Notizie ambiente: Delfini arenati in una spiaggia in Brasile

Lo spiaggiamento di cetacei è un evento che accade quando un cetaceo o un gruppo di cetacei si smarrisce per varie cause, arenandosi sulla spiaggia: spesso muore per disidratazione, per l’impossibilità di sopportare il proprio peso oppure perché l’alta marea copre lo sfiatatoio.

Ogni anno circa 2.000 animali si arenano. Sebbene la maggioranza degli spiaggiamenti comporta la morte, tale fenomeno non costituisce una minaccia verso nessuna specie in particolare. Solo una decina di specie di cetacei manifestano più frequentemente di altre spiaggiamenti di massa: ne sono soggetti soprattutto gli odontoceti e non tanto i misticeti. Queste specie condividono delle caratteristiche che possono spiegare perché siano maggiormente soggette ad arenarsi. Solitamente, la dimensione corporea non influisce negli spiaggiamenti di massa, cosa su cui invece sembrano incidere sia l’habitat che l’organizzazione sociale di tali animali. Gli odontoceti che normalmente vivono in acque profonde in grandi branchi molto fitti ne sono maggiormente suscettibili: essi comprendono i capodogli, alcune specie di globicefali e orche, alcuni zifidi e alcuni delfinidi. Per contro, le specie solitarie non si arenano in massa al pari dei cetacei che trascorrono la maggior parte del loro tempo in acque costiere poco profonde.

Ci sono prove in base alle quali i sonar provocherebbero gli spiaggiamenti: in alcuni casi, infatti, le balene si sono arenate subito dopo che un sonar militare era stato utilizzato nella zona[8]. Sono state avanzate delle ipotesi su come i sonar possano causare la morte delle balene dopo che le autopsie hanno rinvenuto ferite interne negli animali arenati. Per contro, le balene arenatesi per cause apparentemente naturali sono di solito sane prima dello spiaggiamento:

« I sonar a bassa frequenza utilizzati per individuare i sottomarini emettono i suoni più forti mai sentiti dentro il mare. Con una intensità di 240 dB, essi provocano la morte di balene e delfini e lo spiaggiamento di massa nelle aree dove vengono utilizzati. »

I forti e rapidi cambiamenti di pressione dovuti ai sonar possono provare delle emorragie. Un esempio si è avuto quando 17 zifidi si sono spiaggiati nelle Bahamas nel marzo del 2000 a seguito di esercitazioni fatte con i sonar dalla marina americana. Quest’ultima ammise[10] che le balene morte avevano subito emorragie alle orecchie provocate acusticamente e che la conseguente perdita dell’orientamento aveva portato agli spiaggiamenti. Ken Balcomb, esperto di balene, si è specializzato sulle orche che popolano lo Stretto di Juan de Fuca tra lo stato di Washington e le Vancouver Island.[11] I suoi studi sugli spiaggiamenti lo hanno portato a concludere che i potenti impulsi dei sonar mandano in risonanza le sacche d’aria interne alle balene, lacerando i tessuti intorno alle orecchie e al cervello.

Un altro modo con cui i sonar danneggiano le balene è tramite una sorta di malattia da decompressione. Se ne è parlato per la prima volta dopo l’esame necrologico di 14 zifidi arenatisi nelle Isole Canarie. Gli spiaggiamenti si verificarono il 24 settembre 2002, vicino a una zona che era stata sede di una esercitazione navale internazionale, circa 4 ore dopo l’attivazione di un sonar a media frequenza. Gli esami riportarono un danno acuto ai tessuti provocati da lesioni da bolla di gas, indicative di una malattia da decompressione.[13] Non si conosce l’esatto meccanismo tramite il quale il sonar provoca la formazione di bolle di gas. Potrebbe essere causato da un attacco di panico delle balene che riemergono troppo velocemente nel tentativo di allontanarsi dagli impulsi dei sonar. C’è anche una teoria che sostiene che le vibrazioni dei sonar possono causare gas supersaturo in grado di formare le bolle. Fonte informaioni wiki

Il seguente video mostra 30 delfini arenati il giorno 5 marzo 2012, salvati fortunatamente da persone del posto, questo strano caso si è verificato ad Arraial do Cabo (Brasile) verso le 8:00 del mattino.

No votes yet.
Please wait...

Prosegui con la lettura (usa il menu di navigazione).
* Nell'ultima pagina puoi trovare eventuali link del libro recensito.

loading...

LASCIA UN COMMENTO