La centrale nucleare più pericolosa del mondo

Una lista delle dieci centrali, considerate tra le più pericolose del pianeta.

Centrale nucleare di Fukushima – Giappone

Al giorno d’oggi la centrale nucleare di Fukushima, è quella più pericolosa a livello mondiale.

Il terremoto dell’11 marzo del 2011, seguito da uno tsunami devastante, ha provocato la fusione del nucleo di tre, dei sei reattori della centrale, più la fusione parziale del nucleo, di un quarto reattore. Oggi la centrale continua silenziosamente ad avvelenare l’ecosistema terrestre e marino. Sono stati evacuati circa 36 milioni di abitanti, che si trovavano a circa 250 km da Fukushina. Nonostante tutto, molte persone non hanno più l’acqua potabile, e alcuni non possono uscire liberamente da casa propria per via delle radiazioni. Ma i giapponesi continuano la loro vita, molti si muniscono di mascherina ed escono lo stesso.

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L’impianto, era stato progettato per resistere a terremoti fino a 10 gradi sulla scala Richter, è stata gravemente danneggiato dopo una scossa di 9 gradi di intensità e, il colpo di grazia lo ha dato il devastante tsunami, che disabilitò i sistemi di raffreddamento. La reazione delle autorità giapponesi e la società che gestiva l’impianto non era preparata. Decisero di utilizzare l’acqua di mare per raffreddare i reattori danneggiati, ma questo non ha fatto altro che danneggiare ancora di più l’ecosistema marino.

Fukushima è il peggior disastro nucleare, mondiale, dopo quello di Chernobyl del 1986.

Centrale nucleare di Metsamor – Armenia

La centrale nucleare di Metsamor, l’unica situata in Armenia, è stata considerata, “un pericolo per l’intera regione”, da un inviato dell’Unione Europea che cercò di negoziare per far chiudere lo stabilimento. Nel 2004, gli allora 25 Stati membri dell’UE hanno discusso per convincere le autorità a chiudere la centrale, che fu costruita nel 1976 da parte dell’Unione Sovietica, in una zona ad alto rischio sismico.

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Il complesso fornisce circa il 40 per cento dell’energia consumata da questa piccola repubblica ex sovietica di poco più di tre milioni di persone, e il paese è considerato un simbolo di progresso e di orgoglio nazionale. Queste ragioni hanno indotto il governo armeno, a rifiutare la proposta dell’Unione Europea, che avrebbe pattuito per 100 milioni di euro in cambio della chiusura. Poco dopo, il presidente Serzh Sargsyan ha ordinato l’estensione delle proprie attività fino al 2010. Inutile ricordare che è ancora in funzione. Inoltre, le autorità armene stanno progettando un ulteriore installazione per il 2020.

Centrale nucleare di Indian Point – Stati Uniti

La centrale nucleare di Indian Point, è situata a 40 chilometri a nord dalla città di New York.

L’impianto nucleare di Indian Point è “nel limite di richiedere un intervento immediato per garantire la protezione della popolazione”. Questo è quanto ha sostenuto, alcuni mesi fa, The Nuclear Regulatory Commission (NRC), poco dopo l’esplosione di un trasformatore all’interno della struttura che causò l’ arresto dei suoi reattori.

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Secondo i calcoli dell’agenzia, i due reattori che si trovano in questa struttura, i quali forniscono un terzo dell’energia quotidiana utilizzata dalla città di New York, sono i più vulnerabili del paese per un ipotetico terremoto.

La centrale nucleare si trova nella costa del Pacifico, questa zona ha una attività sismica elevata. Anche se alcuni esperti dichiarano che ad Indian Point, a 40 chilometri da New York, un terremoto è improbabile, ma se avverrebbe sarebbe più devastante.

