Ricerca: Genoma in cassaforte DNA privato

I ricercatori del Weill Cornell Medical College e dell’Università di Medicina e Odontoiatria del New Jersey, esaminando due tipi di sequenze di DNA brevettate hanno scoperto che oltre il 40% del genoma umano è coperto da brevetti, soprattutto per quanto riguarda i frammenti lunghi di DNA, che riguardano interi geni.

L’autore principale dello studio, Christopher E. Mason, assistente professore di fisiologia, biofisica e genomica computazionale presso l’Istituto di Biomedicina Computazionale Weill Cornell, afferma che, se si potessero considerare tutti i brevetti sulle “sequenze brevi” che sono già stati autorizzati dai vari governi, si arriverebbe al 100% del genoma.

Pare che le aziende abbiano messo mano su più di 40 mila brevetti sulle singole molecole di DNA, teoricamente si sono impadronite, possedendo questi brevetti, dell’intero genoma umano.

dna

Ricerca: Genoma in cassaforte DNA privato

La Corte Suprema degli Stati Uniti esaminerà i diritti di brevetto genomici il prossimo 15 aprile. Si discuterà sui diritti della Myriad Genetics di rivendicare una serie di brevetti su geni legati al cancro al seno e al cancro ovarico, i geni in questione sono BRCA1 e BRCA2, compresa una piccola sequenza di codice all’interno del gene BRCA1 che comprenderebbe un brevetto che riguarda solo 15 nucleotidi.

Christopher E. Mason e il suo team hanno scoperto che i brevetti della Myriad Genetics “coprono” almeno 689 geni che non hanno nulla a che fare con i tumori al seno e alle ovaie, ma pare che i suoi brevetti coprirebbero altri 19 tumori e geni coinvolti nello sviluppo del cervello e funzionamento del cuore.

sequenza dnaSequenza DNA


Quindi se la Corte Suprema confermerà l’attuale campo di brevetti, nessun medico o ricercatore potrà più studiare il DNA di questi geni nei loro pazienti senza essere considerata una violazione.

“Come è possibile che che il mio medico non possa guardare il mio DNA senza preoccuparsi di star violando un brevetto?”, afferma Mason.

Secondo Jeffrey Rosenfeld, assistente di medicina che ha partecipato alla ricerca, questa legge sui diritti dei geni non è molto chiara. La Corte Suprema affronta un caso che riguarda il gene BRCA1, ma ci sono molti altri brevetti che riguardano lo stesso gene.

Esisterebbero degli svincoli che riguardano i brevetti del DNA, come l’attraversare i confini delle diverse specie viventi, che destano preoccupazione. Ad esempio sarebbe possibile che una società può avere un brevetto che ha ricevuto per le mucche ma che in realtà copre una grossa quantità di geni umani.

Sempre da questa ricerca è emerso che una società possiede i diritti per l’84% di tutti i geni umani a causa di un brevetto che gli è stato approvato per una particolare mucca di allevamento.

Questo significa che le aziende si possono appropriare di brevetti che riguardano i geni del DNA umano, facendoli passare per geni di animali.

Dalle analisi eseguite dal team di Mason è venuto fuori che tutti i geni clinicamente rilevanti sono già stati brevettati, soprattutto su sequenze brevi.

Mason conclude dicendo; “Credo che gli individui abbiano il diritto di possedere il proprio genoma e consentire al proprio medico di studiarlo, ad esempio per i polmoni o i reni”.

Lo studio è stato pubblicato il 25 marzo su Genome Medicine. Fonte: gaianews.it

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