Paranormale: Tutti quanti abbiamo un angelo

Sarà vero che tutti quanti abbiamo un angelo?

Si dice che alla nascita a ognuno di noi venga assegnato un angelo custode, a prescindere da fede, carattere o stile di vita, che ci guidi, ci protegga e ci resti accanto per tutta la nostra vita terrena e ultraterrena. Questi angeli non hanno mai vissuto sulla terra come esseri umani, anche se sono in grado di assumere brevemente la forma umana come «angeli incarnati». Se vi sia un angelo per ogni persona, un angelo per più persone o svariati angeli per una persona è un interrogativo ancora aperto e soggetto a opinione personale.

Ad ogni modo, lo scopo degli angeli custodi sarebbe quello di aiutarci appena possibile. Questo aiuto può esprimersi mediante un pensiero che ci spinge ad agire, col conferimento di forza sovrumana, attraverso una sensazione o un presentimento che ci guida alla salvezza o ci allontana da una potenziale sventura. In effetti vi sono molti esempi, spesso liquidati come casi fortunati, coincidenze o miracoli, di avvenimenti dietro ai quali c’è l’intervento di una mano di luce. In altre occasioni, potreste provare un’inaspettata sensazione di improvviso calore o benessere, o al contrario di tristezza e dolore. Talora si percepisce un’inspiegabile presenza – come una fulminea corrente d’aria creata dal passaggio alla velocità della luce di un «angelo in missione», o il tocco di un invisibile bacio o la sensazione di avere qualcuno alle spalle.

Il nostro angelo custode ci accompagna in questa e nell’altra vita e, per chi crede nella reincarnazione, in ognuna delle nostre nuove esistenze. Gli angeli custodi non ci lasciano mai, a prescindere dal nostro comportamento. Conoscono ogni nostro pensiero, ogni nostro sentimento. Il loro compito è illuminarci con la maggior quantità possibile di luce divina, ispirarci a cercare il bene e la positività in tutti e in tutto e portarci ad amare noi stessi incondizionatamente così come loro amano noi. Ci confortano nei momenti di bisogno ma a volte, per ragioni a noi incomprensibili, si tirano indietro, piangono con noi e condividono la nostra pena mentre risolviamo da soli i nostri problemi. Vi sono volte in cui ci sentiamo soli, dei momenti bui prima dell’alba. Ma anche in questi periodi cupi i nostri angeli custodi sono sempre al nostro fianco. Non possono mai superare la nostra volontà o aiutarci se li ignoriamo. Il libero arbitrio è un dono inviolabile perché ci consente di scegliere volontariamente la strada della bontà.

Alcuni credono che l’angelo custode sia il nostro io superiore, la scintilla divina dentro di noi, ma in ogni caso – sia che si scopre il nostro angelo custode dentro di noi o intorno a noi – la trasformazione spirituale che subiamo resta la stessa.

Salvato da un angelo?

Forse sono solo un ingenuo a cui piace pensarlo, ma questa faccenda dell’angelo custode secondo me ha qualcosa di vero. D’altro canto se è vero, come alcuni sensitivi sostengono, che gli angeli custodi esistono, in almeno due occasioni ho avuto l’onore di essere stato aiutato. Ad esempio non so come altro potrei spiegarmelo l’incidente automobilistico in cui mi trovai coinvolto da minorenne. L’auto nella quale mi trovavo cadde giù rotolando per una scarpata fermandosi dopo circa una quindicina di metri grazie ad un grosso albero, ebbene in quell’episodio dopo che l’auto si fermò la prima cosa che feci (ovviamente) fu di tastare il mio corpo, viso, braccia, gambe, etc., e nonostante il grande spavento fui felice nel constatare che non mi ero fatto assolutamente nulla, neanche un piccolo graffio, mentre altri presentavano diverse ferite, anche se non gravi considerando l’incidente. Probabilmente è servito pronunciare quelle quattro parole sincere poco prima di finire giù per la scarpata. Ricordo che invocai chiunque fosse in grado di ascoltarmi in quel momento. Sono passati tanti anni, ma credo che le parole esatte fossero (pronunciate mentalmente) “Se qualcuno mi sta ascoltando, ti prego di salvarmi”, e probabilmente quell’invocazione pronunciata da un ragazzino ha funzionato, non solo salvando la mia pelle, ma anche quella delle altre persone.

Quando arrivò il carroattrezzi (sono sempre i primi ad arrivare) era pentito di essere venuto. Certo, era contento per noi ma molto deluso per la difficoltà che richiedeva il recupero del mezzo. Ricordo che guardò noi, l’auto, e disse: “ringraziate il signore perché siete stati veramente fortunati, non so proprio come farò a recuperare la vostra auto.”

Eppure da bambino (12-13 anni) correndo inciampai su un gradino e mi ruppi la clavicola, qualche anno più tardi cado giù (a bordo di un’auto) da una scarpata e non mi faccio un bel niente, strano no?

