Dove risiedono i nostri ricordi nel cervello

In realtà non esiste un posto determinato dove il nostro cervello conserva i ricordi ma esiste un gruppo di strutture interne fondamentale per la memoria, ovvero, il sistema limbico, che si trova sulla superficie interna del lobo temporale e include l’ippocampo e l’amigdala. Tuttavia, ci sono altre zone del cervello legate al processo di memorizzazione, e sono:

i lobi frontali che aiutano a immagazzinare e a richiamare i ricordi;

un area localizzata sulla corteccia cerebrale deputata al riconoscimento dei visi;

i lobi parietali responsabili della memorizzazione di gesti semplici;

i lobi occipitali in cui è localizzata la memoria visiva;

i gangli basali e il cervelletto da cui dipende il ricordo delle abitudini e delle abilità motorie;

il lobo temporale che ospita i ricordi a lungo termine;

l’amigdala, il centro in cui si formano i ricordi di eventi che suscitano emozioni (i traumi, le paure…) ma legato anche al richiamo dei ricordi.

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Ora, il circuito della memoria funziona sostanzialmente in questo modo:

  • I sensi captano un’informazione.
  • Gli impulsi nervosi la trasportano.
  • L’informazione sensoriale giunge alle zone specializzate della corteccia cerebrale, dove rimane per qualche frazione di secondo e, in caso di necessità, è disponibile per un uso immediato.
  • Da qui si coordina il suo utilizzo in altre parti della corteccia.
  • Nel giro di pochi secondi, l’ippocampo e altre aree dei lobi temporali mediani cominciano la codifica e il filtraggio, scartando ciò che è di scarso interesse e conservando ciò che potrebbe essere utile.
  • L’ippocampo e le aree circostanti trasformano la memoria a breve termine in memoria a lungo termine.
  • L’ippocampo fissa i ricordi, ma non li conserva. I ricordi sono dispersi nel sistema di connessioni neuronali.
  • Il lobo frontale è deputato a riunire i ricordi per poi inviarli alla coscienza.

Sono diversi i fattori che influiscono negativamente sulla memoria:

Fattori intrinseci (insiti nella memoria)

Ricordi deteriorati: quando riceviamo l’informazione (nella prima fase), essa tende a scomparire e a deteriorarsi rapidamente se non la elaboriamo (ripetizione).

Tempo: spesso la dimenticanza è dovuta al tempo trascorso dal momento in cui è stata memorizzata l’informazione. I ricordi creano una sorta di impronta nel nostro cervello che si dissolve con il passare del tempo. In questo caso, il mancato utilizzo del ricordo ci porta a dimenticarlo.

Interferenze: i ricordi situati nella memoria a breve termine possono subire interferenze da parte delle nuove informazioni in entrata e venire danneggiati sia dal tempo trascorso da quando sono stati memorizzati sia dagli eventi che accadono in tale periodo.


La repressione: i ricordi angoscianti, inquietanti, negativi… possono essere dimenticati in maniera incosciente.

La distorsione: poiché i ricordi possono essere modificati dal nostro sistema di valori o dalla nostra reazione di fronte alle cose, ci può capitare di ricordare in maniera distorta o modificata.

Problemi di immagazzinamento: se l’informazione non viene immagazzinata completamente o non viene conservata in maniera adeguata, è difficile recuperarla dalla memoria.

Problemi di rievocazione: a volte il ricordo non si deteriora né subisce interferenze, ma semplicemente non riusciamo a ritrovarlo.

Fattori estrinseci

Aspetti biologici: sono determinati dalla genetica e su di essi abbiamo ben poco potere d’azione. Anche la diminuzione dei livelli di estrogeni e di testosterone contribuisce alla perdita di memoria.

Aspetti psicologici o emozionali: solitudine, perdita di una persona cara, preoccupazione, ansia, angoscia, depressione, stress, un incidente grave che causa stress postraumatico… Anche la mancanza di motivazione o il livello di aspettativa in ciò che facciamo può contribuire a diminuire la memoria.

Aspetti fisici: stanchezza, dolore, eccitazione, stress ossidante, malattie croniche come l’ipertensione, il diabete, le malattie vascolari…

Aspetti legati al contesto: rumori, odori, quantità di luce, gente…

Aspetti sensoriali: deficit o perdita della vista o dell’udito.

Aspetti cognitivi: mancanza di attenzione e concentrazione, problemi di comprensione…

Aspetti lavorativi: cambiamento di mansioni nell’ambito lavorativo, stress, fatica, mobbing…

Aspetti ambientali: un’esposizione intensa al piombo può influenzare la memoria. Anche il mercurio e l’alluminio possono provocare perdite di memoria, come pure i pesticidi e i solventi.

Aspetti legati alla salute:

  • il tabacco diminuisce l’apporto di ossigeno al cervello;
  • l’alcol e altre sostanze tossiche.
  • l’insonnia e le apnee notturne;
  • una cattiva alimentazione;
  • la vita sedentaria;
  • l’assunzione di farmaci quali benzodiazepine o anticolinergici;
  • la mancanza di esercizio mentale.

Tratto dal libro (che tra l’altro consiglio visto che è adatto a tutti – giovani e anziani): Breve corso di ginnastica per la memoria (Àngels Navarro)

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