Altre scoperte sconcertanti sulla chemioterapia

Non solo Chemioterapia

La chemioterapia nasce negli anni ’60 con l’intento di eliminare “solo” le cellule neoplastiche, tuttavia con il passare degli anni si è scoperto che non elimina solamente queste preservando quelle sane. In realtà la chemio è un rimedio estremo per la cura del cancro, per fare un paragone è come se liberassimo un pitbull incarognito dentro il nostro organismo lasciandolo sgranocchiare qua e là, come si comporta di solito con le porte e le gambe delle sedie quando è irrequieto.

Certo, così come tutte le sostanze dannose che introduciamo nel nostro organismo, anche la chemio si comporta diversamente a seconda del paziente, per cui ricorrere alla chemio una sola volta “potrebbe” anche non danneggiare gravemente l’organismo, questo perché in natura l’essere umano tende a vendere cara la propria pelle e il nostro sistema immunitario ce la mette tutta per ripristinare le cellule danneggiate.

Quello che sto per scrivere può sembrare duro e forse certe informazioni potrebbero turbare la sensibilità di qualcuno, ma è la verità, una verità che nella maggior parte dei casi viene trascurata da molti. In realtà basterebbe chiedere, ma per qualche strana ragione i parenti di un paziente che si trova in certe condizioni (stadio avanzato della malattia, considerata ormai incurabile) tendono ad allontanarsi abbandonandolo in qualche clinica della morte. E sono del tutto ignari della causa del decesso. Una volta per tutte vi dico che avviene per mezzo di un’overdose di morfina.

Non sappiamo chi ci ha creati, se madre natura o qualche essere superiore proveniente da chissà dove, ad ogni modo chiunque sia il responsabile ha fatto un vero capolavoro, siamo dotati di un organismo super intelligente e organizzato, che lavora 24 ore al giorno per tutta la vita, anche se noi dall’esterno non ci rendiamo conto di nulla. Per esempio, quando un organo non svolge bene il proprio lavoro perché danneggiato, subentra una sorta di cooperazione, e gli altri organi si dividono i compiti cercando di compensare il lavoro che non riesce a portare a termine quest’ultimo.

Datemi retta, l’essere umano per natura vende cara la propria pelle. Quella sostanza (morfina) cerca in tutti i modi di addormentare per sempre il malato, lo rende pian piano sempre più debole, ad un certo punto perde anche la forza negli arti, non riesce neanche più a tenere in mano un cucchiaino, nonostante gli sforzi. In pratica la morfina induce il paziente in uno stato di coma farmacologico per poi addormentarlo per sempre. Beh, sappiate che questo trattamento può essere accelerato, e avviene in molti casi, soprattutto quando il paziente viene abbandonato dai parenti.

I medici aspettano solo, perché fortunatamente in questo mondo esistono anche persone che vogliono bene ai propri cari e non si rassegnano, ma ahimè sono ignare del fatto che una volta entrati in quel luogo (clinica per malati terminali) il proprio caro non uscirà mai più camminando con le proprie gambe, addirittura a volte si illude di portarlo via, ma ben presto metterà a fuoco la realtà dei fatti. Anche se capisci veramente quello che è accaduto in quel posto solo dopo qualche tempo, perché in quelle situazioni i pensieri ti appannano la mente e ci si trova in uno stato confusionale, anche se mentalmente lucidi (è del tutto normale).

Forse non avrei dovuto essere così chiaro, ma il discorso centra con la forza di volontà umana. Per cui, come dicevo all’inizio, un solo trattamento di chemio non necessariamente devasta l’organismo, ma quando si è costretti a diversi trattamenti le cose cambiano. La persona comincia ad indebolirsi (per l’effetto pitbull) perché il sistema immunitario non funziona più come dovrebbe, probabilmente (dico da ignorante) non sa più come reagire visto che c’è già qualcuno che sta facendo il suo lavoro, inizia ad essere più permissivo e lascia che le cellule malate si propaghino. Le osserva ma non le riconosce, forse le reputa sane e le lascia “clonare” indisturbate.

