Scoperti un complesso di supervulcani facenti parte di una caldera al confine fra Utah-Nevada.

Un gruppo di geologi provenienti dalla Brigham Young University, Berkeley Geochronology Center e il Pacific Northwest National Laboratory hanno scoperto di recente una ventina di antichi supervulcani vicino al confine Utah-Nevada.I supervulcani sono vulcani in grado di espellere più di 1.000 km cubi di materiale vulcanico, quando scoppiano. Si differenziano dagli stratovulcani perché non sono così appariscenti, al contrario può risultare difficile scovarli ad occhio nudo anche se comprendono aree enormi.

Indian Peaks
Indian Peaks

“I supervulcani considerati i giganti della Terra, eppure non mostrano i loro coni come gli stratovulcani. Questo è dovuto dal fatto che l’immensa potenza scatenata al momento di eruttare crea un cedimento del grande cono in superficie. Questi enormi cedimenti che avvengono nei supervulcani formano enormi buchi nel terreno in altipiani, noti come caldere”, afferma il dottor Eric Christiansen della Brigham Young University, un co-autore di due articoli pubblicati sulla rivista geosfera (1 e 2).

Un esempio di ciò che afferma Eric Christiansen è l’enorme caldera di Yellowstone, Stati Uniti d’America. La caldera si trova nel nord-ovest del Wyoming e si estende per circa 72 km. Secondo i calcoli degli esperti la sue ultime più grandi eruzioni avvennero rispettivamente: 2,1 milioni, 1,3 milioni e 640.000 anni fa. Altri esempi di caldere sono i Campi Flegrei (Italia) e il lago Toba (Indonesia), di cui le ultime eruzioni conosciute sono quella avvenuta a Sumatra (Indonesia) circa 74.000 anni fa, responsabile di un inverno nucleare durato diversi anni nell’intero globo. In Italia invece, l’eruzione più devastante avvenne circa 39.000 anni fa nella Regione Campania.

 

supervulcani utah nevada
La caldera dove sono stati scoperti i supervulcani ai confini fra Utah e Nevada

I supervulcani recentemente scoperti non sono attivi oggi, ma 30 milioni di anni fa, più di 5.500 km cubi di magma furono eruttati durante un periodo di una settimana nei pressi di un luogo chiamato Wah Wah Springs.

“Nel sud dello Utah, i depositi di questa singola eruzione sono spessi 4 km. Immaginate la devastazione – sarebbe stato catastrofico per qualsiasi cosa che si trovava entro centinaia di chilometri”, affermò il dottor Christiansen.

I dinosauri secondo i calcoli degli esperti erano già estinti da molto tempo in questo periodo, ma 25-30 milioni di anni fa, questa zona del Nord America era la patria di rinoceronti, cammelli, tartarughe e persino palme.

Il Dott. Christiansen con i colleghi hanno misurato lo spessore dei depositi di flusso piroclastico. Hanno utilizzato datazioni radiometriche, spettrometria a fluorescenza a raggi X, e l’analisi chimica dei minerali, per verificare se la cenere vulcanica faceva parte tutta dalla stessa antica super-eruzione.

Gli scienziati hanno scoperto che l’eruzione avvenuta a Wah Wah Springs ha sepolto una vasta regione che si estende dal centro di Utah al Nevada centrale e dal Fillmore a nord di Cedar City, a sud. Sono state anche trovate tracce di cenere in Nebraska.

Il team ha anche trovato prove di 15 super-eruzioni e 20 grandi caldere – denominato “Indian Peak-Caliente Caldera Complex”.

Questi supervulcani hanno diametri che arrivano a misurare 60 km. Sono rimasti nascosti per milioni di anni, nonostante le loro enormi dimensioni.

“Le devastazioni di erosione e di deformazione che sono avvenute col tempo li hanno in gran parte cancellati dal paesaggio, ma grazie ad un attento lavoro, siamo stati in grado di rilevare la loro presenza. La vastità di questo complesso ha richiesto anni di lavoro e il coinvolgimento di decine di studenti per mettere insieme questa storia”, conclude Christiansen.

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