Notizie sui Limiti Esterni dell’Anima

Come conseguenza dell’interiorizzare e vedere sè stessi negli oscuri occhi dei visitatori, gli addotti spesso riportano profondi cambiamenti spirituali. “Gli addotti hanno parlato di esperienze di grande crescita spirituale”, dice Ken Ring. “Crescita di compassione per gli altri, maggior comprensione di sè. Hanno anche parlato di diversi cambiamenti fisici e psicologici, del metabolismo, del funzionamento neurologico, della sensibilità psichica, tutti elementi che sembrano suggerire un funzionamento a livello di coscienza superiore e con maggior consapevolezza spirituale rispetto a prima”.

Però molti addotti che sentono di essere cresciuti spiritualmente, ancora non hanno parole per descrivere l’esperienza. Come Strieber, possono solo avvicinarsi all’argomento in modo obliquo. “E’ vero, c’è un componente spirituale”, dice Chris, uno dei pazienti di Mack. “Tutti buttano parole, cosa buona – voglio dire, devi comunicare qualcosa. Però quando dici spiritualmente, molti subito pensano che hai messo le ali da angelo. Per me, è più consapevolezza, come realizzazione”. Si ferma, fatica a spiegarsi e quindi si scusa per essere stato “disarticolato”. Infatti Chris è lucido in ogni altro argomento, ma quello che cerca di descrivere è per molti addotti, inafferrabile.
“Circa un anno fa ho iniziato a ricevere molti messaggi che dicevano di andare in chiesa”, dice Sarah, che ha preso una forma di spiritualità più tradizionale. “Sentivo pensieri in momenti silenziosi e sapevo che non erano i miei. Alla fine ci sono andata. Quella domenica ero lì seduta a pensare, “Perchè sono qua?” Improvvisamente ho sentito all’orecchio destro “Questo è giusto”. Io non mi considero religiosa. Non seguo alcuna religione. Però ora apprezzo un luogo spirituale. Io penso che gli alieni siano parte di un mondo spirituale superiore. Io penso che anche noi lo siamo, ma di un piano inferiore.”

“Io penso che ci stiano aiutando ad evolvere”, dice Joe Noonan. “Io penso che vedano che abbiamo raggiunto i bordi del dischetto di petri della nostra crescita – non dico che siamo un esperimento, ma sono abbastanza obiettivi per vedere la nostra situazione. Sta scadendo il tempo e loro si coinvolgono maggiormente.”
La credenza che i visitatori alieni rappresentino il passo seguente dell’evoluzione umana – che gli alieni siano, come una volta disse Whitley Strieber, come farfalle che tornano per evitare che i caterpillars distruggano gli alberi – è popolare fra parte degli addotti ed è molto legata alla loro sensazione di spiritualità. Ken Ring esamina la connessione in The Omega Project, definendo la presenza aliena una possibile Mente “che è conscia, ha un proposito, è intelligente e può intervenire negli affari terrestri per spingere certi effetti” – effetti che per molti pazienti di Mack sono di natura ecologica.

Ring ipotizza che le abductions possano anche essere un avviso di cosa ci aspetti. “Sulla copertina di un recente numero del magazine Life, c’era l’immagine di un bambino africano denutrito della Somalia con enormi occhi penetranti”, dice. “Se sovrapponi quella immagine alla rappresentazione solita delle entità sugli UFO, combacerebbe. C’è qualcosa di simbolico in quelle immagini, dice forse che se non ci curiamo del nostro pianeta e tra di noi e non apprendiamo a vivere in armonia, forse produrremo questo tipo di persona.”
Secondo Mack, le preoccupazioni ecologiche degli addotti sono una forma di spiritualità. Egli evidenzia che un risveglio spirituale è spesso doloroso – come esempio cita i maestri Zen che usano una pala per svegliare gli studenti – motivo per cui agli addotti vengono mostrate visioni di una distruzione planetaria. “La terra è la più grande creazione della Divinità”, dice Mack, “e la sua distruzione è il più grande crimine che può essere commesso. La creazione di una relazione armoniosa è un obiettivo spirituale.”

