Natura e ambiente: Lotta per la caccia ai delfini The Cove

L’uccisione dei delfini in Giappone, si è ridotta dopo il film documentario “The Cove”.

Ric O’Barry (florida, 1941) lotta da più di quarant’anni per riuscire a stroncare l’industria della mattanza dei delfini. Negli anni 60, diventò famoso per essere stato protagonista della serie televisiva “Flipper”, un telefilm interpretato da parecchi delfini. Uno di questi animali un giorno morì tra le sue braccia, smettendo volontariamente di respirare. Da quel momento , O’Barry decise di dedicare la sua vita per la protezione dei delfini.

O'Barry mostra carne delfini

O’Barry, con in mano una confezione di carne di delfino in un supermercato giapponese. S.J.D.

Diventato famoso da soli tre anni per aver denunciato la mattanza indiscriminata di delfini in un paese di mare in Giappone. Il documentario “The Cove” mostrò al mondo l’investigazione registrata a Taiji, da una squadra di organizzazione conservazionista, “Save Japan Dolphind”.

Oggi sono passati due anni da quando il film vinse un oscar per “Miglior Documentario”, un premio che come commenta O’Barry in un’intervista al giornale “El Mundo”, ha contribuito enormemente a continuare il suo lavoro.

Equipaggiati di videocamere nascoste, gli attivisti riuscirono a registrare la caccia dei delfini e documentare il lucro che esiste dietro tutta questa faccenda. I più bei esemplari sono venduti per 115.000 euro negli acquari e zoo di tutto il mondo, dove verranno trasportati, Il resto dei delfini cacciati, verranno mutilati brutalmente e la loro carne, ricca di mercurio e altri alimenti tossici, verrà commercializzata nei supermercati del paese.

Viene chiesto da un giornalista a O’Barry, se dopo il suo documentario il governo giapponese ha preso una posizione, o se siano migliorate le cose, riguardo la brutale caccia dei delfini.

“No. Il Governo, o forse sarebbe meglio dire, l’Agenzia di Pesca è sempre stata favorevole all’uccisione di delfini e balene. Faranno qualsiasi cosa per promuovere questa mattanza, utilizzeranno anche i fondi destinati alla ricostruzione, degli stabili dopo l’effetto del terremoto e tsunami del 11 marzo 2011, per avere il sussidio e proteggere la caccia. La verità è che loro sono i primi responsabili di questa carneficina. Ai burocrati dell’Agenzia di Pesca del Giappone, non interessa per niente la salute e il benestare della popolazione. E’ una situazione molto tragica. Potremmo arrivare ad una situazione del genere: i pescatori di Taiji negheranno di cacciare delfini però riceveranno ancora i permessi del Governo”.

“Credo che il messaggio del documentario riguardante la sanguinosa mattanza, che è sempre stata occultata alla società giapponese, e soprattutto, non gli è mai stato riferito che la carne di delfino è contaminata dal mercurio, sia stato preso seriamente in considerazione. Tuttavia ci rimane ancora molto da fare, però stiamo facendo progressi in maniera impressionante perché si riduca sempre più la caccia. Un giornalista giapponese, mio amico, ci disse che l’anno scorso, la gente di Taiji, no è rimasta fredda alla storia del mercurio, molta della carne dei supermercati è rimasta invenduta.”

Un altro filmato sulla strage dei delfini che avviene in Giappone

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