Alloro: La pianta

Alloro è il nome di una pianta sempreverde che può essere facilmente coltivata anche in vaso: vuole un terreno normale, non umido e un’esposizione soleggiata e ben riparata dai venti. Non sempre resiste alle gelate invernali; per questo, nelle regioni fredde, è opportuno portare la pianta al coperto. La sua moltiplicazione è discretamente facile: basta prelevare, in agosto-settembre, dei germogli laterali lunghi da 8 a 10 cm con una porzione di ramo (talee) e interrarli in un cassone in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali; nell’aprile successivo le talee con radici si trasferiranno in vasi di 8 cm di diametro, pieni di terriccio universale e, dopo successive invasature, si porranno in vivaio.

Trascorsi due anni, gli alberelli andranno collocati a dimora (preferibilmente nel mese di aprile). Per mantenere l’alloro in forma di siepe, è bene potarlo regolarmente – meglio se a fine inverno – nelle parti più alte per costringerlo ad emettere foglie anche verso il basso. La siepe, inoltre, dovrà essere completamente esposta alla luce e si dovranno perciò evitare impianti di alberi o arbusti a ridosso.

Alloro - Laurus nobilis
Alloro – Laurus nobilis

Dell’alloro si utilizzano le foglie e i frutti: le prime si possono raccogliere per usi erboristici durante tutto l’anno, anche se è preferibile farlo nella primavera avanzata; i secondi si raccolgono a completa maturazione, ossia in ottobre/novembre.

Le foglie si usano generalmente fresche, ma si possono pure essiccare, lasciandole attaccate ai rami e ponendole, anche alla rinfusa, in un locale ombroso e ben aerato.

Quando, piegandole, si romperanno facilmente, si potranno staccare dai rami e riporre al buio in contenitori di vetro con coperchio.

I frutti si essiccano al sole o in forno a temperatura non molto elevata.

Anche da secco, l’alloro mantiene il suo profumo per molto tempo; è bene ricordare che, prima di essere usate, le foglie si dovranno sbriciolare per far sì che l’aroma e i principi passino ai condimenti, alle tisane ecc.

Proprietà terapeutiche

Benché l’alloro abbia varie proprietà (aromatizzanti, stimolanti, carminative, sudorifere, antisettiche) e le sue indicazioni siano molteplici, la sua efficacia terapeutica è indubbiamente legata allo stomaco: ne calma gli spasmi, favorisce la digestione e ne combatte l’astenia.

Le foglie contengono circa il 2% di un olio essenziale, chiamato cineolo, la cui azione, anche a dosaggi bassissimi, è molto marcata. Per usi terapeutici interni va perciò usato con prudenza e moderazione, ricordando che la dose massima giornaliera per un adulto non dovrà mai superare le dieci gocce.


L’essenza è utile in cucina per cuocere il fegato o aromatizzare altre pietanze, quali il pesce, le carni di maiale, i lessi, il ragù e tanti piatti elaborati: bastano poche gocce versate in un litro d’olio d’oliva, per conferire alla pietanza un aroma speciale e servono inoltre a togliere ai condimenti stessi l’eccesso di grasso. Le foglie d’alloro, unitamente all’aglio, al vino, alle spezie ecc., entrano di diritto in tutte le carni marinate, mentre qualche foglia abbinata ai legumi, oltre a migliorarne il gusto, li rende sicuramente più digeribili.

In ogni caso, data l’intensità del sapore, si dovrà sempre fare molta attenzione al dosaggio.

L’olio essenziale è valido anche per usi cosmetici: in particolare, per realizzare un bagno profumato, riposante e favorevole al sonno, se ne verserà qualche goccia, diluita in un po’ d’alcool denaturato, nell’acqua calda della vasca.

Per fare un bagno tonico e ristoratore, si può mettere nella vasca, proprio sotto il getto dell’acqua calda, un sacchetto contenente una bella manciata di foglie essiccate, spesso mescolate con altre aventi uguale effetto tonico e rigeneratore (salvia, lavanda, rosmarino, melissa, malva).

Si ottengono comunque gli stessi benefici anche versando nella vasca un decotto di foglie fresche (due manciate) bollite 5 minuti in un litro d’acqua.

Per i piedi stanchi e che sudano facilmente si consiglia di fare un pediluvio dopo aver immesso nell’acqua caldissima una manciata di foglie.

L’infuso, ottenuto mettendo due foglie secche spezzettate in una tazza d’acqua bollente (lasciare in infusione 10 minuti, quindi filtrare), agisce come stimolante generale dell’organismo ed è, inoltre, antisettico e purificatore di tutto l’apparato digerente.

Per uso esterno, per gargarismi e sciacqui in caso di angina o di infezioni nella bocca, si consiglia di utilizzare il decotto preparato con 5 foglie per ogni tazza d’acqua messe a bollire 3 minuti.

I frutti dell’alloro sono utili nella preparazione di pomate e lozioni lenitive e antidolorifiche. Una tintura oleosa, molto efficace contro i reumatismi, le contusioni, le slogature, le artriti, i torcicolli ecc., si prepara mettendo a macerare per una settimana, in un litro d’olio di semi o d’oliva, 200 g di bacche tritate, quindi spremendo e filtrando il tutto (in alternativa, si possono far cuocere le bacche contuse o le foglie in altrettanto olio d’oliva per 15 o 20 minuti). Al bisogno, si dovranno frizionare le parti doloranti con del cotone imbevuto di tintura.

Fonte: Provincia autonoma di Trento – Dipartimento Agricoltura e Alimentazione.

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