Secondo una ricerca gli stereotipi influenzano i bambini a scuola

Una recente ricerca ha dimostrato che gli stereotipi negativi sui ragazzi maschi possono influenzarli a tal punto da ostacolare l’ottenimento di buoni risultati in campo scolastico.

Lo stereotipo è la visione semplificata e largamente condivisa su un luogo, un oggetto, un avvenimento o un gruppo riconoscibile di persone accomunate da certe caratteristiche o qualità. Si tratta di un concetto astratto e schematico che può avere un significato neutrale (ad es. lo stereotipo del Natale con la neve e il caminetto acceso), positivo (la cucina italiana è la più raffinata del mondo) o negativo (l’associazione tra consumo di droghe e la musica rock) e, in questo caso, rispecchia talvolta l’opinione di un gruppo sociale riguardo ad altri gruppi. Se usato in senso negativo o pregiudizievole, lo stereotipo è considerato da molti come una credenza indesiderabile che può essere cambiata tramite l’educazione e/o la familiarizzazione.

Sin dalla più giovane età, i ragazzi pensano infatti che i maschi siano scolasticamente inferiori rispetto alle femmine e credono persino che anche gli adulti lo pensino. E sin dai primi anni di scuola, i risultati riguardanti l’andamento scolastico sono condizionati da messaggi che suggeriscono che le bambine sono in grado di fare meglio rispetto ai bambini.

La ricercatrice Bonny L. Harley dell’Università di Kent, ha condotto uno studio che comprende l’analisi di studenti di tre scuole primarie in Gran Bretagna.

Il primo studio era focalizzato sugli stereotipi riguardanti la condotta, l’abilità e la motivazione. I ricercatori hanno dato a 283 bambini di età dai 4 ai 10 anni una serie di scenari che mostravano sia comportamenti positivi che negativi e veniva chiesto loro di indicare a chi fossero riferite le storie, indicando un disegno che illustrava la sagoma di un maschio o di una femmina. Già da piccoli (dai 4 ai 7 anni) i bambini abbinavano le femmine alle storie positive e i maschi a quelle negative. Ciò ha suggerito che i bambini pensano che le femmine agiscono meglio, hanno migliori risultati e capiscono il loro lavoro in modo migliore rispetto ai maschi, nonostante, per esempio, il fatto che un maschio possa appartenere a una classe socialmente più elevata. Domande che hanno fatto seguito all’esperimento, hanno dimostrato che i bambini pensano che anche gli adulti condividano questi stereotipi.

I ricercatori hanno poi condotto altri due esperimenti per determinare se gli stereotipi potessero ostacolare le prestazioni scolastiche dei maschi. Nel primo, che coinvolgeva 162 bambini dai 7 agli 8 anni, a cui si diceva preliminarmente che i maschi lavorano peggio rispetto alle femmine, ha causato un calo di risultati in test di lettura, scrittura e matematica rispetto al gruppo che non aveva avuto una tale informazione. In un altro esperimento, che includeva 184 bambini dai 6 ai 9 anni, si diceva loro che i maschi e le femmine potevano ottenere gli stessi buoni risultati. Ciò causò un miglioramento dei risultati dei maschi, mentre il risultato delle femmine rimaneva invariato.

“In molti paesi i maschi restano indietro rispetto alle femmine”, secondo Hartley “Questi studi suggeriscono che stereotipi negativi circa l’andamento scolastico dei maschi sono acquisiti sin dai primi anni dell’istruzione primaria e hanno conseguenze auto-appaganti. Suggeriscono inoltre che è possibile migliorare i risultati dei maschi, così da avvicinare il distacco tra i generi, trasmettendo messaggi egualitari ed evitando pratiche come il dividere le classi per genere.” (fonte – gaianews.it)

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