Un episodio simile, mi capitò mentre mi trovavo in vacanza con amici. Decidemmo di farci una nuotata per raggiungere un isolotto non molto distante e una volta arrivati, io di natura amo esplorare (avventura) quindi decido di arrampicarmi per una scogliera così da raggiungere la cima e magari trovare …. il tesoro? ma no, era giusto per far passare una mezz’oretta. Ad ogni modo, non raggiunsi mai la cima perché accadde un imprevisto. Mentre mi stavo arrampicando come Manolo (ma quando mai..) si è letteralmente staccata la roccia a cui avevo fatto presa. Penserai che avevo l’altra mano ben posizionata, ma non andò così, persi la presa con entrambe le mani, e mi salì il cuore in gola perché ero già abbastanza alto (5-6 metri) e sotto c’erano solo scogli. Non so per quale motivo non sono finito giù, (mi tenevo solo con i piedi ed ero scalzo) ebbi come la sensazione che qualcuno da dietro mi teneva. In pratica fu come se una mano invisibile non mi fece cadere indietro, e da quell’altezza come minimo mi sarei fratturato qualche osso, se poi cascavo di testa, addio mondo crudele. 😉 Tuttavia, ho avuto giusto quei pochi secondi per stabilizzarmi ed afferrare nuovamente la roccia. Non posso dimenticare le facce dei miei amici 😉 (che erano più bassi rispetto a me, ma hanno visto tutto) uno di loro disse: “scendiamo, scendiamo, qua rischiamo di farci male”. Beh, ovviamente non me lo lasciai ripetere due volte, senza riflettere troppo sull’accaduto decisi di tornare indietro.

Lo so, no è facile comprendere l’esatta scena, però prova ad immaginarti mentre ti stai arrampicando su una parete appuntita e bucherellata, e ad un certo punto rimani senza presa aprendo d’istinto le braccia per cercare di non perdere l’equilibrio. Ecco più o meno andò in questo modo, con la sola differenza che ho proprio avuto la sensazione di avere qualcuno dietro che mi reggeva. Lo spavento mi ha fatto immaginare questa cosa? Non credo, è successo così velocemente che non ho avuto modo di riflettere, tra l’altro a differenza dell’incidente in macchina qui non ho invocato nessuno perché appunto come dicevo, tutto è accaduto rapidamente.

Nel primo caso non ho “sentito” nulla ma mi sono reso conto di non aver subito alcun danno fisico (neanche lieve). Nel secondo caso invece ho proprio sentito qualcosa che potrei forse paragonare ad una vampata di vento caldo dietro la schiena.

Detto questo, cosa penso? Qualcosa è accaduto, non riesco a far finta di nulla sole perché “non comprendo” quale forza sia intervenuta in mio soccorso, poiché non ho visto nulla ma ho comunque sentito qualcosa quel giorno mentre mi trovavo in vacanza al mare.

Molti ritengono di essere vegliati e guidati dalle persone care che sono scomparse così come lo sono dagli angeli custodi. Ad ogni modo, pare che l’angelo sia un’entità puramente spirituale che non ha mai vissuto sulla terra come essere umano. In altre parole, secondo alcuni sensitivi, l’essere umano non può diventare un angelo. Però chissà, forse gli spiriti dei nostri cari scomparsi possono essere guidati dagli angeli (sempre ammesso che esistano, vado a fiducia di chi sostiene di averli visti) e che questi esseri celesti agiscano attraverso chi non c’è più, assumendone l’aspetto. Come ho già detto in quei due casi non ho assolutamente visto nulla. Però.. c’è un però, una volta mi sono trovato in una situazione “pericolosa” mentre tornavo dal lavoro (facevo la notte, part-time) ed erano circa le 4:30-40. Questa faccenda non la racconterò per intero, ma poso dirvi che ad un certo punto ero disperato (arrabbiato e stanco della situazione) tanto da farmi prendere dalla negatività (sono un essere umano anch’io) iniziai a pensare come fosse possibile che nonostante uno cerchi di comportarsi correttamente, e pazientemente con il resto del mondo, la carogna (il male) sia sempre dietro l’angolo. Ebbene, anche in questo caso accadde qualcosa di strano, all’improvviso è apparso un ragazzo sulla trentina, o forse più, che con un bel sorriso stampato (a quell’ora del mattino) si è preso la briga di aiutarmi. Tutto sembrava anomalo, ma ci poteva stare, insomma, potevo non aver visto bene questa persona che camminava a piedi considerando che era una notte (d’inverno) anche se in realtà c’erano i lampioni.

