L’inquinamento ambientale creato dalla geotermia

Ho sentito poco tempo fa una trasmissione televisiva dedicata alla geotermia, ossia allo sfruttamento dell’energia termica immagazzinata nel sottosuolo in alcune zone geografiche particolari. La più famosa si trova in Toscana, nei pressi di Larderello, con i suoi celebri soffioni boraciferi.

Come spesso mi capita, quando sento parlare troppo bene o troppo male di qualcosa mi nasce irrefrenabile la voglia di saperne di più. Soprattutto, in un momento come questo in cui le cosiddette energie “rinnovabili” vanno per la maggiore, producendo non solo un po’ della tanto desiderata energia, ma anche un sacco di soldi diretti verso i soliti noti.

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L’esempio più lampante è l’anidride carbonica, che, presa come esempio diabolico di “nemico dell’uomo”, è servita e serve molto bene come alibi per speculazioni di ogni genere. I media sono ben contenti di presentare “esperti” e tuttologi pronti a caldeggiare e a descrivere ciò per cui sono lautamente pagati. Lo scandalo del Global Warming, che tutti predicono, ma che è da ben dieci anni che non esiste più, ne è un esempio eclatante. Non voglio, però, parlare di questo problema, ormai tante volte sollevato e discusso. Torniamo al geotermico.

Beati coloro che possiedono questa ricchezza nel sottosuolo! L’energia più pura e meravigliosa della Terra! Energia quasi illimitata e rinnovabile, senza nemmeno un briciolo di anidride carbonica. Tutto sembrava magnifico in quel documentario. Ebbene, le cose non stanno per niente così. Anzi!

Ho trovato facilmente dei “dossier” scientifici che dicono proprio il contrario, ma che, come al solito, rimangono sempre fuori dai circuiti mediatici. Vulcanologi di fama internazionale così come studi ambientali protrattisi per anni danno una visione altamente critica.

Lo sfruttamento geotermico ha un impatto ambientale terribile ed è veramente paradossale accettare che si emetta nell’ambiente mercurio, arsenico, boro, acido solfidrico e metano, in un quadro ipocrita di abbattimento dell’anidride carbonica. Non contenti di sfruttare la zona di Larderello, adesso i soliti noti vorrebbe incrementare sempre di più lo sfruttamento delle falde del Monte Amiata, il vecchio vulcano ormai dormiente. E ciò nonostante si sappia già che sono state notati impressionanti collegamenti tra la falda acquifera superficiale (quella usata per l’acqua potabile e per l’agricoltura) e quella geotermica profonda. Ne deriva una drastica riduzione e un continuo e inesorabile inquinamento della prima.

Volete qualche numero? Eccoli! Le 32 centrali geotermiche toscane (5 nell’area sud Amiata e 27 nell’area nord Larderello-Travale ) ufficialmente censite, emettono ogni anno:

28.599.575 Kg di acido solfidrico
264,26 Kg di arsenico
3.360 Kg di mercurio
69.944 Kg di acido borico


oltre a molte altre sostanze cancerogene in tracce, come cadmio e cromo, tossiche come l’ammoniaca, alteranti del clima come il metano. Però, come potete notare, niente CO2!

L’importante è dare solo quest’ultimo dato ai media e tutto sarà tradotto in parole semplici e ipocrite dai soliti tuttologi di turno, che ormai dilagano dappertutto!

Ovviamente questi inquinanti della geotermia ricadono al suolo ed inquinano rete idrica e falde di una delle zone più belle e turisticamente visitate d’Italia. Mi sembra quasi di sentire brontolare sempre più forte il vecchio vulcano spento, quella meravigliosa silhouette che domina i territori a sud di Siena e i celebri vigneti dell’Orcia e di Montalcino. Che abbia voglia di risvegliarsi e farsi giustizia da solo?

Vi porto alcune informazioni supplementari riguardo all’acqua dell’Amiata. Quella destinata al consumo umano è classificata A3 (il peggiore livello, che richiede “trattamento fisico e chimico spinto, affinazione e disinfezione” ). Dopo varie deroghe ai limiti di legge sull’acqua potabile della Regione Toscana, è intervenuta la CE nel 2010 dando lo stop ultimativo alla somministrazione di arsenico e boro nell’acqua entro il 31.12.12, ed imponendo misure cautelative per i soggetti più deboli (bambini sotto i tre anni), informazione della popolazione, bonifiche, ecc.. Era, comunque, già stato diffuso da sei anni un “invito” ben chiaro e ufficiale: “Relativamente al parametro boro la popolazione deve essere informata che, in via precauzionale, il consumo dell’acqua da bere non è consigliato ai soggetti di età inferiore ai 14 anni”.

Qualcuno ne ha sentito parlare?

Fortunatamente, il Prof. Borgia, uno dei massimi geologi e vulcanologi mondiali (di quelli veri…) è uscito allo scoperto e ha gridato ad alta voce la verità. Gli abitanti di quei luoghi meravigliosi si sono ribellati a questa ipocrita riserva di energia falsamente pulita, che porta, però, molti soldi a industrie ben conosciute, e sono scesi in guerra contro amministrazioni locali e non solo.

Forza vecchio vulcano e forza meravigliosa gente di quei luoghi incantati, tra cui ho molti cari amici. Fatevi sentire e non permettete un nuovo scempio italiano. Io sono con voi! E spero molti altri, dopo aver letto queste righe e alcuni link che allego.

Una constatazione finale, legata al mio amore per la Natura e l’Arte. Proprio alcuni mesi fa ero stato a visitare uno splendido castello medievale nei pressi di Scansano (GR) ed ero stato colpito dal bellissimo anfiteatro di pale eoliche che gli faceva da sfondo. Ora ecco l’inquinamento programmato e nascosto dell’Amiata. Ma è possibile che in Italia si cerchi sempre di rovinare, con ipocriti dogmi e atti di fede, uno dei massimi patrimoni dell’Umanità?

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