Come scaricare files con il computer spento

Ho trovato questa guida mentre cercavo tutt’altro (capita spesso e volentieri). Anche se personalmente non sono interessato, credo che condividerla sia cosa gradita (almeno per qualcuno). Inserisco solo la prima parte, comunque al fondo troverete l’unico link che viene riportato in questa piccola guida. Buona lettura.  

Prima di iniziare questa guida, vorrei spiegarvi l’acronimo NAS: NAS acronimo di Network Area Storage

Le Storage Area Network sono concepite per reggere un elevato flusso di dati anche da accessi contemporanei e possono eseguire in automatico tutte le funzioni di backup senza coinvolgere i server o la rete locale. La creazione di una Storage Area Network comporta complessità che possono frenarne l’adozione specialmente in organizzazioni di piccole e medie dimensioni che non dispongono di personale qualificato al proprio interno e che hanno un budget di spesa IT risicato. È difficile percepire di primo acchito le differenze esistenti tra una SAN e un più semplice sistema NAS (Network Attached Storage) che possiamo acquistare per poche centinaia di euro e che possiamo usare immediatamente dopo averlo collegato alla rete elettrica e alla rete locale.

Eppure le differenze sono profonde e si traducono in benefici di business percepibili.

Le SAN innanzi tutto costituiscono la tecnologia più avanzata nel mondo dello storage condiviso e nascono per creare un percorso autonomo e alternativo tra uno o più server e i relativi dischi.

I NAS invece si appoggiano alla rete locale primaria dove operano anche tutte le stazioni di lavoro e usano le risorse di quest’ultima per trasferire i dati.

In una piccola realtà questo può avere anche un effetto marginale, ma in una rete dove il traffico sia intenso oppure dove sia necessario trasferire periodicamente file di grandi dimensioni (ad esempio in uno studio di progettazione, di architettura o di grafica) la condivisione della stessa rete per trasferire dati, per navigare e per stampare può comportare ritardi oppure anche il blocco degli accessi ai file condivisi.

I NAS sono particolarmente vulnerabili quando più macchine cercano di usarli in contemporanea per operazioni onerose. Pensiamo ad esempio al backup avviato nei momenti di pausa oppure alla sera da più stazioni di lavoro oppure all’accesso simultaneo da più postazioni a diversi file che si trovano sulla stessa batteria di dischi.

In questo caso tutte o alcune stazioni possono vedere l’operazione bloccata perché il NAS non riesce a reggere il ritmo.

Tali inconvenienti non si verificano invece nelle SAN che nascono per favorire il rapido assorbimento e rilascio di piccole o grandi quantità di dati verso un numero anche alto di utenti contemporanei.

Non è indispensabile disporre di più di un server se s’intende utilizzare una SAN (soprattutto se di fascia bassa), ma diventa interessante averne una quando il numero dei server reali o virtuali supera le tre unità.

Una delle funzioni più utili di una SAN è la capacità di realizzare backup senza l’intervento del server e senza occupare la rete locale primaria. La copia dei file può essere realizzata su un seconda batteria di dischi montata su un singolo sistema di storage (in tal caso il collegamento è interno) oppure su un secondo sistema di storage anche distante mediante l’intervento della SAN e dei relativi protocolli.

Le Storage Area Network sono ancora molto più costose rispetto a un NAS convenzionale, ma i moderni strumenti di leasing operativo possono renderle accessibili anche alle piccole aziende che possono beneficiare della maggiore sicurezza e velocità che esse offrono.

Chi non se le può permettere può acquistare i NAS di nuova generazione che costano 300 o 400€ che offrono alcune caratteristiche proprie delle SAN (vedi il lo StorCenter ix2 di Iomega), come ad esempio il backup automatico senza bisogno di un server, utilizzando però in questo caso la LAN convenzionale per il trasferimento dei dati.

router

Router Alice Gate Voip 2 Plus Wi-Fi

  • Il Router diventa NAS: ovvero come scaricare torrent a PC spento!
  • Il Router preso in esame e quello fornito in comodato d’uso dalla Telecom (Alice Gate Voip 2
  • Plus Wi-Fi), ci sono comunque sul mercato altri Router che integrano già un Client Torrent al loro interno e sono: Belkin Play Max e Buffalo W2R-HP-G300NH.

