Segnali alieni nella notte – Estratti delle memorie di Nikola Tesla

Lo sviluppo dell’uomo è vitale e dipende dall’invenzione. È il prodotto più importante del cervello creativo. Il suo scopo principale è la completa padronanza della mente sul mondo materiale, intrappolando le forze della natura per i bisogni umani. Questo è il difficile compito dell’inventore che viene spesso frainteso e non premiato. Ma egli trova ampia compensazione nelle esercitazioni piacevoli dei suoi poteri e della conoscenza di essere uno di quella classe particolarmente privilegiata, senza la quale la razza sarebbe perita da tempo nella lotta accanita contro gli implacabili elementi. Personalmente ho avuto parecchie soddisfazioni e mi è stato accreditato di essere uno dei lavoratori più duri (pignoli) e forse lo sono, se il pensiero è equivalente al lavoro, dal momento che ho dedicato quasi tutte le mie ore di veglia a quest’ultimo. Ma se il lavoro viene interpretato come l’esecuzione definita in un momento specifico, secondo regole rigide, allora potrei asserire che sono il peggiore dei fannulloni.

È chiaro che ogni sforzo esige un sacrificio di energia vitale. Non ho mai pagato tale prezzo. Al contrario, ho prosperato sui miei pensieri. Nel tentativo di dare una contabilità corretta e collegata nelle mie attività in questa storia della mia vita, devo vivere, però, almeno riluttante, delle impressioni della mia gioventù, le circostanze e gli eventi che hanno contribuito a determinare la mia carriera.

I nostri primi sforzi sono puramente istintivi, suggerimenti di una fervida e indisciplinata immaginazione. Ma quei primi impulsi, anche se non immediatamente produttivi, sono molto importanti e possono plasmare il nostro destino. In realtà, solo adesso capisco che avrei dovuto coltivarli invece di sopprimerli, sicuramente avrei aggiunto un valore sostanziale al mio lascito al mondo. Tuttavia solo quando compresi l’umanità mi resi conto che ero un inventore.

Ciò è dovuto da diverse cause. In primo luogo, ho avuto un fratello dotato di uno straordinario ingegno; uno di quei rari fenomeni della nostra mente alla quale i ricercatori biologici non sono riusciti a spiegare. La sua morte prematura e inaspettata lasciò un grande vuoto ai miei genitori.

Abbiamo posseduto un cavallo che ci fu regalato da un caro amico. Un magnifico animale di razza araba, in possesso di un’intelligenza quasi umana, lo abbiamo amato e curato considerandolo parte della nostra famiglia, una volta salvò anche la vita del mio amato padre in circostanze straordinarie. Una notte d’inverno, mio padre fu contattato per eseguire un compito urgente, e mentre attraversava le montagne, infestate dai lupi, il cavallo si spaventò e corse via, gettandolo violentemente a terra.

Tornò a casa sanguinante ed esausto, ma in un batter d’occhi dopo aver dato l’allarme si girò immediatamente verso quella direzione, e ci condusse da mio padre, il quale dopo aver ripreso conoscenza tornò a cavalcare, senza neanche rendersi conto che era rimasto disteso in mezzo alla neve per diverse ore.

Tuttavia lo stesso cavallo è stato responsabile delle lesioni mortali di mio fratello. Ho assistito alla tragica scena e anche se sono passati molti anni da quel giorno, le immagini sono rimaste indelebili nella mia mente. Questo ricordo rende insignificante ogni mio sforzo compiuto, e qualunque cosa io faccia non conta per i miei genitori, poiché sono costantemente afflitti dalla perdita di mio fratello. Per cui sono cresciuto con poca fiducia in me stesso. Purtuttavia non ero di certo considerato un ragazzo stupido.

Un giorno i consiglieri anziani stavano passeggiando lungo una strada dove giocavo con altri ragazzi. Uno di questi venerabili signori, un cittadino benestante, si fermò per dare una moneta d’argento a ciascuno di noi. Quando arrivò il mio turno, si avvicinò dicendomi: “Guardami negli occhi!”, a quel punto allungai la mano ma egli mi disse: “No, non otterrai nulla da me, sei troppo intelligente.”

Mia madre era una discendente di una delle più antiche famiglie del paese di inventori. Sia suo padre che suo nonno inventarono marchingegni e attrezzi agricoli. Era veramente una grande donna, di rara abilità, coraggio e forza. Devo ad entrambi le loro buone grazie e mente creativa, riesco ancora oggi a visualizzare nella mia mente le sue meravigliose caratteristiche.

Le visioni di Tesla


Nella mia giovinezza ho sofferto di un dolore particolare dovuto della comparsa di immagini spesso accompagnate da forti lampi di luce, le quali hanno viziato la vista di oggetti reali e interferito con i miei pensieri, e azioni.

Le parole prendevano forma, quelle forme si trasformavano in oggetti che puntualmente si presentavano sotto visioni. Era tutto così reale che a volte faticavo nel distinguere il vero dal falso. Questo mi ha causato grande disagio, e ansia. Nessuno degli studenti di psicologia o di fisiologia che ho consultato è stato in grado di spiegarmi tale fenomeno e/o da cosa dipendesse.

Sembravo essere l’unico, un caso raro, probabilmente ero predisposto come lo era mio fratello, il quale ha sperimentato un problema simile.

Teorizzai che le immagini erano il risultato di un’azione riflessa dal cervello sulla retina sotto grande eccitazione. Certamente non erano allucinazioni, come quelle prodotte da menti malate e angosciate, sapevo di essere normale e composto.

Per dare un’idea della mia angoscia, supponete di avere assistito a un funerale o di qualche altro brutto spettacolo che tocca i nervi. Poi, inevitabilmente, nel silenzio della notte, una vivida immagine della scena si presenta davanti ai vostri occhi, e persiste a pesare tutti i miei sforzi per rimuoverla dal mio essere più profondo.

Iniziai ad avere visioni di cose che non assomigliavano per nulla alla realtà. Era come se qualcuno mi stesse mostrando delle idee, forse la mente cosmica, nella speranza di rendere reali le loro concezioni.

Se la mia spiegazione è corretta, dovrebbe essere possibile proiettare su uno schermo l’immagine di qualsiasi oggetto si concepisca e renderlo visibile. Tale anticipo avrebbe rivoluzionato tutte le relazioni umane. Sono convinto che questa meraviglia può, e sarà realizzata nel tempo a venire.

Aggiungo che ho dedicato molta attenzione alla soluzione del problema. Sono riuscito a riflettere un quadro che ho visto nella mia mente alla mente di un’altra persona che si trovava in un’altra stanza.

Per liberarmi da queste tormentose apparizioni, cercavo di concentrare la mia mente su immagini reali, ed è solo in questo modo che spesso provavo, almeno un sollievo temporaneo. Tuttavia per riuscire nell’impresa dovevo evocare continuamente nuove azioni, ovvero i miei occhi dovevano visualizzare sempre immagini diverse, e ahimè questi avevano visto ben pochi oggetti di questo mondo oltre a quelli della mia casa e della zona in cui vivevo.

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