L’EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA

Abbiamo parlato dell’evoluzione dell’uomo, il pensatore, padrone dei corpi, che li usa durante il ciclo dell’evoluzione. Abbiamo visto che egli sintetizza in sé quanto è stato conseguito nelle evoluzioni precedenti. Ci siamo intrattenuti su tale evoluzione, nelle due conferenze precedenti, in cui abbiamo considerato la sostanza, o materia atomica, prima della sua costruzione in forme, ossia del minuscolo atomo, prima che fosse incorporato in un qualche veicolo. Abbiamo studiato la costruzione delle forme per mezzo della grande legge di attrazione, che raccoglie gli atomi insieme, dando origine al loro collegamento e alla loro vibrazione all’unisono, producendo così una forma, o un aggregato. Siamo pervenuti al riconoscimento che nella sostanza atomica si ha un aspetto della Divinità e della forza centrale, o energia del Sistema Solare, che si manifesta sotto l’aspetto d’intelligenza; abbiamo inoltre veduto come nell’aspetto forma della natura, un’altra qualità della Divinità si manifesta, quella dell’amore o attrazione, la forza coesiva che mantiene l’unificazione.

Studiando quindi l’essere umano, o uomo, notando come in lui s’incontrano tutti e tre gli aspetti divini; abbiamo riconosciuto l’uomo quale volontà centrale che si manifesta attraverso una forma composta d’atomi, che dimostra le tre qualità di Dio: Intelligenza, Amore Saggezza, Volontà o Potere. Lasciamo ora l’aspetto della manifestazione che abbiamo trattato nelle precedenti conferenze e veniamo alla considerazione della coscienza entro la forma. Abbiamo veduto che l’atomo può essere considerato come vita centrale, che si manifesta attraverso una forma sferoidale e che dimostra la qualità mentale; ma anche l’atomo umano può essere considerato come vita centrale positiva, che utilizza una forma e che dimostra le diverse qualità che abbiamo enumerate. Allora abbiamo detto che, se la nostra ipotesi riguardo all’atomo è giusta, se possiamo considerare l’essere umano quale atomo, possiamo estendere il medesimo concetto al pianeta e dire che entro l’atomo planetario esiste una Grande Vita, che si manifesta attraverso una forma e dimostra qualità specifiche, mentre attua un definito scopo. Abbiamo poi esteso questo stesso concetto anche alla grande sfera del sistema solare e alla Deità che dimora in esso.

Esaminiamo ora il soggetto della coscienza e studiamone la vita entro la forma. Se in tal modo riuscirò ad esporvi alcune idee generali in rapporto a ciò che è stato detto precedentemente, avrò aggiunto un’altra pietra alla struttura che cerco di costruire. La parola coscienza viene da due parole latine: Con-Scio (conoscere) e significa letteralmente “ciò che noi conosciamo”. Nel dizionario troverete questa parola qualche volta definita così: “Lo stato di essere consapevole” o la condizione del percepire, la facoltà di rispondere agli stimoli, la facoltà di riconoscere i contatti, il potere di sincronizzarsi con le vibrazioni. Tutte queste definizioni sono parzialmente esatte, tuttavia, la definizione che io desidero far risaltare in modo particolare, è quella data dallo “Standard Dictionary” e che ho già citato precedentemente. Ora un individuo di medio sviluppo mentale, che consulti libri di testo che trattano di questo soggetto, probabilmente li troverà poco chiari, poiché essi dividono la coscienza e lo stato d’essere conscio, o consapevole, in numerose suddivisioni, fino a che si giunge ad uno stato di completo disorientamento. Oggi accennerò solamente a tre tipi di coscienza e cioè: Coscienza assoluta, coscienza universale, coscienza individuale. Di queste tre, su due sole si possono dare definizioni chiare.

