Notizie sui Limiti Esterni dell’Anima

Klass rimane inammovibile. “La cosa delle abduction UFO è una materia veramente seria”, dice, “potrei predire che arriverà il tempo in cui ci saranno cause legali contro psicoterapeuti come il Dr.Mack”. Klass crede che chi racconta di interferenze aliene nella sua vita, necessita di buona psicoterapia e invece che aiutare i pazienti, i terapeuti come il Dr.Mack, “abbracciano questa teoria dell’abduction UFO”, cementandola nella mente degli esperienti.
Dalla sua parte, Mack insiste dicendo che gli scienziati non dovrebbero mettere in discussione l’ipnosi, ma la presunzione Occidentale sulla natura dell’universo. Egli crede che le abductions siano basate su realtà fisica, ma che il nostro linguaggio e la nostra visione del mondo, siano mezzi inadeguati per spiegarle. “Tutti conoscete la storia del contadino del Vermont che si arrese nel cercare di dare direzioni dicendo “Semplicemente non potete andare la da qua”, spiegò lo scorso anno al pubblico in una conferenza sulle abductions tenutasi, ma non sponsorizzata da, al MIT. “Non possiamo andare dove vogliamo andare, senza cambiare il modo in cui vediamo questo fenomeno”.

Il cambiamento di cui parla Mack è decisamente spirituale. E’ cosa controversa anche nei circoli UFO. Le teorie per cui gli UFO siano qui in risposta ad una esperienza spirituale o crisi, risalgono alle origini della moderna era UFO, alla fine degli anni ’40 e ai primi anni ’50. Mentre al tempo la cultura popolare si divideva equamente tra invasori spaziali, con film che dipingevano gli alieni come invasori cattivi in la Guerra dei Mondi o come moderni Jeremiahs che ci avvisano dei pericoli della bomba-A in The Day the Earth Stood Still, molti contattati affermavano che gli alieni erano salvatori in grado di curare malattie e portatori di pace mondiale.
Anche Carl Jung vedeva gli UFO come simbolo di unificazione per un mondo letteralmente diviso dalle paure della guerra fredda. “Un fenomeno psichico di questo tipo avrebbe un signifcato di compensazione”, scrisse Jung in una lettera del 1958, “dato che sarebbe una risposta spontanea del subconscio alla situazione presente, a paure create da una situazione politica apparentemente irrisolvibile, che potrebbe in ogni momento portare alla catastrofe.”

Quasi 30 anni dopo la pubblicazione del libro di Jung, apparve un addotto che interpretava il fenomeno come esperienza spirituale. La notte di Natale del 1986, lo scrittore Whitley Strieber visse una esperienza di abduction a New York. Più tardi sotto ipnosi ricordò rapimenti avvenuti in età scolastica. Nel 1987 scrisse il libro Communion sui suoi incontri con “i visitatori” e divenne un best seller nazionale.
In Communion, Strieber scrisse che le visite potevano essere una forma di trasformazione (Transformation è stato il nome del seguito di Communion) in una forma superiore di essere: “Gli antichi astronomi dell’India credevano che i Siddhas (esseri umani arrivati alla perfezione) girassero tra le nubi e la luna, essendosi trasformati in uno stato meno materiale”. Secondo Strieber, gli alieni potrebbero essere agenti apparsi per aiutare l’umanità ad evolvere in uno stato superiore di coscienza.

Strieber ha avuto problemi con la comunità UFO fin dall’inizio. La prima persona fu Budd Hopkins che gli disse di vedere uno psicoterapeuta. Molte persone nella comunità UFO dubitavano della storia di Strieber e della sua salute mentale e rifiutavano le interpretazioni mistiche di Strieber, riguardo quella che molti ufologi consideravano una letterale invasione extraterrestre. Strieber risentì del rigetto dalla comunità UFO e sentì che il fenomeno abductions non era affrontato appropriatamente dagli ufologi, che evitavano gli aspetti per lui spirituali e mistici del fenomeno. Strieber pubblicò una lettera prima di uscire dall’ambito UFO due anni fa. “I cosiddetti UFOlogi”, scrisse in questo ultimo numero, somigliando ironicamente a Phil Klass, “sono probabilmente i più crudeli, cattivi e pazzi che abbia mai incontrato. La loro interpretazione dell’esperienza dei visitatori, è spazzatura dall’inizio alla fine. I “rapporti sulle abducions” che generano non sono reali. Sono artefatti della ipnosi e condizionamento culturale.”

Strieber indicò anche in “modo obliquo” che il fenomeno può avere più a che fare con l’anima umana e il suo moderno distaccamento dalla natura, che con la fantascienza: “C’è una semplicissima ragione per cui abbiamo fatto così poco progresso nel capire gli UFO e i visitatori. Siamo un mondo che sta divenendo cieco: Siamo accecati davanti all’esistenza dell’anima e quindi all’antico e immensamente conscio mondo dal quale emerge”. Strieber ha sottolineato che i primi UFO ad essere stati visti in grande scala, sono apparsi nel 1947, poco dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando “abbiamo iniziato a vivere nel terrore giornaliero della bomba atomica” e abbiamo fatto un altro passo gigante, tentando di conquistare la natura, “nel divenire cechi animicamente”.

Le implicazioni degli argomenti di Strieber sono che le visite aliene potrebbero essere considerate la via dell’anima per rivalutarsi, perchè l’avidità e le devastazioni prodotte dalla nostra tecnologia, ci hanno portati lontani dal nostro sè spirituale. I visitatori, ha scritto Strieber, possono essere per noi integrali quanto i nostri cuori e le nostre menti – “allo stesso tempo separati da noi e parte di noi”, la nostra migliore natura chiede aiuto in un tempo di degrado spirituale.
Anche Ken Ring ha descritto gli incontri alieni come pianto di dolore dell’anima umana, che vive ancora nell’ombra della paura portata dalla guerra fredda. “L’esperienza aliena può essere l’esperienza collettiva del vedere il nostro futuro allo specchio.” Ring disse nel 1991 ad una conferenza del Parapsychological Services Institute, “come gli alieni, stiamo divenendo grigi e malati come specie. Il messaggio è che non dovremmo vivere come facciamo”.

L’idea di Strieber e di Ring, per cui i visitatori siano un nostro riflesso, è anch’essa tema frequente suggerito dagli addotti. Joe Noonan, un paziente di Mack – e l’unico addotto che ha usato il suo nome reale e ha accettato d’essere fotografato – tocca inconsciamente la teoria di Strieber di loro-come-noi, quando descrive la sua prima esperienza con gli alieni. “L’alieno disse, “Questo non deve far male, guarda nei miei occhi”. Questa fu la cosa più incredibile del mondo, perchè fu come guardare la mia stessa anima. Era così vasto.”

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