Notizie sui Limiti Esterni dell’Anima

Klass, comunque, crede che gli UFO possano rappresentare qualcosa che è in giro da secoli. Cita il lavoro dell’ufologo Britannico Hilary Evans, che ha scritto sulle radici del fenomeno abduction, nel folclore e nella mitologia. “In Europa un paio di secoli fa”, dice Klass, “un certo numero di donne ha affermato d’essere rapite dal diavolo, nelle proprie stanze da letto e di aver ballato con lui. Se avessero avuto la televisione in quei giorni, sono sicuro che molte altre lo avrebbero raccontato. E’ possibile che quelle abductions non fossero opera del diavolo, ma degli extraterrestri? Oppure ogni secolo, ogni generazione, ha la propria versione dello stesso mito?”
La teoria di Klass in merito agli UFO e alle abductions, come simboli che possono riflettere miti di ogni era, ironicamente richiama le idee dello psichiatra Svizzero C.G.Jung, che espresse un interesse sugli UFO all’inizio del 1946, quando oggetti brillanti che sembravano palle di fuoco (soprannominate “foofighters” di conseguenza al termine Francese feu che significa “fuoco”), vennero visti dai piloti della IIa Guerra Mondiale. Nel suo libro del 1958 Flying Saucers: A Modern Myth of Things Seen in the Sky, Jung non trae conclusioni sul fenomeno, ma nota delle similitudini tra gli avvistamenti degli UFO e gli eventi mitici e religiosi. Paragonava i dischi a mandala, simbolo archetipo dell’interezza e unità che si trova in molte mitologie.
Alcuni ufologi hanno espanso le teorie di Jung. In The Omega Project, Ring descrive gli stadi di una abduction come “quasi un viaggio archetipo di iniziazione con la invariante sequenza trinitaria: separazione, prova, ritorno”. L’individuo, scrive Ring, “viene portato via improvvisamente contro la sua volontà…arriva in un mondo sconosciuto dove subisce una ispezione rituale e test che ricordano delle iniziazioni sciamaniche tradizionali”. Ring cita anche la descrizione di Holger Kalweit del viaggio sciamanico nei cieli, dove Saajitani “lo tormenta in modo orribile, gli taglia la pancia e pezzi di carne per buttarli via… L’iniziato ottiene la sua conoscenza interiore durante questa procedura e può comunicare con le regole della saggezza sciamanica”.
Come Ring, la scrittrice Keith Thompson, i cui testi hanno fatto cambiare strada a Mack tre anni fa, trova correlazioni tra gli UFO e il mito, le esperienze mistiche, i rituali sciamanici, le visite angeliche, il folklore e le esperienze pre-morte. Nel suo libro del 1991 Angels and Aliens: UFOs and the Mythic Imagination, Thompson scrive che può non essere la natura degli UFO a cambiare, ma piuttosto la cultura di chi li vede: “Ezechiele vide una ruota infuocata. Nel Medio Evo, angeli e croci infuocate e scudi apparivano nel cielo e una leggendaria regione celestiale detta Magonia, si diceva abitata da esseri straordinari che viaggiavano in “nubi volanti” e a volte scendevano per rapire umani. Nell’America del 19° secolo, le persone vedevano mezzi aerei che sembravano dirigibili. Dal 1947 abbiamo visto i dischi volanti.

Thompson pensa che tali episodi siano centrali non solo nel mito, ma anche nel folklore. Il suo libro cita il lavoro di Thomas Bullard, un folclorista della Università dell’Indiana, che ha scritto molto sugli UFO e che vede un collegamento tra le abductions e i visitatori delle fiabe.
“Le persone venivano prese dalle case”, dice Bullard, “o dal loro letto da un gruppo di fate che scendevano e le portavano nel regno sotterraneo”. Dato che la tradizione delle fate è molto diffusa, dice Bullard, “potresti trovare esempi in tutto il mondo di esseri supernaturali che rapiscono persone”. Come Ring e Thompson, anche Bullard dice che le iniziazioni sciamaniche e i viaggi nell'”altro-mondo” offrono “un continuum di similarità” con i racconti delle abductions. Però evidenzia che vedere un episodio di abduction solo come avventura mitologica o metaforica, tende ad ignorare gli aspetti più fisici del fenomeno, dischi ripresi in video, cicatrici sui corpi degli esperienti e altro. “Le persone che si concentrano sulle similarità possono creare una tesi convincente”, dice, “ma stanno ignorando molto”.

