Rimedi pratici utilizzando il Carciofo

Il carciofo deriva dal cardo selvatico, ottenuto nel corso del tempo mediante pazienti incroci e selezioni. Erba perenne a rizoma grosso, foglie palmate allungate spinose, fiori celesti in capolini terminali. Nel gambo scorre un lattice dal sapore acre.

Il consumo di carciofo può essere ottimo coadiuvante per chi accusa fastidi che si collegano a disfunzioni del fegato e soffre di calcoli biliari. Utile nella depurazione dell’organismo e nel contrasto del colesterolo.

Avranno giovamento quanti consumano carciofi crudi associati a un’equilibrata dieta vegetariana, senza il processo di cottura, e gioverà il consumo a quanti soffrono di debilitazione.

Utile e molto efficace la radice della pianta contro i dolori artritici e reumatici. In cucina è utilizzato il fiore, costituito da un capolino di grandi dimensioni e le foglie, che si trovano nella parte più interna bianca. Le foglie vere sono quelle attaccate al gambo, non utilizzate a scopo alimentare.

Oggigiorno il carciofo è apprezzato come fonte di cellulosa e fibra alimentare, ricco di potassio e sali di ferro. L’apporto calorico del carciofo è trascurabile. Anticamente era apprezzato come fonte di cellulosa e fibra alimentare. Ha scarso contenuto vitaminico, è ricco di potassio, contiene piccole quantità di cinarina, un principio attivo inattivo dalla cottura che favorisce la secrezione.

Il carciofo può risultare irritante per l’intestino dei bambini, conviene proporlo dopo i 3-4 anni. Importante: la consumazione del carciofo, deve essere acquisita con moderazione dalle donne che allattano, perché contiene sostanze che rendono il latte amaro, meno abbondante e fluido. Decotti, infusi e altre soluzioni, vanno assunte sotto controllo medico.

carciofo

Curiosità

Caterina de’ Medici, grande golosa e consumatrice di carciofi, nel 1575 in occasione di una pranzo di nozze subì un grave malessere, rischiando l’indigestione irrevocabile per averne mangiati in eccessiva quantità. Coltivato dagli antichi Egizi, apprezzato nell’antica Grecia e dagli antichi Romani che ne apprezzavano le gustose infiorescenze, l’impiegavano nella preparazione di varie pietanze.

Nel Rinascimento il carciofo era ritenuto ortaggio di lusso, servito ai pranzi regali nelle corti e nei palazzi dei ricchi. Impiegato dai giardinieri per arredare i lunghi viali che conducevano alle sontuose ville e palazzi, si dovette attendere il XVI secolo perché il carciofo abbondasse nelle coltivazioni e, di riflesso, anche alle mense dei popolani.

Per le sue notevoli proprietà farmaceutiche venne impiegato soprattutto nella cura delle malattie epatiche.

Disturbi epatici


Dall’erborista far preparare una miscela formata da 25 g di foglie di rosmarino, 20 g di radice di liquirizia, 30 g di foglie di carciofo, 30 g di radice di carciofo, 15 g di rizoma di rabarbaro. Frantumare le erbe, mescolare e conservare in luogo fresco la miscela in barattolo di vetro o latta chiuso ermeticamente. Nel momento dell’uso porre un po’ di miscela di infusione per 5-6 minuti in una tazza di acqua bollente (5 g di miscela per ogni tazza di acqua). Consumare subito dopo i pasti principali.

Calcoli biliari

In una pentola posta sul fuoco con 1 lt d’acqua bollente, aggiungere 100 g di foglie di carciofo, far bollire per 10 minuti. Filtrare e imbottigliare. Bere 3-4 tazze al giorno prima dei pasti.

Gotta, renella

Decotto utile nel contrasto di gotta, reumi, renella e idropisia, malaria, formicolii, vertigini da intossicamento. Mezza manciata di radici a pezzetti in una pentola posta sul fuoco con 1 lt di acqua bollente, ridurre a 7 dl, ritirare dal fuoco, far raffreddare e colare. Consumare 1 bicchiere prima dei pasti per 2-3 settimane.

Contro diarree

Boccioli di carciofo crudo mangiati in ragione di 4-6 al giorno, giovano nel contrasto alle diarree ostinate.

Colesterolo alto

In erboristeria far preparare una miscela formata da: 30 g di foglie di carciofo, 10 g di foglie di melissa, 30 g di foglie di ortoiphon, 10 g di foglie di betulla, 20 g radice di cicoria, 10 g foglie di vischio, 10 g radice di bardana.

Frantumare le erbe, mescolare e conservare in un luogo fresco la miscela in barattolo di vetro o latta chiuso ermeticamente. Nel momento dell’uso porre un po’ di miscela in infusione per 10 minuti in una tazza di acqua bollente (1 cucchiaio raso di miscela per ogni tazza di acqua). Consumare una tazza prima dei pasti principali.

Reumi e artrite

In una pentola posta sul fuoco con 1 lt d’acqua bollente, aggiungere 30 g di radice a pezzetti di carciofo e ridurre di un terzo. Ritirare dal fuoco, far raffreddare, filtrare e imbottigliare. Bere una tazza prima dei pasti principali per 20 giorni.

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