Tecnologia: Tele-trasporto e vita su Marte (P.2)

Andrew Basiago ci racconta come hanno fatto a portarlo su Marte.
Il teletrasporto si è utilizzato concretamente più o meno dal 1980, venne utilizzato per collocare personale umano sul pianeta Marte, lo so perché ho partecipato ad attività che sarebbero servite allo scopo.
Iniziai quest’avventura da molto piccolo con mio padre che era uno dei direttori del progetto Pegasus.
Io e mio padre salimmo per la prima volta in una macchina tele trasportatrice “Tesla” nell’edificio 68, un vecchio complesso della compagnia aeronautica Curtiss­Wright a Woodbridge, New Jersey tra il settembre del 1967 e il settembre del 1968.
Come dicevo prima il mio primo viaggio di teletrasporto fu con il mio ormai defunto padre Raymond D. Basiago che tra le altre cose è stato anche un ingegnere elettronico che lavorava per la compagnia Ralph & Parsons che a quei tempi aveva la sua azienda a New York oggi si trova a Pasadena, California. Gli esperimenti durarono più di 3 anni e coinvolsero 140 bambini.
Si entrava in una specie di capsula che girava su se stessa e quando veniva chiusa, per far si che iniziasse il procedimento di teletrasporto ti ritrovavi in un’altro luogo del pianeta.
In una base Statale a Santa Fè, New Mexico, mio padre usò una macchina statale di uno degli edifici che si trovavano li per andare nei laboratori nazionali Los Alamos, dove incontrammo il Dr. Harold M.
Agnew, quando era il direttore della Divisione W. che era la divisione di armi nei laboratori Los Alamos.
Quando raggiungemmo il Dr. Agnew lui e mio padre ebbero una conversazione, sul come avessimo fatto ad arrivare li. Il Dr. chiese a mio padre come fosse andato il viaggio, supponendo che fosse stato in
aereo da New York o New Jersey fino in New Mexico. Mio padre si voltò a guardarlo con una faccia un po strana e gli rispose: “Rapido, bello e rapido”. Quindi il Dr. lo vide sorridere e gli chiese se avesse utilizzato il teletrasporto, e mio padre che era seduto alla mia sinistra si volto verso di me e gli disse: “Si, sono venuto con mio figlio Andrew”, quindi il dottore mi guardò e mi chiese l’età, e mio padre ed io rispondemmo simultaneamente “6”. Sappiamo che questa riunione con il dottore avvenne tra il settembre del 1967 e il settembre del 1968 perché io sono nato nel 1961.

Alfred L. Webre
Ci furono molti viaggi con macchine in grado di usare il teletrasporto, e furono coinvolti molti bambini e questi bambini erano speciali, avevano un’intelligenza superiore alla norma, erano bambini psichici.

Andrew Basiago
Cominciai a far parte di questo progetto per il teletrasporto e viaggi nel tempo fin dal principio, loro avevano diversi obbiettivi e lavoravano su diverse investigazioni che coinvolgevano bambini. Questi bambini venivano utilizzati per testare se avessero retto psicologicamente e fisicamente dei viaggi nel tempo e nello spazio. Questo era il progetto Pegasus.

Alfred L. Webre
L’esercito degli Stati Uniti mise mani nei progetti di Nikola Tesla da dopo la seconda guerra mondiale, e grazie a quelle carte lavorarono al progetto Pegasus incluso il teletrasporto e i viaggi nel tempo.

Andrew Basiago
Quando mi inclusero nel progetto Pegasus mi dissero che stavano usando altri 140 bambini provenienti da scuole nord americane. Riguardo la pericolosità degli esperimenti verso i bambini Andrew
risponde che si lo era perché era un qualcosa di sperimentale che ancora mai nessuno aveva provato, anche se ci preparavano per qualsiasi evenienza incluso, perderci nel tempo che era la cosa che
più ci spaventava, ma eravamo scelti proprio per questo. Ricordo che eravamo preoccupati di non poter più tornare indietro e rimanere bloccati in qualche tempo passato o futuro che fosse.
Andrew continua l’intervista spiegando le 4 principali ragioni del perché fossero scelti proprio dei bambini:

