Piante medicinali che attaccano cellule cancerose

Componenti attivi di origine vegetale contro cellule cancerose

Sono numerose le osservazioni scientifiche relative alla capacità di fitocomplessi (piante medicinali) di esercitare effetti preventivi sfruttando differenti meccanismi molecolari, anche attraverso una dieta adeguata. Poiché i fitocomplessi inclusi nella dieta agiscono sul genoma umano, direttamente o indirettamente (meccanismi epigenetici), alterando l’espressione di geni specifici.

Molti agenti contenuti in queste piante sembrano agire mediante attivazione e traslocazione nucleare di Nrf2 (nuclear factor-erythroid-2-related factor 2), favorendo quindi la trascrizione di geni codificanti per molti enzimi responsivi a stress e citoprotettivi Nrf2-dipendenti. Nrf2 sembra giocare un ruolo importante nei meccanismi di difesa durante l’infiammazione acuta e cronica, implicando un cross-talk tra Nfr2 ed il segnale di trasduzione meditato dal fattore nucleare NF-kB.

[So che queste righe di testo possono essere noiose, ma non potevo escluderle visto che fanno parte di una serie di informazioni molto importanti, e vi assicuro che chi ha scritto tutto questo sa il fatto suo: professori universitari di Farmacognosia, di Tecnologia Socio-economica e Legislazione Farmaceutica]

Cercherò di riassumere al meglio. In pratica queste persone sostengono che molte piante considerate medicinali (fitocomplessi appunto) agiscono contro le cellule cancerose. Gli stessi aggiungono però, che agiscono in maniera più consistente se vengono combinate con alcuni farmaci antinfiammatori. E’ comunque interessante notare (come tra poco si potrà leggere) la quantità di componenti (ortaggi,, frutti..) che sono alla portata di tutti e posseggono potenzialità curative, e credo di non aver esagerato affermando questo. D’altra parte è noto che fin dai tempi antichi le piante vengono utilizzate per curare malattie, al giorno d’oggi secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) circa il 25 per cento dei farmaci sono di origine vegetale, con circa 7.000 composti medici presenti nella moderna farmacopea, derivati da piante.

L’attivazione delle vie di segnale di Nrf2 insieme a meccanismi antinfiammatori ed immunomodulatori sono stati anche identificati come un importante meccanismo con cui agenti quali alcaloidi, flavonoidi, carotenoidi e isocianati solforati, contrastano gli effetti dannosi delle radiazioni UV. Come ad esempio l Brassicacae, come i cavolfiori, cavoletti di Bruxells, broccoli ed altri ortaggi della famiglia delle crocifere che contengono elevato contenuto di isocianati e prodotti di idrolisi dei glucosinolati.

Gli isocianati (sulforani, fenetilisocianati, benzilisocianati e allilisocianati) hanno dimostrato una spiccata capacità di inibire la carcinogenesi in una varietà di modelli preclinici di roditore, mediante la stimolazione delle vie citoprotettive Nrf2-dipendenti e l’inibizione di NF-kB, come anche induzione dell’apoptosi e dell’arresto del ciclo cellulare. Inoltre, NF-kB e un secondo fattore di trascrizione (STAT-3) sono stati identificati come i principali regolatori dei processi infiammatori coinvolti nella cancerogenesi.

Tali fattori rappresentano il bersaglio per l’azione di molti fitocomplessi presenti nelle spezie, come il peperoncino rosso (capsaicina), i chiodi di garofano (eugenolo), il finocchio (anetolo), il fieno greco (saponine), nel prevenire varie patologie croniche come il cancro.

Molta attenzione si è recentemente concentrata sulla curcumina, una spezia di colore giallo-arancio che si ricava dalla pianta Curcuma longa, comunemente usata in India e in Asia orientale. Il colore giallo brillante deriva principalmente dai pigmenti dei polifenoli in essa contenuti: i curcuminoidi.

E’ stato dimostrato che la curcumina è in grado di inibire l’attivazione di NF-Kb, sopprime potentemente la proliferazione delle cellule cancerose nel cancro della mammella, delle ovaie, del pancreas, della vescica, nella leucemia e mieloma multiplo. Come già accennato, tali effetti sembrano essere mediati dalla complessa regolazione di numerose cascate biochimiche, che comprendono fattori di trascrizione, fattori di crescita, citochine proinfiammatorie, proteinchinasi ed altri enzimi.

curcuma
Curcuma fiore (sinistra) radice (destra)
fieno greco
Fieno Greco fiore e frutto.

Inoltre, alcuni effetti benefici della curcumina potrebbero essere dovuti alla sua abilità a modulare il sistema immunitario. Un altro composto naturale di attuale interesse è il resveratrolo, un polifenolo non flavonoide presente in varie specie vegetali (more di gelso, noccioline, uva). Esso è presente anche nel vino, le cui proprietà benefiche sono state molto studiate negli ultimi anni. La sintesi del resveratrolo nelle piante è indotta dall’esposizione alle infezioni microbiche, alle radiazioni ultraviolette e all’ozono.

Questa molecola può quindi essere classificata come fitoalexina (antibiotico prodotto dalle piante quando si trovano sotto attacco). Il resveratrolo può funzionare come agente chemiopreventivo in quanto capace di inibire tutte le fasi dello sviluppo tumorale.

Tra le sue molteplici azioni, il resveratrolo inibisce vie ossidative cit450-dipendenti, l’invasione cellulare, la trasformazione e l’angiogenesi. Recentemente è stato dimostrato che il resveratrolo aumenta l’espressione di enzimi antiossidanti, interferisce con NF-kB ed induce apoptosi mediante up-regolazione di p53, attivazione di caspasi e riduzione di Bcl-2.

Similarmente al resveratrolo e alla curcumina, l’epigallocatechina gallato (EGCG), un polifenolo antiossidante presente nel tè verde, può esercitare effetti anticarcinogeni e antimutagenici mediante molteplici meccanismi quali l’azione antiossidante, l’induzione degli enzimi detossificanti di fase II, inibizione del legame del carcinogeno al DNA nonché inibizione della sintesi del DNA e della proliferazione cellulare. Inoltre, le proprietà antitumorali di EGCG includono inibizione dei segnali mitotici extracellulari, inibizione del ciclo cellulare in fase G1 e induzione di apoptosi. A sostegno, è stato recentemente riportato che EGCG inibisce l’invasione e l’angiogenesi, processi che sono essenziali per la crescita del tumore e le metastasi.

Recenti evidenze suggeriscono che le mele possiedono una varietà di attività biologiche che contribuiscono ad effetti benefici contro patologie cardiovascolari, asma e disfunzione polmonare, diabete, obesità e cancro. In alcuni studi in vitro è stato dimostrato che alcuni componenti della mela, come le procianidine, hanno azioni rilevanti per la prevenzione del cancro quali attività antimutagenica, modulazione del metabolismo dei carcinogeni, attività antiossidante e attività antiproliferativa. Inoltre, alcuni costituenti hanno mostrato di prevenire, in alcuni modelli di topo, il cancro della pelle, della mammella e del colon.

Osservazioni epidemiologiche indicano che un regolare consumo di una o più mele al giorno riduce il rischio di cancro al polmone e al fegato.

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