Ma ciò che mi sorprese fu il modo in cui mi parlò, era come se mi conoscesse da sempre, e non mi stupì tanto la frase “se non ci fossi stato io te la saresti cavata da solo ugualmente”, dopo che lo ringraziai di cuore. In realtà non sarebbe stata la prima volta. Tuttavia, ancora oggi non riesco a spiegami come quella brava persona mi sia sparita praticamente davanti. Avete presente le candid camera? tipo uno di quei giochi di “prestigio” dove qualcuno appare e scompare nel nulla, magari al posto di un cespuglio o un bidone? Mi è accaduta una cosa del genere, alle 4:30 del mattino, in pieno inverno. Ci ritrovammo in una strada chiusa (senza uscita) quindi l’unico modo per uscirne era quello di tornare indietro e percorrere almeno una cinquantina di metri prima di girare l’angolo. Ora, mentre lo stavo ringraziando mi sono girato un attimo giusto per recuperare una cose dall’auto e come mi sono rigirato per stringergli la mano, non c’era più. So quello che stai pensando, “e ma chissà quanto ci avrai messo per recuperare questa cosa..”, forse 1 minuto? e in un minuto lui ha percorso 50 metri? Non lo so ragazzi, a me sta cosa mi ha lasciato un po’ perplesso, poi magari mi sbaglio, ma secondo me quello strano tipo non era lì per caso, sembrava tutto preparato. La storia andrebbe raccontata per bene, ma rischierei di annoiarti quindi accontentati di sapere che probabilmente ho assistito ad un intervento poco umano, visto che al giorno d’oggi le persone ti lasciano morire (in pieno giorno) per strada quasi nella totale indifferenza, figuriamoci a quell’ora del mattino. In ogni caso, angelo custode o meno, persone che si prestano in quel modo, in giro se ne vedono davvero poche. L’essere umano soprattutto in questi ultimi anni sembra essersi trasformato in un pezzo di ghiaccio privo di sensibilità, o forse è solo codardia.

Termino l’argomento inserendo una piccola parte di un libro che vorrei consigliarti, soprattutto se vuoi sviluppare certe “doti”. Si tratta di un libro scritto da una sensitiva: C’è un angelo accanto a te. Ma non parla solo di angeli, ci sono diversi consigli sui sogni, le esperienze extracorporee, come percepire l’entità spirituali, parla degli spiriti dei nostri cari, e molto altro.

c'e' un angelo accanto a te

Naturalmente la mia è una semplificazione esagerata, ma la fisica moderna ci insegna che tutto – voi e io, la vostra casa e questo libro – è fatto di energia. L’universo intero è costituito da vibranti stringhe di energia e il modo in cui questa energia vibra definisce la maniera in cui si manifesta nel mondo. Poiché i nostri corpi, le nostre menti e i nostri pensieri sono energia, è così impossibile pensare che alla nostra morte l’energia dei nostri pensieri e dei nostri cuori sopravviva in un’altra dimensione della realtà? E non è possibile che questa energia interagisca con noi, qui sulla terra?

Quando moriamo ci lasciamo alle spalle i nostri corpi fisici, ma lo spirito, l’energia si perpetua e quando esiste un forte legame tra persone che si conoscono e si amano, è proprio questa parte di noi che ritorna nel mondo fisico. A volte gli spiriti possono apparire così come erano da vivi, tipicamente più in salute e radiosi, o manifestarsi in una visione notturna, in una voce, in una sensazione o in un segno che testimonia la vicinanza della persona a noi cara.

Molti mi hanno scritto per dire di avere ricevuto la visita di defunti in forma di spirito e nella maggior parte dei casi questi spiriti amorevoli forniscono conforto, guida e protezione. Gli spiriti dei defunti si manifestano in svariati modi: suoni o profumi familiari, doni inattesi, sogni, coincidenze e persino vere e proprie apparizioni. Le storie sono positive e mostrano come i nostri cari possono raggiungerci senza l’intervento di un medium o di un sensitivo.

Spesso gli spiriti dei defunti tornano indietro per dirci «addio», se non sono riusciti a salutarci quando sono morti. Oggigiorno molti rimpiangono di non essere stati accanto a una persona cara sul punto di spegnersi perché spesso viviamo a grande distanza gli uni dagli altri. Sicuramente io mi sono rimproverata per non essere riuscita a stare con mia madre nei suoi ultimi momenti, ma quando finalmente lei venne da me attraverso i sogni e una voce interiore, compresi quanto fossero stati futili e inutili senso di colpa e rimpianto.”

C’è un angelo accanto a te, è un libro di Theresa Cheung. Nata e cresciuta in una famiglia di sensitivi, si occupa di fenomeni psichici e sovrannaturali da oltre venticinque anni. È autrice di numerosi libri dedicati al paranormale, tra cui i best seller An Angel Called My Name e An Angel on My Shoulder. Vive a Oxford con il marito e i suoi due figli.

Il libro “C’E’ Un Angelo Accanto A Te” lo trovi anche su Amazon.


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