L’ingresso USB del Router:

L’ingresso USB del Router serve di solito per collegare e configurare una Stampante, e condividerla nella Rete locale. Noi al contrario, andremo a collegarci un Hard Disk, quindi colleghiamo il nostro Hard Disk all’ingresso USB del Router.


  1. Procuriamoci un Hard Disk esterno, meglio se da “2,5” dato che non richiede un alimentatore aggiuntivo. Certo si può usare anche una PenDrive o altro dispositivo… a voi la scelta! Colleghiamo l’Hard Disk all’ingresso USB del Router.
  2. Avviamo un Browser e nella barra degli indirizzi digitiamo quanto segue: 192.168.1.1, questo dovrebbe essere l’indirizzo IP locale per accedere alla configurazione del Router! Se l’indirizzo IP non fosse questo, potrete comunque risalirvi semplicemente sollevando il Router e leggerlo direttamente dall’etichetta.
  3. Adesso dal pannello impostazioni del Router selezioniamo la TAB USB, e selezioniamo la voce “Attiva” in corrispondenza della voce “Disco Remoto” e selezioniamo “Disattiva” in corrispondenza della voce “USB Print Server” continuiamo cliccando su “Salva” e proseguiamo per confermare ed applicare tutte le modifiche!
  4. Dal menù “Start” di Windows, andiamo a selezionare la voce “Computer” e con il tasto destro selezioniamo la voce “Connetti unità di Rete” ed andiamo ad assegnare una lettera a tale Unità. Io gli ho assegnato la “Z”, ma potrebbe essere “H;I;L” ecc… Deve comunque essere una lettera non assegnata a nessuna unità. Andiamo a premere il pulsante “Sfoglia” e attendiamo che il Router venga rilevato, quindi selezioniamo l’Hard Disk appena collegato, spuntiamo “Riconnetti all’avvio” e confermiamo con “Fine”.

I Download vanno sul Router:

  1. Adesso andiamo a scaricarci il client Torrent. Naturalmente la mia scelta cadrà su: uTorrent Portable 3.1.3 Build 27060

Scheda Programma:

  • Licenza: Gratis
  • Lingua: Italiano
  • Autore: BitTorrent
  • OS: Win98/98SE/Me/2000/NT/XP/2003/Vista/7
  • Home: http://portableapps.com/apps/internet/utorrent_portable uTorrent Portable 3.1.3
  • Build 27060

installazione

inst4

Scegliamo l’opzione “Sfoglia” e selezioniamo una “Cartella” o la Creeremo (vedi Fig. sopra) sull’Hard Disk “Z”, che nel mio caso è raffigurato dalla lettera “E:\”…

inst5

Selezionata (o Creata la Cartella) confermiamo con “Installa”. E concludiamo l’installazione del nostro Client con “Fine”…

  1. Avviamo uTorrent, andiamo su “Opzioni” > “Impostazioni” > da “Cartelle” selezioniamo l’opzione: “Sposta i download completi in”, clicchiamo sul piccolo Pulsante accanto e selezioniamo l’Hard Disk “Z” collegato al Router. Poi confermiamo con “Applica”.

Il Remote Control:

  1. Per controllare i Download’s dei nostri File’s da Remoto andremo ad usare un Software ad oc. La mia scelta (e quella di molti altri smanettoni) ricade su: Dropbox Portable 0.7.110. DropBox, viene usato per la sincronizzazione dei file’s con un Hard Disk Remoto. Colleghiamoci alla Home di DropBox e scarichiamoci la versione Portable sotto descritta…

Scheda Programma:

  • Software: Dropbox Portable 1.2.52
  • Licenza: Gratis
  • Versione: 1.2.52
  • Dimensione: 12.8 Mb circa
  • Home: http://g.xnavigation.net/dropbox-portable-italiano Software House-Dropbox Portable 1.2.52

dropbox 1

Con Google Chrome vi verrà visualizzato questo messaggio. Ignorate e confermate con “Salva”…

Installiamo Dropbox Portable 0.7.110:

drop2

Se avete già provveduto a crearvi un “Account” sul sito ufficiale di “DropBox” allora mettete la spunta su “I already have a DropBox account” e continuate con “Next”… In caso contrario lasciate la scelta di “Default” e cliccate su “Next” per crearne uno.

drop3

Avendo io già un proprio “Account” inserisco i miei dati e procedo con “Next”…

drop4

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