La Cina e la legalità della cannabis

Fra i molteplici investimenti della Cina, vi è anche quello della cannabis nel campo medico. D’altro canto, il paese detiene centinaia di brevetti relativi alle droghe, il che significa per loro più profitti. Non tutti sanno che già 5.000 anni fa, i medici cinesi consigliavano il tè a base di foglie di cannabis per il trattamento di un’ampia varietà di condizioni, tra cui la gotta e la malaria. Oggi, il mercato globale della marijuana vive un boom senza precedenti dopo la legalizzazione, e indovinate un po’, è la Cina che risulta il paese ad avere la meglio economicamente per il suo dominio sul commercio di questa pianta.

cannabis o canapa medica

Questo non significa necessariamente che la droga (anche se di pianta si tratta) sia una cosa positiva, tuttavia, se utilizzata in malo modo può recare danni, come l’abuso di ogni cosa, del resto. Parecchie persone solo al sentir parlare di legalità si rallegrano esclamando: “E vai, finalmente posso farmi una canna in santa pace!” mentre altri diranno: “Maledetti ci stanno rovinando i ragazzi!”. Ma in Italia no c’è da preoccuparsene, non credo arriveremo mai a tanto, sono contrari persino alle cure staminali, figuriamoci… Finché si parla di tecnologia, design e cucina, va tutto bene (forse), ma quando si parla di “migliorare” la vita delle persone malate, ci vengono date le spalle, chissà perché.. nel frattempo stiamo rottamando mezza Italia ai cinesi e al resto del mondo, speriamo di non finire come l’Africa di cui ogni pezzetto appartiene ad una nazione del mondo diversa, o quasi. Noi si che ci sappiamo fare…

Ma tornando al discorso di prima, un conto è promuovere una pianta che andrebbe utilizzata (stando alle opinioni di alcuni esperti) solo ed esclusivamente ad uso terapeutico, viste le sue qualità, tutt’altro sarebbe abusarne semplicemente per rimbambirsi il cervello e prendendo la vita alla leggera fregandosene di tutto ciò che ci circonda. Qualcuno e un po’ lo sono anche io, crede che ognuno debba essere libero di rovinarsi “la propria vita” come meglio crede, nel nome della ‘libertà’, e dovrebbe poi essere il singolo individuo a ragionarsela. Ma se devo dirla tutta credo che minimo fino all’età di 22-23 anni un giovane non ragiona ancora bene. Non che sia stupido (il QI quì non conta molto), ma commette ancora quegli errori di cui si potrebbe pentire da “grande” (sarà per questo che una volta, la maggiore età si raggiungeva a 21 anni?). Difatti secondo me l’età in cui bisognerebbe prestare più attenzione per i propri figli non è da 14 a 17, ma da 13 a 21. Poi ovviamente ci sono quelli più tranquilli e diligenti, e altri che non matureranno neanche a 30 anni. Non penso di aver detto nulla che non si conoscesse già, no? 😉 Si lo so, ci sono elementi che anche a 60 anni sembra non vogliano maturare, ma questo è l’effetto della scimmia, che sopravvive ancora dentro le loro teste, scherzo ovviamente. Il mondo è bello perché vario, e molti si sono addormentati rimanendo con una mentalità preistorica, ma anche questo fa parte del libero arbitrio.

La Cina e le sue medicine tradizionali

Il paese è ben posizionato per sfruttare il commercio fiorente di cannabis, vanta oltre la metà dei brevetti riguardanti, o che coinvolgono l’uso di cannabis originaria della Cina. Secondo il World Intellectual Property Organisation (Wipo) [Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale], le imprese cinesi hanno depositato 309 dei 606 brevetti relativi alla droga.

Circa 147 milioni di persone, un buon 2,5 per cento della popolazione mondiale fa uso di cannabis, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organisation). E di fatto, le proprietà medicinali di questa droga sono sempre più riconosciute. Può essere usata per trattare malattie che vanno dalla nausea causata dalla chemioterapia per pazienti affetti da cancro e dolore cronico alla paralisi cerebrale, sclerosi multipla e l’epilessia.