“Io penso che la maggioranza delle persone vedano e vivano cose reali”, dice June Steiner, “Però anche se questo non fosse un fenomeno reale, dev’essere affrontato per aiutare le persone attraverso ciò che l’ha creato”.
Steiner è una rarità nel trattamento degli addotti, un professionista della salute mentale, che non si è bloccato nel cercare di provare che gli alieni siano entità vere. Mentre la psichiatria convenzionale tende ad ignorare -“L’American Psychiatric Association non ha una posizione sulle abductions UFO”, è stato un commento del portavoce dell’APA, “e dubito che l’avremo”- Steiner trova la miope missione del trovare un pezzo di prova aliena o il circuito cerebrale che possa causare tale allucinazione, una ossessione che distoglie dall’effettivo trattamento degli addotti, che a livello semplice, sono persone che soffrono. Cosa causi la crisi, dice Steiner, è irrilevante. Il punto è che le vittime delle abductions soffrono e le visite mediche possono essere un modo per far loro elaborare il trauma, qualunque sia la causa.

“Se non ci lavori”, dice, “lasci la persona bloccata in comportamenti negativi e paure, almeno devi lavorarci come fosse una esperienza interiore che spinge ad esprimere qualcosa che è avvenuta”.
Data la carenza di terapeuti come Steiner, gli addotti tendono ad evitare tutti gli specialisti, “temono che il loro caso sia forzato nei preconcetti diagnostici del praticante”, come Mack ha scritto lo scorso anno su International UFO Reporter. Infatti Mack sostiene che negare le storie degli esperienti, può incrementare il loro trauma. “Negando la realtà delle abductions, contribuisci alla loro afflizione, allo stesso modo in cui contribuisci a quella dei sopravvissuti all’olocausto, dicendo che l’olocausto non è mai avvenuto”. Il respingimento della medicina mentale convenzionale è il motivo per cui molti addotti vanno da persone come Mack o Steiner, spesso per passaparola o come riferimento dai gruppi di studio degli UFO. Terapeuti alternativi spesso lavorano al problema senza chiedersi la validità delle affermazioni dei pazienti e professionisti della salute e scettici, sono sempre bloccati nei loro metodi. Recentemente l’ipnosi, lo strumento più comune ed efficace per scavare nei ricordi degli addotti, è divenuta punto favorito per i debunkers.

“Quando sei sotto ipnosi, sei suggestionabile”, dice Phil Klass. “Diviene quasi una relazione maestro-schiavo. Il soggetto vuole compiacere l’ipnotista. Se l’ipnotista crede nelle abductions UFO, allora posso garantire che crederai almeno per metà d’essere stato addotto.” L’ipnosi, secondo Klass, può essere usata come forma di lavaggio del cervello per impiantare storie nelle teste delle vittime e coprire le vere ragioni del loro trauma. Molti ricercatori in campo UFO contraddicono le affermazioni di Klass. “Che l’abduction sia ricordata come sogno o tramite ipnosi o spontaneamente”, scrive Ken Ring in The Omega Project, “la natura dell’episodio è identica..; anche se gli investigatori in campo UFO spesso usano le tecniche ipnotiche per esplorare gli incontri ravvicinati..queste procedure non possono prima di tutto creare tali incontri. In breve, ci sono moltissimi casi in cui le persone hanno raccontato spontaneamente le abductions UFO allo stesso modo di quelle ipnotizzate.”

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