Al pensatore comune, è praticamente impossibile il riconoscimento della coscienza assoluta. Una definizione della coscienza assoluta è la seguente: “Quella coscienza in cui è compresa ogni cosa, tanto il possibile quanto il reale”, e concerne ogni cosa concepibile passata, presente e futura. Questa è probabilmente la coscienza assoluta e dal punto di vista dell’essere umano, è la coscienza di Dio, che contiene in Sé stesso il passato, il presente, il futuro. Cos’è allora la coscienza universale? Potrebbe essere definita come coscienza che contiene anche il concetto di spazio, di luogo e del succedersi degli eventi che ad essi si associano; oppure potrebbe essere detta la coscienza di gruppo, di un gruppo più o meno ampio e comprensivo. Infine la coscienza individuale può essere definita quel tanto di coscienza universale con la quale un’unità separata può venire in contatto e che può concepire per sé stessa. Ora, per comprendere queste vaghe espressioni: coscienza assoluta, universale e individuale, può essere utile qualche spiegazione. Nelle nostre prime conferenze abbiamo veduto che possiamo considerare l’atomo nel corpo umano come una piccola unità, una minuscola vita intelligente, una microscopica sfera attiva. Prendendo questa piccola cellula come punto di partenza, potremo arrivare con questo mezzo ad un concetto di cosa siano questi tre tipi di coscienza, guardati dal punto di vista dell’atomo e dell’uomo.

coscienza-atomo

La coscienza individuale, in rapporto al piccolo atomo nel corpo umano, sarebbe la sua propria vita vibratoria, la sua propria attività interna e tutto ciò che lo concerne in modo specifico. La coscienza universale, in rapporto alla piccola cellula, può essere considerata come la coscienza dell’intero corpo fisico quale unità in cui l’atomo è incorporato. La coscienza assoluta, dal punto di vista dell’atomo, può essere considerata la coscienza dell’uomo pensante, che infonde energia al corpo. Questa coscienza è per l’atomo, di certo, qualche cosa di così distante dalla propria vita interna, da essere per esso, praticamente inconcepibile e ignota; nondimeno essa trascina nella linea della sua volontà la forma, l’atomo entro la forma, e tutto ciò che li concerne. Quest’idea deve soltanto essere estesa all’uomo, considerato come atomo o cellula entro il corpo di una Grande Entità ed allora il concetto di una triplice coscienza, può essere elaborato analogamente. È forse saggio passare ora a studiare soggetti più pratici della coscienza assoluta. La Scienza occidentale sta gradatamente arrivando alle conclusioni della filosofia esoterica dell’Oriente che afferma che la coscienza deve essere riconosciuta, non soltanto nell’animale e nell’essere umano, ma anche nel regno vegetale e in quello minerale, e che l’auto-coscienza deve essere ritenuta come il completamento dell’espansione di coscienza nei tre regni inferiori.

Non mi è possibile dilungarmi ora nello studio affascinante dello sviluppo della coscienza nel regno animale, in quello vegetale ed in quello minerale. Potremmo dimostrare che anche i minerali mostrano sintomi di consapevolezza, di reazione agli stimoli; che manifestano segni di fatica, che è possibile avvelenare un minerale ed ucciderlo come si può uccidere un essere umano. Il fatto che le piante abbiano una coscienza è più facilmente riconosciuto e articoli di grande interesse sono stati pubblicati al riguardo, aprendo così una vasta sfera di pensiero. Abbiamo veduto che, nella materia atomica, la sola cosa che possiamo affermare con certezza, è che essa dimostra intelligenza, potere di selezione e di discernimento. Questa è la caratteristica predominante della coscienza, come si manifesta attraverso il regno minerale. Nel regno vegetale appare un’altra qualità; quella della sensazione o sentimento di natura rudimentale. Questo regno reagisce o risponde agli stimoli in modo differente da quello minerale. Nel regno animale appare una terza reazione; non solamente l’animale mostra segni di sensazione in grado maggiore, in reazioni simili a quelle che avvengono nel regno vegetale; ma anche mostra segni d’intelligenza, o mente embrionale.

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