Notizie: Monitoraggio ghiacciai in Antartide

La più grande calotta di ghiaccio del mondo potrebbe essere più vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico di quanto si pensasse, secondo una nuova ricerca della Durham University.

Analizzando i dati di quasi mezzo secolo, 1963-2012, un team del Dipartimento di Geografia che ha utilizzato le immagini satellitari, ha cercato di ricostruire i cambiamenti e le variazioni dei ghiacciai che si estendono per una lunghezza di 5400 chilometri nell’East Antartic Ice Sheet’s.

Analizzando i dati di 175 ghiacciai, i ricercatori sono stati in grado di dimostrare che i ghiacciai hanno attraversato dei periodi di rapido avanzamento e arretramento che hanno coinciso con il raffreddamento e il riscaldamento del pianeta.

Secondo i ricercatori gran parte della calotta di ghiaccio, che raggiunge lo spessore di oltre 4 chilometri, potrebbe essere più sensibile alle variazioni di temperatura dell’aria e del mare, di quanto inizialmente si credeva.

 

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La zona rappresentata in blu indica dove si è verificata la maggior perdita di ghiaccio nel 2009. (Fonte: University of Texas di Austin Centro di Ricerche Spaziali)

Gli scienziati hanno sempre ritenuto che i ghiacciai di questa zona dell’Antartide, siano i meno esposti ai cambiamenti climatici rispetto aree come la Groenlandia e l’Antartide occidentale, grazie alle sue temperature estremamente fredde che possono scendere sotto -30° C sulla costa.

Tuttavia, la squadra di Durham ha mostrato preoccupazione, affermando che è necessario capire la vulnerabilità della East Antarctic Ice Sheet, che detiene la maggior parte di ghiaccio, abbastanza da poter alzare il livello globale del mare di oltre 50 metri in tutto il pianeta.

Il Dr. Chris Stokes, del Dipartimento di Geografia di Durham, ha riferito quanto segue: “Sappiamo che questi grandi ghiacciai subiscono cicli di avanzamento e l’arretramento che vengono attivati ​​dai grandi iceberg che si staccano dalla terra ferma, ma questo può accadere indipendentemente dal cambiamento climatico. Siamo rimasti sorpresi nel vedere i grandi cambiamenti che sono avvenuti così rapidamente e in anticipo rispetto alle nostre aspettative”.

“I ghiacciai hanno un comportamento che non ci permette di avere le informazioni che desideriamo, si ritirano e avanzano rapidamente”.

I ricercatori hanno scoperto che, nonostante le grandi fluttuazioni nelle posizioni tra ghiacciai – legate alle loro dimensioni – sono emersi tre modelli significativi:

– Negli anni 1970 e 80, le temperature sono state in aumento e la maggior parte dei ghiacciai si ritirarono;

– Durante il 1990, le temperature sono diminuite e la maggior parte dei ghiacciai sono avanzati;

– Nel 2000 le temperature le temperature sono aumentate e poi diminuite, con la conseguenza di un ritiro dei ghiacciai anticipato.

Secondo il Dr. Stokes viste le conseguenze del riscaldamento globale che ha causato il ritiro accelerato del ghiaccio in Groenlandia e nell’Antartide occidentale, è necessario monitorare più da vicino anche la zona dell’East Antartic Ice Sheet, rivalutando le loro previsioni dinamiche. (fonte: sciencedaily)

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