondi superiori. Ma dai mondi che sono focolai di luce e di felicità, si distaccano Spiriti eletti per scendere sui mondi inferiori, per disseminarvi i germi del progresso, per portare la consolazione e la speranza, per risollevare gli animi abbattuti dalle prove della vita, e talvolta vi si incarnano per compiere con maggiore efficacia la loro missione.

Tratto da: Le rivelazioni degli spiriti.

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