Notizie: Frank Drake la Terra sarà invisibile in 50 anni

Frank Donald Drake (Chicago, 28 maggio 1930) è un astronomo e astrofisico statunitense.

È noto per aver fondato insieme a Carl Sagan il SETI e per la famosa equazione che porta il suo nome (equazione di Drake), riferita alla possibilità dell’esistenza di forme di vita intelligenti extraterrestri.

Drake iniziò la sua carriera intraprendendo la ricerca radioastronomica al National Radio Astronomy Observatory (NRAO), a Green Bank nella Virginia Occidentale e in seguito al Jet Propulsion Laboratory. Condusse importanti misurazioni che rilevarono la presenza della magnetosfera e della ionosfera gioviana.

Nel 1960 Drake condusse la prima ricerca radio di un’intelligenza extraterrestre, nota come Progetto Ozma. Non venne trovata alcuna evidenza di segnali alieni. Drake considerava il “contatto” sotto forma di segnali luminosi o radio inevitabile negli anni a venire.

Nel 1961, assieme a J. Peter Pearman, organizzò la prima conferenza sul SETI al NRAO. Qui propose a una dozzina di scienziati la sua famosa equazione, un tentativo di stimare il numero di civiltà extraterrestri intelligenti presenti nella nostra Galassia con le quali potremmo pensare di entrare in contatto. Il vero problema nella stima di questo numero sta nella scarsa conoscenza che abbiamo dei fattori di questa equazione.

Foto Frank Drake equazione (wikipedia)

Drake prese parte ai primi studi sulle pulsar, fu professore alla Cornell University (1964-84) e direttore del Osservatorio di Arecibo.

Nel 1974 scrisse il Messaggio di Arecibo, mentre nel 1972 disegnò assieme a Carl Sagan la piastra collocata sulle sonde Pioneer 10 e 11, il primo messaggio fisico inviato nello spazio. La piastra venne progettata per essere comprensibile da un eventuale extraterrestre che avrebbe potuto incontrarla. In seguito supervisionò anche la creazione del Voyager Golden Record. Nel 1974 venne eletto all’Accademia Americana per le Arti e le Scienze.

Drake è un membro dell’Accademia Nazionale per le Scienze e fu il presidente della Società Astronomica del Pacifico. Attualmente è impegnato nel Progetto Phoenix, legato al SETI.

È professore emerito di astronomia e astrofisica all’Università della California, dove è stato anche preside di Scienze Naturali (1984-88).

Nel testo sarà inserito un riassunto sulle opinioni dell’astronomo riguardo gli et.

L’astronomo americano Frank Drake puntò il telescopio nel 1960 a Pocahontas County nella direzione delle stelle Tau Ceti e Epsilon Eridani alla ricerca di segnali radio provenienti da altri mondi. Da quel momento sarebbe cambiata per sempre la vita dei terrestri: riguardo la ricerca di intelligenza extraterrestre. Negli anni successivi, il governo americano si occupò della ricerca ma sfortunatamente i segnali radio, ammesso che qualcuno li avrebbe ricevuti,  avrebbero impiegato troppo tempo per una comunicazione o scambio dati dalla Terra. Mezzo secolo dopo, non è stata rilevata alcuna traccia di segnali radio provenienti da civiltà aliene. E la ricerca fu praticamente abbandonata.


Sono rimaste solo 40 persone scrutando il cielo in cerca di segnali, una dozzina di loro lavorano alla SETI Institute, che continua la ricerca dal 1984, prima con i fondi della NASA, adesso grazie a donazioni private. Una di quelle persone che che ne fanno parte ancora oggi è proprio Drake (Chicago, 1930), autore di una equazione per calcolare il numero di civiltà rilevabili nella nostra galassia, la Via Lattea. Secondo i loro calcoli, ci sono 10.000 civiltà avanzate che potrebbero emettere segnali radio verso la nostra zona occupata nello spazio.

