Tecnologia: Tele-trasporto e vita su Marte (P.3)

Andrew Basiago ci racconta la sua avventura Courtney Hunt mi parlava tramite un trasmettitore chiedendomi se ero pronto, io ero cominciato ad essere impaziente perché volevo andare su Marte, non mi andava di aspettare.
Dall’interno di questo macchinario che era simile ad una capsula o un’ascensore, non potevo vedere niente, non sapevo in realtà quello che stava accadendo li fuori l’unica cosa che vedevo erano dei pannelli
di luce nella parte superiore e interiore che cominciarono a lampeggiare, e dopo un 10 o 20 minuti la forma quadrata di questo macchinario cominciò a trasformarsi completamente prendendo la
forma di un cilindro. Quando accadde questa trasformazione dovetti aggrapparmi perché non avevo più l’equilibrio sembrava quasi di camminare dentro un tubo tipo un condotto d’acqua, non mi era
facile restare in equilibrio. Il tetto si convertì in una superficie da dove si poteva osservare l’esterno, sembrava ci fosse sopra un’energia a spirale che girando su se stessa aprì un tunnel spazio­temporale, la
stessa che vitti nel progetto Pegasus quando ero bambino. Questo ulteriore processo durò dai 2 ai 4 minuti dopodiché cominciò a cambiare di nuovo l’aspetto tornando a quello originale. Dopo 10
minuti come mi descrisse anche Courtney, si aprì la porta, uscì e osservai una struttura simile ad uno stadio di calcio moderno, questa struttura era stata costruita all’interno di una cava sotterranea già
esistente di una qualche civiltà antica. Era veramente grande, una grossa cava dove si trovava al suo interno questa struttura moderna, c’era anche un’altro tele­trasportatore al suo interno. Camminavo
osservando quello che chiaramente non poteva essere altro che un teschio nella superficie, ho potuto osservare il colore rosso ossido del terreno di Marte e mi resi conto che dal pianeta si poteva osservare
un cielo azzurro pallido e c’era un’odore forte di polvere simile allo zolfo, almeno in quella zona.  La temperatura si aggirava intorno ai 21° gradi, leggendo notizie sul pianeta a noi viene detto che Marte è un pianeta
estremamente freddo o che su Marte esistono delle zone temprate dove l’uomo potrebbe sopravvivere, io non so dove mi abbiano inviato con la tele­trasportatrice che si trovava nell’edificio 999 nel secondo
alloggio a Boulevard Sepulveda, l’unica cosa che so è che mi mandarono su Marte.
Girando in quella zona osservai anche un piccolo essere umano terrestre e altri due individui di un paio di anni più grandi di me, 21, 22  o 23 anni di età, correvano verso di me, erano due uomini ed una
donna. Ebbi un colloquio con uno di loro, chiaramente erano esseri umani terrestri non marziani, di aspetto normale e parlavano inglese.

Alfred L. Webre
Molto probabilmente venivano teletrasportate più persone sul pianeta Marte, uno di loro è Michael Reife, un membro delle forze armate degli Stati Uniti, che venne teletrasportato tra gl’anni 1976 e 1996 nella
base su Marte, o Arthur Newman uno scienziato del dipartimento di Difesa. Anche loro mi hanno raccontato la stessa storia di Andrew Basiago, cioè che furono teletrasportati varie volte e ebbero a che fare con extraterrestri in una base segreta marziana degli Stati Uniti.
Anche Aaron Mc Collum che faceva parte dell’operazione Seagate, e tutte queste persone raccontano la stessa cosa, descrivendo i loro viaggi.
Uno di loro Michael Reife ha scritto anche due libri con tutti i dettagli, ma vuole esporsi in pubblico.

video non più reperibile

Il mistero delle sonde Rover Spirit e Opportunity
Queste due sonde sono atterrate su Marte rispettivamente il 4 e il 24 gennaio del 2004, sono state inviate sul pianeta rosso per esplorare la superficie in 90 giorni ma senza alcuna spiegazione il loro lavoro si è prolungato per quasi 7 anni di studi. Inspiegabilmente i pannelli solari delle due sonde si sono bloccati nel polo sud del pianeta marziano. Sembravano perse vedendo le immagini dalla Terra, ma di nuovo inspiegabilmente dopo un po altre immagini le mostravano pulite come se qualcuno aveva
fatto loro manutenzione fisicamente, contribuendo a fare procedere il loro lavoro. La Spirit rimase addirittura bloccata, infossata, inutilizzabile vista l’impossibilità della presenza umana (o per lo meno
così ci hanno fatto credere sino ad oggi), ma come per magia dopo qualche anno e ritornata a funzionare proseguendo la sua missione.
La sonda Phoenix che esploro il Polo Nord di Marte, dal 25 maggio al 2 novembre 2008 confermò che sul pianeta c’è un’abbondanza di acqua nel sottosuolo  e che la superficie marziana quindi è molto
simile alla Terra, pare infatti che in alcune zone del pianeta ci sia addirittura della vegetazione. Un’altro esempio di civilizzazione sono le strutture fotografate vicino al cratere Hale, e di nuovo l’immagine
fotografata di un’umanoide dall’aspetto femminile nel 2007.  — Quarta parte

video non più reperibile

No votes yet.
Please wait...

Prosegui con la lettura (usa il menu di navigazione).
* Nell'ultima pagina puoi trovare eventuali link del libro recensito.

loading...

LASCIA UN COMMENTO