Nuovi satelliti russi in grado di anticipare scosse di terremoto di 7 ore

Degli specialisti russi appena rientrati dal Forum Mondiale sulla tecnologia spaziale, tenutasi a Singapore. Hanno presentato nuovi risultati, appunto, sulle tecnologie dello spazio russo. I russi non si limitano solo ad una funzione di navigazione unica con i loro satelliti, ma sono in grado di prevedere i terremoti.

Questa tecnologia spaziale può realmente aiutare i sismologi?

Il progetto si chiama IGMASS (International Aerospace sistema di monitoraggio globale), e pochi anni fa, è stato progettato dai membri dei subordinati Roskosmos Enterprise “sistemi spaziali russi.” Ma solo adesso il designer vice Direttore Generale di GLONASS della Scienza, e il professor Alexei Romanov hanno presentato le prove concrete del successo del loro progetto.

Foto: Gennady Cherkasov

E’ stato scoperto che durante il terribile terremoto di Fukushima, in Giappone, i satelliti in orbita russi e quelli terrestri, che si trovano su Sakhalin, hanno registrato un’anomalia nei loro sensori. Inoltre, questa anomalia è avvenuta 7 ore prima del terribile terremoto. Questa sarebbe la prima volta, che gli scienziati possano nutrire una grande speranza per il futuro sulla previsione dei terremoti dallo spazio.

E’ stata data una breve spiegazione su come avviene tale processo. Immaginate un sensore di terra che rileva costantemente i segnali radio che passano sopra a satelliti ad alta quota. Questo segnale passa attraverso la ionosfera della Terra, che è molto sensibile ai vari disturbi della crosta terrestre. Un terremoto si scatena gradualmente, e si può percepire dalla ionosfera grazie a dei satelliti collegati a terra ad altri sensori, i quali registrano l’evento.

Purtroppo questa scoperta è avvenuta dopo il grande disastro accaduto in Giappone, nel marzo 2011. Il sistema che è stato sviluppato a scapito delle imprese è ancora in fase sperimentale, e i ricercatori non danno ancora una garanzia della piena previsione dei terremoti. Tuttavia, la sua efficacia è stata evidenziata dai rappresentanti di molti paesi che hanno partecipano al Forum di Singapore dall’Europa, America, Australia e Sud-Est asiatico. Di conseguenza, erano pronti a firmare cinque memorandum di cooperazione, tra i due – con i rappresentanti delle organizzazioni governative pertinenti a Singapore.

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