Opinioni del centro SETI

Lasciando da parte l’arroganza umana di pensare che il contatto potrebbe essere stabilito solo se riuscissimo a trovarli, o sperare che se troviamo una civiltà superiore realmente desideri avere un contatto con una civiltà primitiva come la nostra, gli altri scienziati interessati alla studio serio e scientifico della materia extraterrestre e di esobiologia, in generale, indicano che il progetto per cercare di stabilire un contatto via radio con le altre civiltà intelligenti nell’universo è abbastanza inutile e inefficiente, a causa delle limitazioni di questa tecnologia per il contatto a livello galattico.

Il fisico teorico Michio Kaku, co-creatore della teoria del campo stringa (una branca della teoria delle stringhe), spiega perché SETI non è una valida opzione per il contatto tra la nostra civiltà e le altre che esisterebbero secondo l’equazione di Drake:

“Molti scienziati guardano i risultati del programma SETI e dicono ‘Vedi? Abbiamo scannerizzato il cielo e non ho visto nessuna prova di vita intelligente nello spazio”. Beh, io non penso in quel modo.“Prima di tutto, forse nel corso di tutto il secolo non riusciremo a trovre alcun segnale dallo spazio … Ma questo è dovuto al fatto che noi scansioniamo solo circa 100 anni luce di distanza dalla Terra, e la nostra galassia è di 100 mila anni luce di distanza, e le altre galassie 100 miliardi di milioni di anni luce di distanza. In questo modo scansioniamo solo un piccolo pezzo della nostra galassia.

“In secondo luogo, svolgiamo solo una ricerca delle frequenze di idrogeno, che è sciocco. Questo ci porta all’analogia di una persona che perde le sue chiavi di notte e le cerca solo in luoghi illuminati dalla luce, quando le chiavi potrebbero essere lì dove non c’è luce. Lavoriamo su queste frequenze perchè è conveniente, però non penso che tutti gli scienziati che le usano, credano realmente che gli alieni comunicano su questo tipo di frequenze. Magari utilizzando la tecnologia laser. Abbiamo appena iniziato ad acquisire altre frequenze.

“In terzo luogo, quando spesso ci inviano un segnale, suddiviso in pacchetti, ogni pacchetto quindi, arriverà in modo diverso dall’ultima analisi, per formare il messaggio completo. Questo è il funzionamento delle reti on-line e il sistema per inviare e-mail. Se si intercetta solo una parte di questo messaggio, ne ricaviamo pura spazzatura illeggibile fino a quando non riusciamo a riunire le altre parti che lo rendono leggibile. In altre parole, potremmo essere nel bel mezzo di una conversazione intergalattica senza neanche comprenderla.”

Frank Drake, che è stato recentemente a Madrid per ritirare un premio dalla Società Spagnola Geographic, riconosce che solo ora si rende conto che morirà senza rilevare un segnale di intelligenza extraterrestre. Però il segnale, assicura che verrà.

Sotto domanda e risposta da Manuel Ansede del giornale Público.es.

M) Ma come se lo immagina un contatto con un’altra civiltà Frank Drake?

Lo scenario più probabile è che rileveremo l’esistenza da un segnale radio, anche se potrebbe essere un segnale ottico. Non credo che una nave spaziale atterri sulla terra, naturalmente. Il segnale sarà ovviamente di origine intelligente. E molto probabilmente non avremo le capacità tecnice di catturare le informazioni codificate nel segnale. Ci saranno dati sulla loro civiltà, le loro creature, il loro stile di vita, la loro tecnologia, ma non riusciremo a comprenderlo. Sarà molto frustrante. Avremmo bisogno di un grande telescopio per catturare i segnali extraterrestri, ma è troppo costoso. Almeno della grandezza di un chilometro di diametro, forse dieci miglia. Stiamo costruendo l’Allen Telescope Array in California: che sono molti piccoli equivalgono a 100 metri di diametro. Probabilmente non bastano, ma siamo in grado di migliorarci in futuro.

M) La rivista Nature, ha dichiarato nel 2006 che non è scontato che tutte le civiltà che possono esistere là fuori siano benevole. Chissà forse potrebbe essere rischioso, e potrebbero morire tante persone.

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