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Telescopio rivela allineamenti quasar nel nostro universo

Il Very Large Telescope rivela allineamenti galattici

“L’immaginazione è più importante della conoscenza.

La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero. Esso è la sorgente di tutta la vera arte e scienza.

Quando le leggi della matematica si riferiscono alla realtà, non sono certe; e quando sono certe, non si riferiscono alla realtà.

Non preoccuparti delle tue difficoltà in matematica; ti assicuro che le mie sono maggiori.

Se la mia teoria della relatività si dimostrerà corretta, la Germania mi considererà tedesco, e la Francia dichiarerà che sono un cittadino del mondo. In caso contrario, la Francia dirà che sono tedesco, e la Germania dichiarerà che sono un ebreo.”

Albert Einstein

Come qualcuno ha già affermato in passato siamo parte di quella che potremmo definire una grande ragnatela che collega tutto l’Universo, non importa quale sia la distanza, tutto è connesso. Sembra che la creazione di tutto ciò che contiene il nostro universo rispetti le leggi della matematica. Se come sostiene qualcuno non esiste un creatore ma tutto apparve grazie ad una serie di coincidenze che hanno permesso poi di sviluppare la vita dopo aver creato galassie, stelle e pianeti, significa che la coincidenza andrebbe chiamata coscienza e questa coscienza dimostra intelligenza.

Come si spiegherebbe altrimenti ciò che hanno scoperto gli astronomi grazie al Very Large Telescope, ovvero, che i quasar nonostante si trovino a miliardi di anni luce di distanza fra loro si presentano tutti ben allineati? Vogliamo continuare a chiamarla coincidenza?

D’altra parte la domanda che si pone l’uomo probabilmente da quando ha sviluppato un cervello che gli ha consentito di ragionare – chi ha creato l’Universo? chi ha creato la vita? ma soprattutto, se esiste, o è esistito un creatore, chi ha creato lui? – non avrà mai una risposta.

Col tempo l’uomo ha cominciato a pensare ad altri universi, giusto per complicarsi ancora un po’ le cose. Non siamo in grado di comprendere questa piccola e insignificante (se paragonata all’Universo) zona della nostra galassia e vorremmo essere in grado di visualizzare altri universi. Forse un giorno, quando l’uomo sarà in grado di creare un super telescopio spaziale riuscirà ad osservare il confine del nostro universo. O magari riuscirà a sfruttare questa grossa ragnatela che unisce il tutto costituita sostanzialmente da materia oscura, e sarà in grado di percorrere distanze inimmaginabili in breve tempo, da un capo all’altro dell’Universo. Poi si renderà conto che non era così complicato e dirà: “perché non c’ho pensato prima?”

Si, dev’essere così che andrà, prima o poi qualcuno verrà dal futuro e ci farà la carità di mostrarci come muoverci in questo immenso universo. Probabilmente quando saremmo abbastanza maturi da poter gestire la cosa.

E se invece fosse come sostiene qualcuno, cioè che la Terra altro non è che una sorta di Purgatorio dove le anime si raggruppano per imparare, per evolversi, una grande scuola? Allora non verrà mai nessuno dal futuro, poiché non avrebbe senso il principio che accomuna tutte le anime di questo pianeta. Quindi significa che siamo nati per essere peccatori (come ama definirci la religione). Ma allora che senso avrebbe preoccuparci tanto della natura, degli animali, del cibo, etc.

Voglio dire, il vegano (che rispetto) si preoccupa tanto di rispettare le creature più o meno intelligenti (animali) privandosi della carne per questioni etiche. Ma forse non hanno mai pensato che se ci troviamo in un pianeta dove da milioni di anni si mangia la carne, probabilmente questa cosa non cambierà mai. Forse si trovano nel pianeta sbagliato? Mi domando ma se nascevano su un pianeta dove la loro cultura era di nutrirsi con verdure e ortaggi, per caso sarebbero diventati carnivori? Già, forse diventare vegano è un modo per dire “basta, voglio cambiare, ho bisogno di un cambiamento!”. Beh, non ci vedo nulla di male ognuno fa quel che può. 😉

Più passano gli anni e naturalmente maggiori saranno le scoperte, ad esempio pare che le piante comunichino fra loro, e che in qualche modo (anche se per molti sembrerà assurdo) anche loro sono sensibili. Riconoscono la pianta vicina, quindi si comportano di conseguenza utilizzando i loro strumenti di difesa se è il caso. Dicono che se ci parli o le tratti bene, loro cresceranno meglio e ci saranno meno possibilità che si ammalino. Insomma, ne dicono tante. Vedrete che un giorno qualcuno scoprirà che anche questo essere vivente ha un suo cervello e quindi il vegano come si nutrirà?

Boh! Già me li vedo tutti neri di rabbia. Sappiate comunque che vi ammiro poiché avete la forza di rinunciare ad uno dei principali piaceri della vita, ovvero “il cibo” (almeno a una gran parte).

Passiamo ai quasar e a questa nuova scoperta

Le nuove osservazioni con il Very Large Telescope (VLT) dell’ESO in Cile hanno rivelato allineamenti oltre le più grandi strutture mai scoperte nell’Universo. Un gruppo di ricerca europeo ha scoperto che gli assi di rotazione dei buchi neri supermassicci centrali in un campione di quasar sono paralleli tra loro su distanze di miliardi di anni luce. Il team ha anche scoperto che gli assi di rotazione di questi quasar tendono ad essere in linea con le vaste strutture della rete cosmica in cui risiedono.

Un quasar è un nucleo galattico attivo estremamente luminoso e generalmente molto distante dalla Terra. Il nome deriva dal fatto che questi oggetti furono inizialmente scoperti come potenti sorgenti radio, la cui controparte ottica risultava puntiforme come una stella. Il grande spostamento verso il rosso che caratterizza i quasar, in accordo con la legge di Hubble, implica che siano oggetti molto distanti e che debbano emettere energia equivalente a centinaia di normali galassie.

Sostanzialmente i quasar sono galassie con buchi neri supermassicci molto attivi ai loro centri, e questi buchi neri sono circondati da dischi di materiale estremamente caldo che viene spesso espulso in lunghi getti lungo i loro assi di rotazione.

Il team guidato da Damien Hutsemékers presso l’Università di Liegi, in Belgio utilizzato lo strumento FORS sul VLT per studiare 93 quasar noti per formare enormi gruppi sparsi nel corso di miliardi di anni luce, osservati in un momento in cui l’Universo aveva circa un terzo della sua età attuale.

Hutsemékers afferma che la prima stranezza che ha attirato la loro attenzione è stata quella di aver notato che alcuni assi di rotazione dei quasar fossero allineati tra di loro nonostante il fatto che i quasar siano separati da miliardi di anni luce.

Inoltre il team ha scoperto che gli assi di rotazione sono collegati, non solo tra loro, ma anche sulla struttura dell’Universo su larga scala. Questo significa che osservando la distribuzione delle galassie su scale di miliardi di anni luce, si noterà una distribuzione uniforme, una vera e propria rete cosmica di filamenti e ciuffi intorno enormi vuoti in cui le galassie sono scarse.

Grazie al telescopio VLT si è scoperto quindi che gli assi di rotazione dei quasar tendono ad essere paralleli alle strutture di grandi dimensioni in cui si trovano.

“I nostri dati forniscono la prima conferma osservativa di questo effetto, su scale molto più grandi di ciò che era stato osservato fino ad oggi riguardo le”, aggiunge Dominique Sluse del Argelander-Institut für Astronomie a Bonn, in Germania e Università di Liegi. (fonte articolo: eso.org)

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