Notizie griglia globale planetaria (planetary grid system)

La Griglia di Cathie

La storia scientifica moderna della Griglia Globale ha inizio con il lavoro di un ricercatore chiamato Bruce Cathie. Sebbene non sia comunemente conosciuto nei circoli ufologici, il suo lavoro è di fondamentale importanza. Cathie scrive di idee matematiche molto complicate come se fossero semplici come equazioni da liceali, insistendo poi umilmente a dire di “non essere uno scienziato o un matematico”.
In tutta questa complessità, il suo lavoro è estremamente brillante, ma lascia tutti, tranne i lettori più meticolosi, nella polvere. Così, in questo capitolo vedremo come quest’uomo e le sue teorie si accordino perfettamente con la nostra discussione generale, che riguarda il Grande Ciclo e come esso si relazioni con le dimensioni e con le unità di coscienza per come le conosciamo noi.
Cathie è cresciuto in Nuova Zelanda, vicino all’Australia. Egli lavorava per i militari quando ha avuto il primo di una serie di avvistamenti UFO. Per ovvie ragioni, è rimasto molto interessato al fatto di poter vedere questi vascelli tanto chiaramente, e voleva saperne di più. Trovandosi su una grande nave in mare, egli era in grado di vedere piuttosto chiaramente a grandi distanze intorno a lui, e col trascorrere del tempo ha incominciato a notare un’apparente regolarità nel percorso di volo degli UFO.
Questa regolarità lo affascinò, così Cathie decise di accumulare tutte le informazioni che avrebbe potuto scoprire. Egli investigò attentamente diversi avvistamenti e cercò di farsi un’idea di quale via stessero percorrendo gli UFO. Nel tempo, comprese che c’era effettivamente uno schema; pareva che gli UFO seguissero certi percorsi rettilinei specifici che erano sempre gli stessi.
La ricerca di questi dati lo indirizzò poi al lavoro del ricercatore francese Aime Michel, che stava studiando gli UFO da tanti anni e che aveva determinato alcuni dei percorsi di volo standard che essi seguivano in varie parti d’Europa. Gli avvistamenti UFO lungo queste “linee di percorrenza” avvenivano più e più volte, e Michel determinò che la distanza media tra queste linee era di 54,46km. Convertendo questa misura in miglia nautiche, Cathie scoprì con sua grande sorpresa che le linee di percorrenza erano distanti esattamente 30 miglia nautiche. Di nuovo, 30 è un numero “armonico” o di frequenza fondamentale.
Se questo fatto non dovesse sembrare importante, o apparisse come nient’altro che una coincidenza, è importante ricordare che un “miglio nautico” è esattamente un minuto d’arco della superficie Terrestre.
Sessanta minuti d’arco, o sessanta miglia nautiche, equivalgono quindi ad un grado d’arco, e come tutti sanno ci sono un totale di 360° in ogni corpo circolare o sferico. Dato che la Terra stessa potrebbe aver avuto un tempo un anno di 360 giorni, e che il team di Hoagland ha dimostrato che questo stesso sistema di misurazione in gradi è stato usato anche su Marte, si può tranquillamente desumere almeno l’ubiquità dell’uso dei 360° per un cerchio. Sappiamo che 360 è uno dei più fondamentali “numeri di frequenza” nell’Universo, e la sua origine potrebbe essere stata il risultato diretto delle osservazioni che si possono fare intorno alla sua naturale esistenza sulla Griglia d’Energia Globale.

