DbGlove, l’invenzione italiana che permette ai sordociechi di usare pc, smartphone e tablet.

La comunicazione moderna passa in gran parte dai social network, capaci di mettere in contatto persone che non si conoscono oppure che si trovano fisicamente molto distanti. Chattare con gli amici è diventata una delle attività più frequenti nelle giornate di tanti, un’azione semplicissima per molti ma non per tutti: chi non è in grado di sentire e vedere, non ha la possibilità di comunicare facilmente tramite social network come fa la maggior parte delle persone, ritrovandosi così ancora più isolato dal resto del mondo.

Il mondo dei social network, però, da settembre sarà alla portata anche dei sordociechi grazie a DbGlove, un guanto tecnologico interattivo capace di rendere digitali gli alfabeti Braille e Malossi che si basano sul tatto e che consentirà quindi ai sordociechi di utilizzare tablet, smartphone e pc in maniera semplice. L’invenzione nasce da una startup italiana e dalla mente di Nicholas Caporusso, un informatico di Bari, che ha presentato il suo lavoro a “GoBeyond”, un concorso che mira a premiare i progetti imprenditoriali più interessanti; il guanto DbGlove è stato selezionato fra i tre progetti finalisti del contest.

dbglove_dispositivo
Dispositivo dbGLOVE

Il rivoluzionario guanto ha fatto il suo debutto sul mercato proprio in questo mese di settembre e in Inghilterra è disponibile in forma gratuita. Ma com’è nata l’idea di creare il DbGlove? Caporusso ha spiegato che la scintilla nella sua testa è scoccata durante un periodo di volontariato all’interno di una struttura che ospitava persone diversamente abili, fra le quali anche alcuni sordociechi.

Constatata la grande difficoltà nel comunicare di queste persone, ancor di più in un mondo iperconnesso come quello di oggi, ecco che Nicholas ha avuto l’idea del guanto super-tecnologico, il cui obiettivo è quello di non lasciare le persone sordocieche isolate nella loro disabilità. E proprio per evitare tale isolamento è molto importante anche sostenere le associazioni che assistono i sordociechi, come ad esempio la Lega del Filo d’Oro.

Fra i diversi progetti che tale associazione promuove c’è quello chiamato “Adotta un mondo di Sì”, un’alternativa all’adozione a distanza, che consente di sostenere i bambini sordociechi. Con il versamento di un regolare contributo al Centro Diagnostico di Osimo, si potranno garantire ai bambini ricoverati all’interno della struttura tutte le cure necessarie per la loro riabilitazione. In questo modo una piccola donazione si trasforma in un grande gesto capace di rendere migliore la vita dei bambini sordociechi.

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