Stampare in 3D per produrre droni

I ricercatori della University of Sheffield’s Additive Manufacturing Research Center (AMRC) hanno prodotto un prototipo di quello che potrebbe essere un drone operativo, utilizzando la nuova tecnica di stampa in 3D che è in grado di produrre geometrie complesse aerodinamiche.

Il drone è largo 1,50 m e pesa 2 kg. Le parti sono state tutte stampati con una tecnologia Fused Deposition Modeling (FDM). Per ridurre i costi di materiale e tempo costruzione, la squadra AMRC progettato ogni parte della struttura in maniera tale che possa essere stampata senza necessità di materiale di supporto.

Usando la stampante Stratasys Fortus 900mc FDM 3D, il team è stato in grado di migliorare le strutture alari per un design più sofisticato, con rinforzi integrati. Una struttura interna semi-monoscocca aiuta a prevenire la deformazione durante la compilazione, sopporta carichi aerodinamici in volo, e consente un facile assemblaggio.

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Prototipo di drone prodotto con tecnologia di stampa ion 3D – AMRC

Mentre il prototipo in questione è in realtà un aliante, i modelli futuri prevedono meccanismi di propulsione più avanzati per un maggiore controllo.

Il dottor Garth Nocholson leader del progetto afferma: “Dopo il successo riscontrato nei test abbiamo deciso di proseguire il nostro lavoro incorporando in un nuovo prototipo alcuni sistemi che miglioreranno il controllo, tra questi un sistema di propulsione e GPS”.

Questa nuova tecnologia dello stampare qualsiasi oggetto in 3D sta riscuotendo un enorme successo. Con ulteriori miglioramenti del design il team di Sheffield è convinto che il loro prototipo sarà uno dei primi droni operativi in grado di dimostrare le potenzialità della stampa 3D. Infatti tale tecnologia puo’ essere utilizzata tranquillamente nell’aviazione secondo i ricercatori.

Naturalmente se è fattibile per l’aviazione potrebbe rivelarsi uno strumento prezioso anche per l’industria aerospaziale, sostituendo costosi utensili con un approccio di produzione di additivi all’in-one. Grazie alla rapidità delle tecniche di produzione della stampa 3D, gli oggetti, in questo caso droni, possono essere implementati rapidamente in aree remote del pianeta, offrendo così una maggiore sorveglianza e non solo, difatti eventi catastrofici come quello accaduto poco tempo fa che riguardava l’aereo precipitato del volo Air 370 potrebbero essere “risolti” in molto meno tempo, secondo i costruttori. Il lato positivo di questi droni è che sono di piccole dimensioni quindi possono essere trasportati con qualsiasi mezzo, auto, imbarcazioni, elicotteri o altri mezzi militari.

E’ chiaro che col giusto equipaggiamento, esempio un potente sistema di propulsione i tempi di ricerca potrebbero essere davvero abbreviati e come ben sappiamo i soccorsi per l’aereo disperso di recente nell’Oceano Indiano hanno lasciato a desiderare, senza considerare poi le cause ad oggi ancora poco chiare, ma questa è un’altra storia.

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