Però per gli ufologi pugni e pistole, parlare dei visitatori come salvatori ecologici non ha senso. “Le abductions non sono benigne in alcun modo o forma”, insiste David Jacobs, professore di storia alla Temple University. Jacobs, autore di Secret Life: Firsthand Accounts of UFO Abductions, ha ipnotizzato oltre 75 addotti. Egli vede l’abduction come “situazione traumatica” che “richiede un pensiero serio”. I visitatori, conclude, non sono qua per aiutarci. “Non vediamo benevolenza, non vediamo malevolenza”, dice. “Vediamo un programma clinico che deve portare a termine loro interessi e ha molto poco a che fare con noi, se non l’uso dei nostri copri per loro propositi.”

Jacobs afferma che le visioni dei disastri nucleari ed ecologici sono il modo degli alieni per testare le nostre emozioni, come scienziati che manipolano topi da laboratorio. Egli evidenzia che la piccola percentuale di addotti che parla di un significato spirituale, sono tutti pazienti di Mack, implicando che Mack – e non gli alieni – sia responsabile delle interpretazioni spirituali e di consapevolezza dei suoi pazienti.
Mack ammette che in parte può essere vero. “Esiste una specie di relazione tra terapista e paziente in cui co-creano”, dice. “Però non li ho mai spinti in qualche direzione”. Secondo lui gli addotti servono come “una specie di correzione cosmica”, che ci spingerà su un altro scalino evolutivo. “L’argomento UFO è un passaggio enigmatico nel tessuto del 20° secolo”, conclude Erik Davis nel suo saggio di Voice, “e tutte le nostre spiegazioni sono segnali sparati nei cieli – si diffondono fra le stelle o rimbalzano, echeggiando le nostre stesse descrizioni”. Mentre gli alieni rimangono un enigma, gli scettici e i credenti potrebbero stimolare una nuova scienza e almeno un nuovo consenso riguardo i termini del dibattito.

In un numero di Parade, pubblicato a Marzo (’93), l’astronomo e scettico sugli UFO, Carl Sagan – che rigettò il fenomeno quando Mack chiese il suo parere negli anni ’60 – scrisse un articolo sulle abductions. Il pezzo era notevole, perchè fu la prima volta che uno scettico riconosceva la realtà del terrore percepito dagli addotti e ammetteva che poteva esserci altro nel fenomeno oltre a fantasie personali, persino se la risposta fosse risultata molto umana. “Se in effetti i racconti sulle abduction aliene fossero allucinazioni” scrisse Sagan, “non abbiamo davanti una materia di suprema importanza – che tocca..le nostre credenze e forse persino le origini delle nostre religioni? C’è un valore scientifico genuino nelle abductions aliene e nel discorso UFO”, concluse.

Mentre Sagan relega il fenomeno a “distinte origini terrestri”, le sue teorie sono ironicamente simili a quelle espresse da Whitley Strieber nel numero finale della newsletter di Communion, pubblicato nella primavera del 1991. “Quando una persona cerca dentro il cambiamento e raggiunge il punto di rottura psicologico”, scrisse Strieber, “i visitatori possono passare nella fessura delle credenze della persona. Ci sono cose nella notte dell’anima; i visitatori vivono lì…sono riflesso della mia stessa anima.”

Dopo aver letto il saggio di Strieber, ho chiamato Joe Noonan e gli ho chiesto delle idee di Strieber sugli alieni come riflesso, come specchio di noi, direbbe Ken Ring, il bimbo futuro.
“Ragazzo, posso identificarmi con questo”, disse Noonan. “Quando sono arrivato faccia a faccia con uno di loro la prima volta, era come se avessi incontrato me stesso”.

The Outer Limits of the Soul © 1993 Mark Gauvreau Judge. All Rights Reserved. Originally published in Common Boundary, vol. 11, no. 4, pp. 24-33, July/August 1993
Mark Gauvreau Judge, giornalista premiato, contribuisce con New York Press. I suoi numerosi articoli sull’arte e la cultura popolare sono apparsi sul Washington Post, il Weekly Standard, Salon, First Things e altri giornali. Il suo primo libro, Wasted: Tales of Gen-X Drunk, è stato pubblicato nel 1997. E’ anche autore di Damn Senators: My Grandfather and the Story of Washington’s Only World Series Win e If It Ain’t Got that Swing: The Rebirth of Grown-Up Culture. Vive a Potomac, Maryland. -Fonte – altrogiornale

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