Amalgame dentali e salute a rischio

Un solo grammo di mercurio è in grado di inquinare irreparabilmente 20.000 Kg di alimenti. Si tratta del più tossico fra gli elementi non radioattivi conosciuti. Una persona che abbia sei piccole otturazioni (da due grammi, di cui il 50% di mercurio) avrà assorbito 3 grammi di mercurio in 5/10 anni, e altri tre in quelli successivi.

Amalgame dentali

Amalgama è per definizione una lega di metalli con mercurio. I vari tipi di amalgame prendono il nome dal metallo presente in quantità maggiore dopo l’ingrediente principale, il mercurio. Introdotta per la prima volta in odontoiatria da Joseph Bell, un farmacista inglese nel 1812, l’amalgame dentale fu usata in Francia dai fratelli Crouscour, che non erano dentisti (a quell’epoca in Francia non era preteso alcun diploma per esercitare la professione di dentista) e da loro introdotta negli USA intorno al 1830.

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Amalgama dentale

I dentisti iscritti nella Associazione Americana dei chirurghi dentali (ASDS), che tradizionalmente usavano l’oro, erano così preoccupati per l’uso del mercurio nei materiali dentali che fu reso obbligatorio per gli iscritti firmare una dichiarazione secondo la quale non avrebbero usato tale metallo tossico.  Per 20 anni l’amalgama fu proibita a New York. Comunque, finì per causare uno scisma. Infatti, costava pochissimo, durava nel tempo ed era più facile da mettere nei denti. Divenne così popolare che la American Dental Association (ADA), inizialmente un gruppo dissociatosi, rimpiazzò del tutto la ASDS, che fu sciolta per mancanza d’iscrizioni. Questo è come la pratica dell’amalgama si è affermata in America.

La nevrastenia, sconosciuta prima della fine dell’Ottocento, fu subito messa in relazione con il mercurio: era una malattia tipica delle classi agiate, le uniche che allora potevano permettersi cure dentarie.

Il chimico tedesco Alfred Stock (1920) pubblicò diversi lavori scientifici riguardanti la tossicità dell’amalgama ed infine dimostrò la formazione di vapori di mercurio nel cavo orale. Il prof. Stock stesso e la sua assistente si ammalarono gravemente lavorando con il mercurio.

Altri studi scientifici pubblicati nello stesso periodo riguardavano la tossicità delle amalgame: Lindlair (1919), Fleischmann (1928, “le amalgame possono pregiudicare gravemente il vigore e le facoltà lavorative”), Maschke (1930, “l’eliminazione dell’amalgama è un prezioso mezzo terapeutico), Borinski (1931), Haber (1928), Taft (1925), Dieck (1927), Fuhner (1927, “un numero eccessivo di amalgame dentali porterà ad inevitabili conseguenze negative per l’organismo”), Wannenmacher (1929) che osservò goccioline di mercurio formarsi in amalgame di sette giorni lasciate a 18°C in tubetti di vetro ammonì: “le amalgame dovranno scomparire dalla pratica odontoiatrica”.

I medici non prestarono attenzione a questi allarmi, e quando iniziò la seconda guerra mondiale il “problema Amalgama” fu dimenticato.

Sotto il titolo “È tutt’ora giustificabile l’uso dell’amalgama come materiale dentale?” Rebel (1955) descriveva dettagliatamente le conseguenze patogene dell’amalgama nel cavo orale in caso di contatto metallico con un’altra restaurazione di un diverso metallo.

D’accordo con lui erano altri scienziati dell’epoca: Schriever & Diamond (1952), Thielemann (1954), Reinwald (1955), Schmitt (1955), Kohler (1958), Falck & Weiler (1959), Gasser (1967, “l’amalgama è un agente patogeno, bisogna rinunciare a questo materiale d’otturazione”).

Un libro di testo del 1961 (Manuale di Chimica Inorganica – Gmelin) affermava per la prima volta e senza riserva alcuna che: “Avvelenamenti cronici possono presentarsi … in pazienti trattati con piombatura l’amalgama.”