È vero che l’organismo umano lotta fino allo stremo delle sue possibilità ma ad un certo punto si ritroverà con pochi “soldati” e il numero dei nemici sarà di molto superiore, per cui c’è poco da fare.

Per quanto mi riguarda, considero la chemio un’arma pericolosa più che una cura, o un rimedio. Una persona sottoposta a “diversi” trattamenti ad un certo punto faticherà a mantenersi in piedi e sentirà la necessità di sdraiarsi, questo accade principalmente (credo) perché questa sostanza danneggia le ossa (a parte tutto il resto), per cui si inizia ad avere mal di schiena, male alle gambe, insomma si fatica anche solo a restare “seduti”. Cosa dire poi del fegato? Non è difficile notare una persona che ha problemi a questo prezioso organo, le unghie, la pelle e gli occhi diventano sempre più giallastri ed è chiaro che si tratta di un problema non trascurabile. Tutta colpa della “bilirubina”, un pigmento di colore giallo-rossastro, contenuto nella bile che si accumula nel sangue e nel corpo.

La bile è un liquido giallo-verde secreto dal fegato e viene prodotta e immagazzinata nella cistifellea tra un pasto e l’altro. Ha il compito di collaborare ai processi della digestione, funge per un certo grado da detergente, aiutando a emulsionare i grassi e partecipa così al loro assorbimento nel piccolo intestino; quindi ha parte importante nell’assorbimento delle vitamine D, E, K e A che si trovano nei grassi. Oltre alla funzione digestiva, la bile serve anche all’eliminazione della bilirubina, prodotta dalla degradazione della emoglobina, che le dà il tipico colore; neutralizza anche l’eccesso di acidità nello stomaco prima di arrivare nell’ileo, la sezione finale del piccolo intestino. I sali biliari hanno anche un effetto battericida dei microbi nocivi introdotti con il cibo.

Lo sapevi che è proprio la bile che da quel colore marrone alle feci? In assenza di bile sarebbero bianche o grigie, e grasse. Questo potrebbe capitare ai malati terminali, gli stessi sottoposti a diverse cure a base di chemio.

Ad ogni modo, quanto detto fino ad ora si riferisce alle persone che si trovano in uno stadio già molto avanzato della malattia. Poi non è detto che tutte le persone debbano soffrire in questo modo prima di andarsene all’altro mondo. Beh, secondo i medici non è un problema loro ti consigliano di lasciarli andare (con la solita dose massiccia di morfina).

Sapete cosa mi fa strano? Che viviamo in un paese dove parlare di eutanasia è quasi considerato un reato eppure “tutti i giorni” vengono “addormentate” tante persone, qui poveri malati terminali. Il parente è convinto che arriva in quel posto, e se ne va subito perché era arrivato il suo momento, ma realtà è un’altra, e sapete a cosa mi riferisco. Allora perché tanto chiasso? Mi domando, le persone che fanno le leggi sono mai state fisicamente dentro una clinica per malati terminali? Ma dai, lo sanno tutti, possibile che questi non lo sanno? Va beh! Ad ogni modo, per quanto possa essere un sollievo per il sofferente, non auguro a nessuno di trovarsi in tale situazione, forse è per questo che molti se ne lavano le mani consegnando il parente, quindi lasciandolo nelle mani del personale medico, per poi tornare solo quando è deceduto.

chemioterapiaEffetti collaterali della chemio

All’inizio volevo solo scrivere pochi paragrafi dedicati agli effetti collaterali della chemioterapia, poi ho deciso di aggiungere alcune informazioni di cui nessuno parla, a quale scopo? Forse solo perché se un domani vi trovate (vi auguro 150 anni di salute) in una situazione simile, sapete come affrontarla perché ne siete già consapevoli. Quindi ricapitolando, o permettete che il cancro “esploda” all’interno dell’organismo malato (così dicono i medici) oppure anticipate la sofferenza con il siero della morte dolce (morfina).

