Seconda sessione ipnosi regressiva Antico Egitto

Ed eccoci qua con la seconda sessione di ipnosi regressiva che riguarda la donna che asserisce di aver trascorso una delle sue vite nell’Antico Egitto come capo servitore del faraone. Caro lettore, non spetta a me giudicare l’autenticità della sessione, ad ogni modo l’ho trovata interessante quindi la traduco. Tra l’altro sono convinto che molte persone sono interessate all’ipnosi regressiva, specialmente a quelle ipnosi che non vengono pilotate suggestionando il “paziente” a dire e/o vedere ciò che si vuole. Prima di iniziare vorrei precisare, per chi ancora non lo sapesse, che l’ipnosi regressiva viene utilizzata per curare piccoli problemi, nella maggior parte dei casi a livello emotivo (psicologico). Quindi le persone che si sottopongono ad ipnosi nella “maggior parte dei casi” lo fanno perché vogliono curare questo male (passami il termine). Infatti la persona solitamente non paga per scoprire le sue “probabili” vite passate.

Tuttavia, fu proprio tramite l’ipnosi regressiva che ci si accorse che facendo regredire il paziente cominciava a raccontare di altre esistenze, e di altre epoche. Ora, per quanto possa sembrare assurdo, se a raccontare certe storie sulle vite passate fossero stati in 10-100 persone, molto probabilmente l’avrebbero considerata pura coincidenza (infatti così fecero in passato). Ma quando migliaia di persone asseriscono di trovarsi in altri luoghi e altre epoche, e raccontano molte volte i fatti in maniera dettagliata, non può essere considerata ancora una banale coincidenza. Nonostante non abbiamo alcuna certezza di ciò che accade dopo la morte fisica, grazie (anche) all’ipnosi regressiva possiamo “sospettare” che probabilmente il nostro spirito prosegue il suo cammino da qualche altra parte dopo aver abbandonato il corpo.

Le esperienze di premorte ci insegnano che (non dico tutti, ma una buona parte delle persone che ritornano) c’è qualcos’altro oltre la vita fisica. Le ipnosi regressive ci dicono lo stesso, e i fenomeni paranormali, idem. I fantasmi che a volte si osservano in determinati luoghi, non sarebbero altro che spiriti disincarnati. Se poi qualcuno preferisce chiamarli alieni, non cambia molto, tanto alla fine della storia tutti gli esseri viventi hanno uno spirito, quindi è la stessa cosa. Perché se (supponendo) è possibile che dopo la morte fisica il nostro spirito (energia, se preferite) prosegue per un tempo indeterminato in un altro luogo per poi ritornare ad occupare un corpo fisico, questo deve essere possibile anche in altri pianeti. Io non credo che l’uomo sia l’unico essere speciale, perché se è vero che siamo fatti della stessa materia che si trova nello spazio, tutte le creature avranno questo spirito, o questa energia divina se vogliamo.

Se poi esistono civiltà molto più evolute della nostra (deve per forza essere possibile, perché ci sono miliardi di galassie e infiniti sistemi solari con altrettanti pianeti) che sono arrivate a produrre dei cyborg, cloni, o strani ibridi senza spirito, questo non lo possiamo sapere. Credo che sia già abbastanza complicato occuparci dei nostri “problemi”. Ad ogni modo, a mio parere, siamo tutte creature composte della stessa materia che si trova nell’immenso universo.

Detto questo, Sandra, la donna che si presta a questa seconda seduta di ipnosi regressiva, viene fatta accomodare e suggestionata in modo tale da rilassarsi così da poter iniziare la sessione. Ascoltando Sandra nei primi minuti, dove le viene chiesto di ricordare un avvenimento accaduto da piccola, inizia a raccontare di aver scritto a circa 11 anni un racconto che parlava di un uomo che vagava da solo nel deserto. La sabbia lo risucchia e l’uomo continua a camminare sotto la sabbia.

