Notizie sulla città sotterranea del Rio Tinto, in Huelva

Sotto il suolo di Rio Tinto in Huelva, Spagna, sembra ci sia un micro-reattore responsabile dell’alta acidità e alte concentrazioni di ferro che caratterizzano questo fiume unico al mondo. Degli scenziati di un centro di Astrobiologia hanno appena iniziato una campagna di perforazione per sapere chi sono e come agiscono questi batteri misteriosi sotterranei.
“Abbiamo raggiunto i 270 metri di profondità e sembra che questi organismi abbiano bisogno di due cose: acqua e questa mattina ne abbiamo avuto la prova, e solfuri metallici che servono come cibo, soprattutto pirite (solfuro di ferro)”, riferisce il ricercatore Ricardo Amils.

Sono i membri del progetto IPBSL (Iberian Pyrite Belt Subsurface Life), guidato dal Centro di Astrobiologia (CAB, INTA-CSIC), e finanziato con 3,4 milioni di euro per la Fondazione europea della scienza. Lo scopo è quello di studiare la vita nel sottosuolo della cintura di pirite iberica, la più alta concentrazione di solfuri metallici di tutto il mondo prodotti da attività idrotermali.

Nel Rio Tinto, un fiume andaluso, potrebbero esserci forme di vita simile a quella del Pianeta Rosso; questi  scienziati infatti, essendo alla ricerca di microrganismi in grado di sopravvivere in condizioni estreme, già presenti sul nostro pianeta, hanno scelto questo corso d’acqua per avvallare le loro teorie. Sembra dunque che marziani siano reali e che siano già scesi sulla Terra, per vedere come si vive da noi. Questa incredibile ipotesi viene sostenuta dalla NASA e da alcuni studiosi spagnoli che, da tempo, stanno studiando le acque di un fiume dell’Andalusia per verificare se esista qualche forma di vita proveniente dal Pianeta Rosso. Una trentina esperti del Centro spaziale americano e del Centro di astrobiologia spagnolo si sono adoprati nell’analizzare le acque del Rio Tinto, nella provincia di Huelva. L’obiettivo è quello di trovare organismi viventi che dimostrano la presenza di vita su Marte.

Nei 90 chilometri di fiume, le cui acque hanno un colore rossastro per l’alta concentrazione di ferro, vivono una serie di microrganismi detti estremofili. Si tratta di esseri in grado di sopravvivere a situazioni estreme, come l’alto tasso di acidità che caratterizza le acque del Rio Tinto (con un pH attorno al 2). L’acqua del Rio Tinto presenta delle significativa analogie con Marte e potrebbe aiutarci nella ricerca di vita nel sottosuolo di quel pianeta”.

Gli scienziati sospettano che laggiù nel sottosuolo sta accadendo qualcosa, hanno già dimostrato l’esistenza dei batteri nel sottosuolo. Ora la domanda è chi sono, come funzionano, e dove si fondono questi esseri di un mondo oscuro.
La ricerca di queste persone porta alla scoperta di una massiccia presenza di pirite, da cui i batteri ottengono la loro energia.
I ricercatori sono soddisfatti: prima hanno trovato l’acqua e ora il cibo dei microrganismi. Il prossimo passo sarà quello di scoprire i prodotti della digestione: l’acido solforico e ione ferrico.

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