Centrale nucleare Mihama – Giappone

Prima dell’incidente di Fukushima, Mihama era considerata la più pericolosa in Giappone. Non sorprende, dal momento che è in funzione dal 1970, questo impianto ha registrato quattro incidenti gravi, l’ultimo nel 2006, quando un incendio ha causato lesioni a due operai, e ci fu una piccola perdita di scorie radioattive, anche se pare non siano state registrate emissioni all’esterno.


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Nel 2004, scoppiò un tubo, ci fu una grossa perdita di acqua calda e morirono cinque operai dell’impianto, due di loro a causa di esposizione a radiazioni. Nel 2003, due buchi nel generatore di vapore fecero partire gli allarmi, e nel 1991, un altro guasto nello stesso generatore provocò l’emissione di radiazioni all’esterno.

Centrale nucleare di Yongbyon – Corea del Nord

Il centro di sperimentazione nucleare di Yongbyon, il più grande della Corea del Nord, ha ripreso l’attività di uno dei suoi reattori. Fu chiuso per decisione di un trattato con Stati Uniti e Unione Europea, perché questa struttura ha le potenzialità di fabbricare armi nucleari.

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Anche se questo non è l’unico pericolo che si cela dietro le mura di questa struttura: nel 2004 uno dei reattori è stato riparato dopo un’emergenza. Le autorità nordcoreane affermarono che la sua struttura e il sistema di tubazioni furono stati gravemente danneggiati.

Centrale nucleare Kozloduy – Bulgaria

L’International Atomic Energy Agency (IAEA) ha fatto pressione per anni al governo bulgaro, per chiudere questa struttura, considerata dall’istituzione, come una delle più grandi centrali nucleari potenzialmente pericolosa, a livello mondiale. Secondo un’informe classificato e citato anche dal New York Times, il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, avrebbe incluso i due reattori tra i più vecchi (un totale di dieci), e quindi più pericolosi del mondo.

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Anche se oggi sono ancora operativi due reattori, l’Unione Europea obbligò la Bulgaria a chiudere i quattro reattori più vecchi. Nonostante tutto, la Bulgaria ha sfruttato questi reattori fino a raggiungere la durata massima. La centrale nucleare rimase in funzione fino al 2007.

Centrale nucleare Kola – Russia

Un’altra struttura apparsa sulla lista nera della IAEA è quella di Kola, che si trova nel Circolo Polare Artico. Anche se due dei suoi reattori, nel 2004 hanno superato il trentesimo anno di vita, il periodo massimo di prestazioni per cui sono stati progettati, il Cremlino ha deciso di prolungare la sua attività fino al 2018.

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Diversi gruppi ambientalisti hanno segnalato negli ultimi dieci anni questa situazione, tra cui la Bellona Foundation, norvegese, che critica il fatto che la centrale di Kola, rimane operativo solamente per l’esportazione, e cita i governi della Norvegia e Finlandia, i quali importano energia elettrica dalla centrale russa. L’organizzazione sottolinea anche che nel 1993 una tempesta lasciò la struttura senza corrente elettrica, lo stesso incidente che nel 2011 innescò il disastro di Fukushima, una situazione che potrebbe ripetersi a causa delle condizioni meteorologiche tipiche della regione in cui si trova.

Centrale nucleare di Kanupp 1 – Pakistan

Più di 8 milioni di persone vivono entro un raggio di 30 chilometri intorno a questa centrale nucleare. Nessun altro impianto del suo genere al mondo, si trova in una zona popolata come Kanupp, che si trova a poco più di 40 km da Karachi, una città con 11 milioni di abitanti, è la più popolosa del Pakistan.

Nel mese di ottobre, 2011, le autorità pakistane sono state costrette a dichiarare lo stato di emergenza nella zona per diverse ore a causa di una perdita, mentre stavano effettuando una manutenzione. Fondata nel 1972, e ormai obsoleta, la struttura produce solo l’1 per cento dell’energia consumata nel Paese. La sua chiusura è prevista per il 2015.

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