Prima di continuare volevo far notare come probabilmente questa donna già da bambina inconsciamente scrisse un racconto che in qualche modo aveva a che fare con una sua vita precedente. Forse perché non è passato troppo tempo dalla sua ultima reincarnazione, poiché nella prima sessione racconta che visse in Spagna nel 1900 circa. Si dice che se passa poco tempo tra una reincarnazione e l’altra, nella mente (coscienza) della persona rimangono impressi dei ricordi più facilmente accessibili. (Ne abbiamo un esempio dai bambini che ricordano altre vite)

Sandra parla di tunnel e di tesori che scoprirà l’uomo che cammina in questo deserto. L’uomo trova durante il suo cammino delle porte, e aprendole trova dei cristalli dei quali non conosce l’origine. Racconta di aver incontrato dei piccoli uomini che parlavano in uno strano dialetto, e questi piccoli uomini gli trasmettono un segreto.

Sandra dice di aver raccontato questa storia a sua sorella ma quest’ultima non la volle credere (probabilmente per Sandra era una storia vera), così Medelin (il collega di Aurelio) chiede di perdonare sua sorella ma lei ribatte che l’ha già fatto.

Bene. Da ora in poi (minuto 12:15) viene suggestionata per regredire all’epoca delle piramidi visto che è il vero scopo di questa seconda seduta.

Aurelio: Porta il tuo spirito a quel tempo dove impersonavi Ashraven e fammi sapere quando sei pronta.

Sandra: Adesso.

A: Ashraven volevamo salutarti e chiederti se puoi gentilmente comunicare con noi oggi in questa seconda sessione perché molta gente vedendo il video è rimasta impressionata e incuriosita di sapere altro sulla tua epoca. Avremmo qualche domanda da porti sperando di non importunarti.

S: Va bene.

A: La prima cosa che vorrei chiederti e di cantare una canzone nel tuo dialetto perché a mi è piaciuta molto.

S: Cosa vorresti sentire?

A: Qualsiasi canzone, che sia religiosa, per bambini, va bene tutto.

S: 15:00 (canta)

A: La traduci?

S: A te, che sei lì, vivi e cammina! E’ un canto spirituale.

M: Potresti cantare una canzone per bambini? (dice “cuna” che sarebbe culla quindi suppongo ninna nanna)


S: Queste canzoni le cantano le donne.

M: Hai ragione, ma mi piacerebbe che provassi a cantare una di queste canzoni che avrai sentito qualche volta da una donna e che hai trovato piacevole, puoi farlo?

S: 16:34 (canta)

A: La traduci?

S: Tu sei il mio bimbo, alzati e fallo bene.

A: Ashraven conosci il Nilo?

S: Si.

A: Hai qualche canzone dedicata al Nilo?

S: Si.

A: La traduci?

S: Nilo, acqua di libertà…..

A: Nella sessione precedente hai condiviso con noi delle preghiere per gli dèi, avresti voglia di condividerne altre?

S: (traduzione) Dèi che portate le nostre anime a voi, non permettete la caduta dell’uomo e che si danneggi da solo. Dèi di protezione donateci la giusta saggezza che sia in grado di guidarci nella nostra vita.

A: Ne hai un’altra?

S: (traduzione) Dèi senza nome, dèi che ci accompagnate sempre, permetteteci di arrivare alla giusta saggezza e conoscenza.

M: Mi piacerebbe sapere se la religione è imposta da qualcuno o è un’invenzione dell’uomo.

S: In questo momento non c’è una religione quindi è una decisione spirituale dell’anima, serve per trovare la saggezza, la perfezione.

Viene chiesto a Ashraven se sa come la pensa Sandra a riguardo, e chiede se può trasmettere un messaggio che rimanga utile anche alla persona di questa vita quindi Sandra. Quindi commenta la religione dei nostri tempi.

S: La religione si è convertita in un problema di potere. La religione è una manipolazione, non rappresenta il cammino. L’uomo fa confusione tra dèi e miti, e ha convertito Dio in un mito. La religione non dovrebbe essere utilizzata per manipolare l’umanità, per i potenti o per tenere sotto controllo il mondo. L’esperienza, è un’esperienza dell’anima e dello spirito, e va rispettata la libertà di ogni essere umano. Quindi la verità non risiede né nella religione né nel mito. Questa manipolazione sta deviando l’umanità dal vero significato dell’esistenza.

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