Notizie e ricerca: Scimpanzé Bonobo e capacità cerebrali

Secondo gli esperimenti eseguiti da Tetsuro Matsuwa della Kyoto University, gli scimpanzé nella memoria visiva e reazione a quest’ultima in base al test, sarebbero più rapidi di noi esseri umani.

Ayumu è il nome dello scimpanzé in questione. L’esperimento consisteva nel mostrare una serie di numeri, da 1 a 9, su un computer Touch screen dove lo scimpanzé doveva toccare in ordine i numeri che gli venivano mostrati sullo schermo per qualche secondo. Ebbene, si è scoperto che Ayumu era in grado di toccare con l’esatto ordine crescente i numeri, ma la cosa che ha attirato l’attenzione degli scienziati era la rapidità dell’esecuzione. Lo scimpanzé toccava i numeri sullo schermo in una frazione di secondo e nell’ordine esatto.

scimpanzé Bonobo

 Scimpanzé Bonobo e capacità cerebrali

Quando è stato mostrato il video della performance al pubblico, qualcuno iniziò a mormorare di non essere in grado di tenere il passo dello scimpanzé.

Ma secondo Tetsuro Matsuwa, non c’è da preoccuparsi perché i nostri più vicini cugini primati come gli scimpanzé, hanno una capacità nel loro cervello, per quanto riguarda la memoria e reazione visiva che supera l’essere umano.

Ma non finisce qui. Si è scoperto che gli scimpanzé hanno una mente così simile a noi esseri umani da soffrire di depressione post-traumatica dovuta dallo stress e disturbi d’ansia, in cattività.

Di fronte a questa scoperta gli scienziati hanno deciso di indagare più a fondo sul fenomeno. La nuova ricerca, secondo Neal Barnard, presidente della advocacy gruppo Physicians Committee for Responsible Medicine, “Sta destando stupore, questi animali sono utilizzati per la ricerca ma in realtà mostrano psicopatologie e in alcuni casi superano le nostre capacità cognitive.”

Le dimostrazioni come il video di Ayumu, prosegue Matsuzawa, possono convincere la gente che gli scimpanzé sono più capaci degli esseri umani su alcuni compiti cognitivi anche se sarà difficile per alcuni esseri umani ad accettare.


E’ estremamente raro trovare un essere umano con le stesse capacità di memoria visiva di uno scimpanzé della razza Bonobo, ma le ragioni di questo fenomeno potrebbero derivare da un compromesso tra la memoria e il linguaggio. Il linguaggio umano funge da memoria portatile nel tempo e nello spazio, il che rende meno essenziale per noi, il contenere elementi nella nostra mente in un momento preciso.

“Gli scimpanzé vivono nel mondo del presente”, afferma Matsuzawa. “Noi viviamo nel mondo, pensando al passato, al futuro, cercando di capire il significato di ciò che vediamo, e scambiare le informazioni con amici, familiari e colleghi per condividere l’esperienza.”

Allo stesso tempo, gli scimpanzé sembrano impegnarsi in alcuni dello stesso tipo di processo decisionale, la gestione del rischio e il problem solving a lungo considerato un comportamento “solo umano”, ad affermarlo è la ricercatrice Victoria Wobber della Harvard University. Studia gli scimpanzé Bonobo e scimmie africane, e si dedica alla grandi scimmie orfane a causa del commercio di carne selvatica.

Diversi studi mostrano, per esempio, che gli scimpanzé sanno quando hanno bisogno di un partner per risolvere un problema, o per svolgere un compito, reclutando aiutanti. Hanno un comportamento simile agli esseri umani, quando portano avanti un progetto lavorando in gruppo. Le scimmie sono in grado di tenere traccia di chi nel loro ambiente collabora di più, lo stesso non accade forse tra gli esseri umani quando scelgono il partner per una collaborazione?.

 Tetsuro Matsuzawa mentre lavora con gli scimpanzé,  fonte –  Primate Research Institute, Kyoto University

Wobber ha notato anche che varia la cooperazione tra gli scimpanzé di Bonobo, pare che siano particolarmente affettuosi. “I Bonobo possono essere in grado di esprimere al meglio le loro capacità di cooperazione, perché sono più tolleranti gli uni degli altri”.

Queste scoperte e molte altre hanno contribuito a far smettere di usare gli scimpanzé per gli esperimenti da laboratorio, o almeno mettere nuove linee guida etiche in materia di partecipazione degli animali, secondo quanto dice Barnard, anche lui un professore associato del gruppo Physicians Committee for Responsible Medicine presso la George Washington University.

Conclude che gli scimpanzé non sono essenziali per la maggior parte delle ricerche biomediche in corso, e che faranno di tutto per fare andare in pensione i suoi scimpanzé utilizzati per la ricerca.

Alcuni ricercatori non sono d’accordo, e suggeriscono che questi animali posso essere utili per capire i problemi post traumatici da stress o depressione, degli esseri umani. Barnard risponde a loro dicendo che ci deve essere “una sorta di metodo comportamentale di valutazione per vedere se questo in realtà può essere utile.”

Fonte – American Association for the Advancement of Science

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