Tuttavia, grazie a controlli periodici potete vivere molto più serenamente e se lo ritenete utile esistono varie alternative alla chemioterapia, il Web è pieno di queste informazioni quindi non spetta a me consigliare “il metodo”. Certo sarebbe utile conoscere persone che hanno “davvero” curato la malattia con metodi alternativi. Si parla tanto della marijuana ma non pensiate che basta fumarla per tenere alla larga questa malattia. Mi è capitato di conoscere un giovane ragazzo tanti anni fa, lui aveva solo 18 anni quando per la prima volta si dovette sottoporre alla chemio. Ha cominciato a prendersela con “il creatore” (povero, come dargli torto) e così decise di fumare come un dannato quella sostanza “miracolosa”. Bè c’è da dire che per circa 7-8 anni (forse anche più) non gli si è più ripresentato il problema, ma l’ho incontrato per caso quest’anno e mi ha fatto notare che aveva quelle che a prima vista sembravano due “cisti” abbastanza grosse, una vicino alla carotide e l’altra sul collo, sotto un orecchio. Era preoccupato perché doveva operarsi e c’era una possibilità che si trattava di nuovo di quella dannata malattia. Questo per farvi capire che in realtà certe sostanze (almeno assunte in questo modo) non distruggono le cellule cancerogene, ma piuttosto le bloccano, rallentano la loro crescita, il che è un bene, ma non è la soluzione definitiva per risolvere il problema. Probabilmente assumendola diversamente è più efficace, ma non conosco nessuno personalmente, quindi non posso asserire che la marijuana funziona. D’altro canto esistono tantissimi prodotti naturali consigliati per la cura del cancro; curcuma, graviola, aloe, frutta e ortaggi, le sostanze e/o i prodotti sono vari, e il messaggio è abbastanza chiaro. L’alimentazione gioca un ruolo importante per la prevenzione da questa malattia mortale.

Credo che se una persona si prenda cura di sé, alimentandosi con prodotti naturali e, per quanto possibile, privi di sostanze chimiche, oltre ad una buona attività fisica, nell’ottanta percento dei casi raggiungerà la vecchiaia senza riscontrare questa patologia.

Prima di concludere, aggiungo che di recente si è scoperto grazie ad una revisione di uno studio del 2008 presso l’Università della British Colombia in Psicologia e Dipartimenti di Terapia Fisica, che la chemioterapia oltre a causare tutti quegli effetti collaterali già noti, pare comprometta anche l’attività cerebrale. Ovviamente questo non significa che tutte i pazienti riscontrano questo “deficit”. Ad ogni modo, non vedo perché dovrei difendere un prodotto che fa più danni che altro, non vorrei dare questa impressione, io sono di quelli “contro” la chemioterapia, però devo anche specificare che esistono individui che hanno una resistenza sovrumana e altri che ne basta una per causare danni anche non trascurabili. Certo dovrebbe essere una cosa scontata, ma non è così, molte persone sembrano cascare dalle nuvole.

Comunque, riprendendo la scoperta e cercando di riassumere. È stato scelto un gruppo di donne sopravvissute al cancro al seno. Queste sono state tenute sotto osservazione per un certo periodo, poi sottoposte a vari test di intelligenza (di base, niente di scientifico) ed è stato constatato che alcune di loro presentavano un lieve decadimento cognitivo:

  • Difficoltà a rimanere concentrati su un compito, e/o problemi di concentrazione
  • Difficoltà nello svolgere più operazioni “basilari”
  • Difficoltà nel risolvere mentalmente semplici calcoli matematici
  • Fatica (stanchezza e mancanza di energia)
  • Difficoltà a tenere il passo con una conversazione
  • Confusione e/o nebbia mentale

Ad ogni modo, il discorso andrebbe approfondito perché le statistiche hanno registrato valori poco precisi, nel senso che, in due gruppi composti da 100 persone ognuno, nel primo – 17 su 100 hanno mostrato un decadimento cognitivo, nel secondo addirittura 50 su 100. Per cui, come ho detto più volte dipende tanto dalla salute (forza) fisica del singolo individuo.

In buona sostanza, la chemioterapia potrebbe anche procurare questi lievi (si fa per dire) danni cerebrali.

Per approfondimenti: cancerresearchuk.org

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