  • La prima era perché volevano provare gli effetti mentali e fisici della tele-­trasportazione sui bambini.
  • La seconda ragione era che avevano dei dispositivi elettro-­ottico chiamati “crono­-visori” che producevano immagini olografiche in movimento di eventi passati e futuri.
  • La terza è che sapevano che i bambini sono eccezionalmente precisi nelle loro osservazioni, o almeno tendono ad esserlo sicuramente più che degli adulti. Le loro percezioni non sono influenzate come quelle degli adulti, per la tendenza di quello che hanno sperimentato anteriormente.
  • La quarta ragione, e questa era quella che ci emozionava di più, ci assicuravano che quando saremmo stati adulti ci avrebbero ammessi nell’Accademia Navale degli Stati Uniti ad Annapolis, e questo era il pretesto per convincerci in futuri viaggi nel tempo, visto che ci stavano inserendo nel progetto come prima squadra di crono­nauti in un programma segreto che sarebbe stato parallelo al programma spaziale degli Stati Uniti.

Se vi state chiedendo, se quello che sto dicendo sia frutto di fantasia, bene io vi rispondo che posso darvi i nomi e le località di dove fummo portati, gli eventi e le attività che si scoprirono grazie ai viaggi nel
tempo. Posso darvi i nomi e descrivere le strutture e le loro funzioni dei dispositivi.
Vi posso dare non solo i nomi delle persone coinvolte nel progetto i quali nomi appaiono nei registri del governo, come risultato di aver avuto accesso a certe installazioni o di aver avuto pastiglie di sicurezza o altre cose del genere. Posso anche dare i nomi di altre persone che si trovano in luoghi come New Mexico o New Jersey che sapevano benissimo quello che stava accadendo in quegl’anni.

video non più reperibile

Alfred L. Webre
Il 16 gennaio del 1901, il New York Times pubblicò in prima pagina un’articolo che riguardava Lowell Observatory nell’ Università di Haward che affermava di aver visto dalla Terra una luce luminosa che
brillò per 70 minuti sul pianeta Marte. Il direttore dell’osservatorio disse che secondo lui era un segnale intelligente ed era convinto che aveva a che fare con gli esperimenti elettromagnetici di Nikola Tesla.
Egli montò con una sua squadra un trasmettitore nella montagna di Pikes Peak dove si trovavano gli indiani Hopi, in Colorado nella speranza di inviare segnali sul pianeta Marte.
Alfred afferma che Tesla nel 1902 riuscì ad ottenere una comunicazione con gli abitanti di Marte, ci fu appunto questo segnale di un enorme luce brillante.
Spiega anche che le intenzioni di Tesla andavano ben oltre i semplici segnali, lui mirava a eseguire viaggi nel tempo e nello spazio. Il frutto di uno dei suoi primi progetti  fu l’esperimento Philadelphia durante
la seconda guerra mondiale dove secondo Basiago si trattava di teletrasportare la nave Martha’s Vinyard da Newport a New Island nel 1960.

Andrew Basiago ci racconta che Nikola Tesla riuscì a trovare il modo di creare un marchingegno che era in grado di estrarre energia radiante del continuum spazio­tempo. L’energia radiante è una forma
di energia che scoprì Tesla, essa è latente e dominante nell’universo.
Nel 1981 l’ufficiale di carriera della CIA, Courtney Hunt, cugino di E. Howard Hunt’s del Watergate fece fare un lungo viaggio ad Andrew Basiago in un posto dove ancora oggi si pensa sia impossibile andare,
sul pianeta Marte. Andrew spiega che nel giugno del 1981 si incontro con lui tra l’angolo
della Mason e Devonshire in California per poi andare con la sua auto a Boulevard North Sepulveda  e Boulevard Imperial dove si trovavano un edificio, precisamente sotto questo nome, “999”  North Sepulveda Boulevard. Un edificio con 7 appartamenti che si trova nei pressi dell’aeroporto di Los Angeles. Afferma che da questo edificio è avvenuto il suo teletrasporto sul pianeta Marte, l’edificio esiste e corrisponde alla descrizione di Andrew e dimostra un 30 ­ 40 anni.
Se quello che asserisce è corretto, in questo edificio si è aperto un tunnel spazio­temporale che era in grado di trasferire le persone sul pianeta rosso.  — Terza parte

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