Turismo spaziale

L’obiettivo del progetto Design the Future (di Space Renaissance Italia) è quello di stimolare le istituzioni italiane, i centri di ricerca e le industrie ad investire e lanciare attività verso la progettazione e lo sviluppo delle tecnologie sul Turismo Spaziale. Seguendo la logica “a closer space and aeronautics”, la visione di SR Italia è quella di promuovere gli elementi indicati nella seguente tabella:

tabella turismo spaziale

Tenendo conto del patrimonio e delle capacità scientifiche e tecnologiche nazionali, sono state identificate tre linee con diversi livelli di obiettivi da raggiungere nel corso di una programmazione decennale.

Make it Possible in Italy

L’Italia ha una buona reputazione a livello mondiale come progettista e produttore nel settore dell’aviazione generale. Uno dei primi tre produttori di velivoli leggeri è italiano con alcune migliaia di velivoli operativi nel mondo. D’altra parte, l’Aeroclub d’Italia è una delle più antiche istituzioni del genere del mondo. Queste sono condizioni importanti per lo sviluppo di capacità nazionali con le quali poter offrire a tutti e a basso costo l’opportunità di sperimentare la sensazione fisica di bassa gravità tipica del Quarto Ambiente.

Lo sviluppo di tale capacità è una questione completamente aeronautica e richiede uno sforzo molto limitato in quanto il problema principale è quello di definire le specifiche di volo, la sicurezza, e le procedure di autorizzazione.

Anche pienamente aeronautico è lo sviluppo della capacità di realizzare voli parabolici per periodi relativamente più lunghi con livello residui di gravità più bassi, utilizzando velivoli italiani disponibili. Questo potrebbe essere il caso del Piaggio P180 Avanti e/o dell’Alenia Aermacchi C-27J che richiederebbero alcune modifiche tecniche oltre che attività in ambito specifiche di volo, sicurezza e procedure di autorizzazione. Essendo caratterizzato da quote più alte, spazio interno maggiore, potenza del motore superiore rispetto al volo dei velivoli dell’aviazione generale, questa configurazione è adatta per permettere all’utente di sperimentare i comportamenti fisici e psicologici delle condizioni di microgravità spaziali.

Space Tourism 2.0

Negli ultimi anni alcune aziende private si stanno avvicinando al volo spaziale con una filosofia di basso costo, in grande contrasto con quella seguita dalle agenzie governative negli anni passati. Infatti, sono in stato più o meno avanzato di sviluppo alcuni piccoli velivoli riutilizzabili per missioni suborbitali di chiara origine aeronautica, che potrebbero rappresentare in un prossimo futuro il primo passo verso un accesso allo spazio più sicuro, più comodo e meno costoso.

Scaled Composite ha lanciato per la prima volta la navetta SpaceShipOne (SS1) nel 2004. Il veicolo ha raggiunto 100 km di quota su una traiettoria suborbitale, 36 anni dopo l’X-15 sviluppato dalla NASA a cavallo tra anni ’50 e ’60. La società sta attualmente effettuando i test di qualifica di una versione ingrandita della SS1, chiamata SpaceShipTwo (SS2), che è destinata al trasporto di passeggeri per un volo sub-orbitale spaziale di breve durata ad un prezzo di circa 200 k€, con voli commerciali a partire da inizio 2014. Questo volo suborbitale deve consentire ai passeggeri di sperimentare assenza di peso per qualche minuto e vedere un’ampia area della Terra con la sua curvatura. Altri progetti che sono inclusi in questa cornice sono il BSP Ascender, l’EADS Rocketplane e l’XCOR Lynx.

L’aviazione evolverà abbastanza presto verso sistemi ad altissima velocità. Essi garantiranno opportunità molto migliori per il Turismo Spaziale, che si diffonderanno in tutto il mondo offrendo prezzi più bassi dei 200 k€/ pers di oggi. In questo scenario, emergeranno nuovi progettisti e produttori di velivoli ipersonici e nuove compagnie aeree in grado di offrire tali funzionalità.

Guardando poi alle tecnologie disponibili provenienti sia dal settore tradizionale aeronautico che spaziale, il progetto HyPlane in studio sotto l’egida di SR Italia sta dimostrando che l’uso di un adeguato mix di queste tecnologie rende tecnicamente possibile progettare e realizzare un piccolo spazioplano da 6 posti capace di volare alla velocità di Mach 4-5, in grado di decollare e atterrare orizzontalmente all’interno del sistema di norme che disciplinano gli aeroporti comuni. Tale velivolo può realizzare un volo caratterizzato da una serie di parabole da Turismo Spaziale fino a quote di oltre 60 km, ma può anche volare per distanze di 5000 km in meno di 2 ore a oltre 30 km di quota. I vantaggi di decollare senza l’aiuto di un aereo madre, di realizzare un certo numero di parabole per voli di Turismo Spaziale invece di una sola, anche se alla quota massima di 60 km, e di realizzare voli punto-punto con crociera a 30 km di quota e ad alta velocità, suggeriscono di parlare di Space Tourism 2.0 che allargherà l’orizzonte verso futuri passi.

Combinando tutti i sistemi sopra menzionati, per i quali ci aspettiamo realizzazioni concrete, si ottiene la Road Map del programma di Turismo Spaziale indicata in figura.

Space Hotels

L’ultimo elemento del progetto Design The Future è dedicato alla fase successiva di lungo termine, che è orientata al turismo spaziale orbitale. Si studieranno architetture infrastrutturali spaziali in termini di fattibilità e progettazione preliminare, con specifico riguardo a servizi alberghieri. Le strutture gonfiabili appaiono essere oggi la tecnologia chiave, ma saranno stimolati anche altri concetti visionari rivolti ​​a risolvere problemi specifici come la produzione di gravità artificiale tramite sistemi rotanti. Si studierà il posizionamento di questa infrastruttura in orbita terrestre bassa (LEO) o in un punto lagrangiano, insieme agli scenari di costruzione ed operazione.

Fonte: spacerenaissance.it

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