Flavonoidi per prevenzione cancro alla prostata

Questo invito viene suggerito da uno studio svolto un paio di anni fa alla University of South Carolina (USC). Pare che consumare una maggiore quantità di vegetali riduca di almeno il 25% le probabilità di sviluppare il cancro alla prostata. Secondo la ricerca, che è stata compilata sulla base dei dati raccolti dai partecipanti nel North Carolina – Louisiana Prostate Cancer Project, gli antiossidanti conosciuti come i flavonoidi sono una classe di componenti chiave utili per la lotta contro il cancro e si trovano in alimenti vegetali, che quindi, aiutano a prevenire l’insorgenza del cancro.

Lo studio ha incluso dati su 920 uomini afroamericani e 977 uomini bianchi. Ognuno degli uomini ha compilato un questionario che comprendeva domande sulle loro abitudini alimentari, e Susan Steck e i colleghi della USC Arnold School of Public Health hanno analizzato questi dati confrontandoli con le loro condizioni di salute (in base alla loro dieta).

Il team di Steck ha scoperto che i giovani sotto i 65 anni, e fumatori che consumano alimenti ricchi di flavonoidi come agrumi, tè, uva, cipolle, fragole e verdure corrono un rischio significativamente più basso di sviluppare il cancro alla prostata in rispetto gli uomini che non consumano abitualmente questi alimenti. Inoltre, pare che consumare diverse qualità di alimenti che contengono flavonoidi, piuttosto che concentrarsi solo su uno o due, è ancora meglio.

“Inserire più cibo e bevande a base di vegetali come la frutta, verdure, erbe e tè nella propria dieta può fornire una considerevole protezione contro il cancro alla prostata aggressivo”, La stessa Steck suggerisce in un comunicato stampa di abbondare con alimenti ricchi di flavonoidi poiché ne giova la salute del consumatore.

“Abbiamo scoperto che un maggiore consumo di flavonoidi è associato con una minore probabilità di sviluppo del cancro alla prostata aggressivo sia in uomini afroamericani che europei-americani. Tutte le sottoclassi di flavonoidi sembrano essere protettivi, quindi è importante inserire una varietà di cibi vegetali nella vostra dieta, piuttosto che concentrarsi su un tipo specifico perché ricco di flavonoidi.”

verdure-e-flavonoidi

Uno analogo studio sui flavonoidi e rischio di cancro è stato svolto alla Harvard Medical School (HMS). La Dottoressa Susanne M.Henning, Ph.D., e colleghi (HMS) hanno valutato gli effetti nel consumare il té verde per prevenire il cancro alla prostata, scoprendo che gli uomini che consumano tè verde hanno in proporzione un minore livello di circolazione di antigene prostatico specifico (PSA), che viene attribuito alla presenza di cancro alla prostata.

La semenogelasi o antigene prostatico specifico (PSA), è un enzima, appartenente alla classe delle idrolasi, che viene prodotto dalla prostata. Specificamente, è una proteasi simile alla callicreina per cui il nome callicreina 3 (KLK3). La sua funzione fisiologica è quella di mantenere fluido il seme dopo l’eiaculazione, permettendo agli spermatozoi di muoversi più facilmente attraverso la cervice uterina. Nel siero il PSA è presente in piccole quantità, e aumenta solo in casi patologici, come nel caso di una prostata ingrossata (ipertrofia prostatica benigna) o nel caso di un tumore prostatico.

Il dosaggio del PSA misura il livello ematico dell’enzima. Livelli di PSA sotto 4 ng/mL (nanogrammi per millilitro) sono generalmente considerati normali, mentre livelli sopra i 4 ng/mL sono considerati anormali (sebbene negli uomini oltre i 65 anni livelli fino a 6,5 ng/mL possono essere accettabili, in dipendenza dai parametri di riferimento di ciascun laboratorio). Livelli di PSA tra 4 e 10 ng/mL indicano un rischio di tumore più alto del normale, ma il rischio stesso non sembra direttamente proporzionale al livello. Quando il PSA è sopra i 10 ng/mL, l’associazione col tumore diventa più forte, tuttavia quello del PSA non è un test perfetto.

Un articolo dello scopritore del PSA sostiene alcuni limiti del test, che non permette di distinguere fra un tumore prostatico a crescita lentissima ed uno aggressivo a crescita violenta, la variabilità individuale dei livelli normali di riferimento, e il fatto che alti livelli di PSA potrebbero anche indicare una infezione post-operatoria benigna alla prostata. In linea con tale parere, è la Raccomandazione dell’U.S. Preventive Task Force che sconsiglia uno screening di massa degli uomini over-50 col test del PSA, senza riferimento all’uso del test in presenza di precedente diagnosi o trattamento del cancro alla prostata (questi ultimi 3 paragrafi li ho trovati su Wikipedia, tali e quali, ho preferito non riassumere per una maggiore comprensione).

Per le donne: mi è capitato di vedere un programma in tv che fra i vari consigli sulla salute suggeriva alcuni alimenti per la prevenzione del cancro alle ovaie, e tra questi, potrà sembrarvi assurdo ma erano presenti un tipo di verdura conosciuta come indvidia (quella che somiglia ad un bocciolo di tulipano chiuso), la cipolla rossa e la spigola. Addirittura il consumo d’indvidia ha un alto tasso di prevenzione (70%). Purtroppo sono già trascorse diverse settimane quindi non ricordo con esattezza quali erano i motivi (i nomi delle sostanze, proteine, o quello che sia). Ad ogni modo erano dei professionisti (medici e dietologi) a consigliarlo. Inoltre, mi sono perlomeno segnato la quantità (meglio di niente no?). Per l’indvidia consigliavano mezza tazza (da colazione) 2 volte a settimana. La spigola 1 etto e mezzo per 2-3 settimane, e per la cipolla mezza tazza al giorno.

indvidia-spigola-cipolla-rossae

E’ vero che si tratta di quantità sostanziose ma è per la vostra salute, e comunque l’indvidia e la spigola non lasciano odori sgradevoli. 🙂

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1 COMMENTO

  1. Consigli importantissimi, molto importante è evitare o limitare anche molti alimenti che predispongono al cancro in generale, per esempio: carni (soprattutto quelle rosse e cotte alla brace), sale da cucina, fritti ecc.

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