Questo lavoro dimostra indiscutibilmente che gli Antichi usavano un sistema di 360° quando costruivano i loro monumenti sulla Terra. Il team di Hoagland ha scoperto che la distanza tra la “Faccia” e la “Piramide D&M” ammonta precisamente a 1/360imo del diametro polare di Marte. Questa scoperta ha portato a molte altre sorprendenti scoperte che sarebbero emerse solamente in un sistema basato sui 360°.
Nel caso delle scoperte di Cathie, troviamo che le linee di forza magnetica che compongono la Griglia Globale sono sempre distanti 30 minuti d’arco. Basandoci su questo, possiamo immaginare che non sia semplicemente un sistema di mappe che gli UFO utilizzano per viaggiare, ma piuttosto un sistema visibile di linee d’energia.
Se questo è vero, l’adattamento dei 360° su sfera planetaria può essere semplicemente dedotta osservando l’organizzazione di queste linee di forza. Questo potrebbe anche aiutare a spiegare meglio perché abbiamo visto questo numero anche in così tanti altri luoghi. Così, dalle scoperte di Cathie, sappiamo che ogni mezzo grado di arco della Superficie Terrestre era una potenziale linea di percorrenza per gli UFO, per un totale di 720 linee di latitudine e 720 linee di longitudine. Dice Cathie:

“Ho scoperto che usando unità di 30 minuti d’arco latitudine nord-sud, e 30 minuti d’arco longitudine est-ovest, sulla mia Mappa di Mercator, si formava uno schema a griglia in cui si potevano concentrare un gran numero di avvistamenti UFO. Alla fine avevo una mappa con sedici UFO stazionari e diciassette in movimento concentrati sulle intersezioni e sulle linee di percorrenza della griglia.
Ritenendomi soddisfatto per il fatto che il mio ragionamento e il mio schema non fossero fasulli, ho considerato che avevo una buona prova che la Nuova Zelanda, forse altre nazioni, e probabilmente il mondo intero, erano coperti in modo sistematico da un qualche tipo di sistema a griglia”.

Griglia globale planetaria (planetary grid sistem)

Così, quando si guarda alla storia e all’origine del lavoro di Cathie, si vede invariabilmente una mappa della Nuova Zelanda con sopra una serie di linee rette.
Questo può sembrare un ostacolo insormontabile per gli Americani, semplicemente perché non ne è stata fatta una mappa sullo Stato di New York, per esempio. Ad ogni modo, quello che Cathie stava osservando è un sistema pratico e preciso, reso ancora più interessante dalla sua identica connessione con il lavoro di Aime Michel, il ricercatore UFO francese che ha scoperto “linee di percorrenza” anche in Europa.
Il successivo e importante argomento di interesse nel lavoro di Cathie era un oggetto che è stato fotografato chiaramente sul fondo del mare, ad una profondità di 2.500 fathoM, o 13.500 piedi, dalla nave di esplorazione nautica Eltanin. L’oggetto era collocato in un’area a 1.000 miglia ad ovest di Capo Horn. Quello che questa nave ha fotografato sembra una grande staffa metallica che esce diritta dal fondale marino, con una spirale ascendente di piccole barre che fuoriescono ad angoli retti rispetto a quella originale. Si potrebbe pensarla come una serie di croci che salgono verso l’alto con un moto a spirale. [Vedere l’immagine seguente.]

oggetto ad ovest di Capo Horn

L’intera forma ha un design geometrico artificiale molto palese; la distanza tra ogni gruppo di barre è la stessa, e la larghezza di ogni gruppo è la stessa. Le sette barre suggeriscono fortemente una relazione con le armoniche basate sull’Ottava, con le barre più piccole sulla cima a conferma di questa idea. Inoltre, ogni barra termina con una piccola sfera, come se fosse stata levigata intenzionalmente con quella forma. Gli ufficiali della Eltanin cercarono di insinuare che non era niente più di un organismo marino, ma quando Cathie mise pressione su uno di loro su quell’argomento, egli ammise che sembrava essere un artefatto genuino. Ovviamente, nessuno desiderava che questo fatto diventasse pubblico, perché finiva per essere una frivolezza lunatica come gli UFO e le piramidi. Ma Cathie era determinato a non lasciare che questa cosa scivolasse nel dimenticatoio; invece, egli lo vedeva come un oggetto di grande importanza. Sarebbe diventato in seguito una parte cruciale delle prove per scoprire la mappa della Griglia Globale.
Ovviamente, all’epoca di Cathie non c’era nessun sottomarino che sarebbe potuto andare sul fondo dell’oceano, sotto il punto in cui la zolla continentale si inabissa.

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