Il mese scorso, l’Uruguay è diventato il primo paese a legalizzare la marijuana nella sua interezza, dalla coltivazione al raccolto di lavorazione, e uso. Ieri è emerso che un secondo paese sudamericano, Perù, potrebbe seguire l’esempio dell’Uruguay e legalizzare la produzione di cannabis. L’ex direttore della Peruvian National Drug Control Commission, Ricardo Soberon, ha dichiarato: “Vi è la possibilità di rimuovere i criminali dal commercio di cannabis, tra l’altro si tratterebbe di un farmaco molto meno pericoloso di tanti altri. Questa potrebbe essere la soluzione a tutte le strategie utilizzate in 50 anni che non hanno prodotto alcun risultato”.


La scorsa settimana, lo stato americano del Colorado ha depenalizzato l’uso ricreativo della cannabis, e molte persone dello stato di Washington hanno anche votato per legalizzare la marijuana, anche se non sono previsti negoziati nel corso dell’anno. Le azioni delle società coinvolte nella cannabis sono salite dopo la mossa del Colorado. Una ditta, la MediSwipe Inc, ha avuto un incremento di quasi il 70 per cento, il 2 gennaio. Il commercio legale di cannabis nei soli Stati Uniti potrebbe fruttare 10 miliardi di dollari entro il 2018. E secondo gli analisti la Cina è ancora una volta al primo posto, per aver saputo approfittare di questa nuova opportunità economica.

..hai capito questi cinesi, zitti, zitti, e molto antipatici, per il loro modo di fare e cultura “bestiale”, e intanto la stanno mettendo in “tasca” al resto del mondo, economicamente…

I brevetti cinesi

Molti dei brevetti cinesi riguardano trattamenti a base di erbe. Uno, presentato dal Yunan Industrial Cannabis Sativa Co, riguarda una “ricetta” dove vengono inseriti semi interi di cannabis sativa per “alimenti funzionali”, un brevetto progettato per migliorare il sistema immunitario umano. Un altro, da un inventore chiamato Zhang Hongqi, è un “medicinale preparato cinese” per il trattamento delle ulcere peptiche. Dove fra i vari ingredienti utilizzati, sono compresi i semi di cannabis sativa. Pare che abbia una “significativa efficacia terapeutica e non provoca alcun effetto negativo”.

Esiste anche un brevetto per il trattamento della stitichezza, realizzato con i frutti della cannabis e altri ingredienti come “arancio amaro acerbo”, angelica cinese e un fiore conosciuto con il nome di Campanula cinese, dal colore simile al blu elettrico.

Tuttavia, solo una società al mondo ha messo a punto farmaci a base di cannabis, come farmaci riconosciuti dalle autorità di regolamentazione in Occidente, dopo un lungo e costoso processo di sperimentazione clinica. GW Pharmaceuticals, con sede a Wiltshire, proprone Sativex per il trattamento dei sintomi della sclerosi multipla e dolori da cancro, e Epidiolex per l’epilessia infantile.

Un portavoce dell’azienda, l’unica autorizzata a svolgere ricerca sulla cannabis nel Regno Unito, afferma che la Cina la sa lunga sull’utilizzo di erbe medicinali. “Questo non ci sorprende. Stiamo parlando di un paese che utilizza da migliaia di anni le piante nella medicina”.

…mi sorge una domanda, e gli altri cosa utilizzano? che io sappia le piante sono utilizzate da sempre per curare alcune malattie, basta pensare agli indigeni, che lo fanno ancora oggi da migliaia di anni, gli Indiani, Egizi, Greci, Romani e chissà quante altre civiltà. Casomai ci hanno “confuso le idee” facendoci credere che le piante che ci offre la natura non sono utili per nulla, o solo per piccole patologie. Probabilmente molti non sanno che nella medicina attuale gran parte degli “ingredienti” utilizzati provengono dalle piante, anche se le vendono a peso d’oro. Un paradosso, la natura ci da gratis un qualcosa che l’uomo ha tassato. 🙁 Ma probabilmente si riferiva all’uso specifico della cannabis, o canapa. Tra l’altro “dovreste” andarvi a vedere il famoso documentario “La vera storia della Marijuana“, visto che l’articolo parla sostanzialmente di questo.

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