La “diagnostica dell’intossicazione d’amalgama” e la “terapia dell’intossicazione da amalgama” sono insegnate nei seminari di perfezionamento dell’ordine dei dentisti tedeschi già dai primi anni ’80.


Nel 1978 fu fondata l’Associazione svedese delle vittime di mercurio dentale, nata per dare un supporto alle sofferenze degli individui con intossicazione da amalgame.

Nel 1979 tre ricercatori dell’Università dello Iowa pubblicarono uno studio i cui risultati sarebbero stati confermati in un successivo articolo scientifico del 1981: masticare gomma per 15 minuti causava in individui con amalgame un aumento fino a 17 volte di vapori di mercurio nell’aria espirata.

Studi scientifici sulle amalgame dentali si sono susseguiti da allora incessantemente, fino a raggiungere i 20.000 titoli raccolti da Mats Hansson.

Nel 1990 la Minnesota Dental Association chiese la revoca della licenza della dentista Jacobson sulla base del suo rifiuto di usare amalgame. Nel 1994 migliaia di volontari del gruppo statunitense di Consapevolezza del Mercurio Dentale invocarono l’apertura di un’indagine sugli attacchi dell’ADA contro i dentisti che non intendevano usare amalgame.

Dicembre 1998: in Canada i produttori di amalgama, le associazioni di dentisti ed il ministero della salute vengono citati per danni da centinaia di portatori di otturazioni di mercurio.

In Svezia, già da qualche anno, l’intera popolazione non porta più otturazioni di amalgama perché lo stato ha finanziato al 70% la loro sostituzione con materiali alternativi (spesa totale di allora: 10.000 miliardi delle vecchie lire).

Le amalgame d’argento, comunemente chiamate piombaggi, sono fatte di argento, rame, stagno, zinco e di circa il 50% di mercurio, un elemento estremamente tossico per l’organismo umano. Se i dentisti lo hanno usato per circa 150 anni, è perché si credeva che il mercurio fosse chimicamente legato agli altri metalli dell’amalgama e che non se ne liberasse.

L’ente governativo per la salute del Canada (Health Canada) produsse nel 1995 un documento sul problema amalgame dentali (89) …

“Raccomandiamo che i dentisti prendano le seguenti misure:

  1. Usare preferenzialmente materiali per otturazioni alternativi alle amalgame per i bambini.
  2. Se possibile, le otturazioni di amalgama non dovrebbero essere messe o tolte dai denti di donne incinte.
  3. Le amalgame non dovrebbero essere usate nei casi di pazienti con problemi ai reni.
  4. Nel mettere e rimuovere le otturazioni di amalgama, i dentisti dovrebbero usare tecniche e strumenti per minimizzare l’esposizione del paziente e del personale odontoiatrico al vapore di mercurio.
  5. I dentisti dovrebbero consigliare alle persone con rischio di ipersensibilità al mercurio di non usare le amalgame.
  6. Nuove otturazioni di amalgama non dovrebbero essere messe in contatto con esistenti dispositivi metallici nella bocca.
  7. I dentisti dovrebbero dare ai loro pazienti sufficienti informazioni affinché essi prendano una decisione informata sui materiali da usare per le otturazioni, menzionando i rischi che ciascun materiale comporta.
  8. I dentisti non possono opporsi alla scelta del materiale del paziente

Non esiste una sola sostanza che, assunta in dosi esagerate, non sia nociva o addirittura mortale. Persino l’acqua fresca in dosi dieci o venti volte la dose ottimale può provocare gravissimi inconvenienti.

Pensate che solo un grammo di mercurio è in grado di contaminare un lago largo 300 metri in misura tale da renderlo non più pescabile a norma di legge (129,495). Un grammo di mercurio contamina, secondo la normativa europea, 20.000 kg di alimenti. Infatti il mercurio presenta la forma organica più tossica nella catena degli alimenti (metilmercurio).

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